Bufera giudiziaria sul Comune
Chi paga le spese legali degli indagati?
Inchiesta appalti: sistema politico sotto accusa

DI PIERLUIGI GHIGGINI

19/6/2019 – Il comune di Reggio Emilia è nel pieno di di una bufera giudiziaria iniziata in febbraio con l’indagine di Incaricopoli (ben 18 dirigenti indagati) , e continuata subito dopo il ballottaggio che ha rieletto sindaco Luca Vecchi, con la maxi inchiesta e le perquisizioni della Procura reggiana su alcuni grandi appalti, sull’affidamento di consulenze legali e sulla nomina di Maria Teresa Guarnieri a direttrice dell’Asp Reggio Emilia. Gli indagati, al momento, sono quindici.

Indagini che coinvolgono il livello politico dell’amministrazione Vecchi, e non solo perchè vi sono coinvolti l’ex assessore Tutino, l’ex vicesindaco Matteo Sassi e un esponente di lungo corso del Pd come Raffaele Leoni, presidente di Rete.

Delle indagini si sa poco (anche alcuni nomi di indagati sono ancora riservati) salvo che le ipotesi di reato vanno dalla corruzione alla falsità ideologica , dalla turbativa d’asta sino all’abuso e alla violazione del segreto d’ufficio, e che per tre anni la Guardia di Finanza ha svolto indagini con intercettazioni (persino un trojan infilato nel cellulare dell’avvocato comunale Santo Gnogni) anche su appalti multimilionari, come il Global Service aggiudicato alla cordata Gesta e l’appalto unico per trasporto scolastico e controllo sosta al consorzio Tea. Gli indagati rivendicano attraverso gli avvocati la correttezza del loro operato, e ogni giudizio deve restare sospeso sino alla conclusione delle indagini della Procura.

Il Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco Mescolini

Ma un fatto è certo: la politica, in questi appalti, c’entra eccome. In questi giorni si assiste al tentativo di scaricare ogni responsabilità sul livello amministrativo, ma voler far credere che il livello politico, sicuramente lindo e innocente, abbia subito impotente determinate decisioni, significa prendere in giro l’opinione pubblico. E’ vero che la legge da anni ha introdotto il principio della responsabilità del dirigente (i quali peraltro sono nominati dai politici e dipendono da loro) ma pensare che gli amministratori e i partiti a cui fanno riferimento siano estranei a decisioni su appalti e incarichi che, fra l’altro, coinvolgono il giro di aziende amiche della cooperazione o aziende e persone legate per le strade più singolari alla politica, è di una ingenuità sbalorditiva. C’è tutta una storia, italiana e reggiana, a dimostrare il contrario.

Presto si insedierà il nuovo consiglio comunale di Reggio Emilia che inevitabilmente dovrà discutere della tempesta giudiziaria: le opposizioni chiedono, anzi “pretendono”, chiarimenti dal sindaco Luca Vecchi, rieletto al ballottaggio con 63%. Ma il problema centrale non è nè può essere la regolarità delle procedure sul filo della norma e della legge: ciò che conta è la sostanza delle azioni e degli atti, e soprattutto l’effettivo coinvolgimento della politica – in questo caso l’amministrazione Vecchi – nelle decisioni su cui si indaga per corruzione, abuso e rivelazione del segreto d’ufficio, turbata libertà degli incanti e falsità ideologica del pubblico ufficiale.

Il sostituto procuratore Valentina Salvi lascia il palazzo comunale dopo le perquisizioni

Intanto, i 5 Stelle sono partiti all’attacco, chiedendo se il Comune intende costituirsi parte civile e chi pagherà le spese legali agli indagati (politici e dirigenti) nelle due indagini in corso. Cioè se le pagheranno gli indagati, oppure i cittadini. La questione viene sollevata in una dichiarazione diffusa oggi dalle consigliere elette Rossella Ognibene e Paola Soragni, entrambe avvocate di professione, che annunciano una nuova interpellanza al sindaco rieletto.

Le consigliere ricordano che “con un’ interrogazione scritta del 6 marzo 2019 in merito ai 18 dirigenti del Comune di Reggio Emilia indagati per abuso d’ufficio, il Movimento 5 Stelle aveva chiesto a Sindaco e Giunta chi sostenesse le spese legali. Interrogazione alla quale non abbiamo avuto risposta”. E per la quale ora accusano il sindaco Vecchi e la sua giunta di “arroganza”.

Ora “alla luce della nuove inchiesta sugli appalti che vede coinvolte 15 persone tra cui anche due oramai ex assessori, dirigenti comunali e di partecipate – continuano Ognibene e Soragni – chiediamo nuovamente se il Comune di Reggio Emilia corrisponderà o abbia intenzione di corrispondere anche solo in parte gli onorari e le spese legali agli avvocati dei dirigenti comunali indagati. Posto che non pensiamo e speriamo non lo faranno per l’ex vicesindaco Sassi e l’ex assessore Tutino.

Riteniamo sia un comportamento arrogante da parte del sindaco Vecchi e della giunta uscente non aver fornito alcuna risposta alla precedente interrogazione dello scorso 6 marzo – aggiungono – e ci auguriamo che quella entrante abbia la correttezza di riferire in merito alle spese, se saranno poste a carico dei cittadini, oppure, come parrebbe maggiormente opportuno a carico degli stessi indagati”.

In merito alla nuova indagine e quella precedente “il Comune di Reggio ha poi pensato di costituirsi parte civile? Anche questo lo chiederemo nella nuova interpellanza che depositeremo”.

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2 risposte a Bufera giudiziaria sul Comune
Chi paga le spese legali degli indagati?
Inchiesta appalti: sistema politico sotto accusa

  1. Umidità Rispondi

    19/06/2019 alle 12:41

    Ovvio !…

    gli stessi che da decenni vanno a friggere il gnocco al festival dell’umidità…

    :((

    una mano lava l’altra e tutte due lavano il c….

    SE LO LAVASSERO!!

  2. Antelope Cobbler Rispondi

    19/06/2019 alle 12:52

    Nel corso degli anni le varie Coop si sono divise anche gli appalti per la realizzazione di opere comunali: se si vanno a cercare le carte, si tscoprirà il magazzino delle farmacie riunite è stato appaltato a Unieco che lo ha sub appaltato a Gesta che a propria volta lo ha sub appaltato a Simtek (Coopservice), la quale lo ha sub appaltato ad alcuni artigiani. Un passaggio di mani “leggermente” irregolare.
    Del resto anche il Comune di Reggio Emilia ha barattato dei project financing fatti da Gesta ( solo loro in gara) in cambio di appalti di gestione fatti a tavolino.
    Sono cose che vanno avanti da anni, ma solo oggi qualcuno se ne accorge?

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