Una “moneta” per Reggio Emilia: la lista Reggio è (Leu) lancia la proposta con Massimo Amato

8/5/2019 – Una moneta locale per Reggio Emilia. È la proposta della lista civica Reggio è, la formazione della sinistra (Leu) che sostiene Luca Vecchi, che sabato 11 maggio (ore 16) presenta un progetto di moneta digitale complementare al Chiostro della Ghiara di via Guasco 6. Intervengono Massimo Amato, economista e docente all’Università Bocconi (candidato alle europee per La Sinistra), il sindaco uscente Luca Vecchi e Lanfranco de Franco, capolista di Reggio è. Coordina l’incontro Riccardo Grazioli, ricercatore del Centro Studi di Politica Economica e Monetaria dell’Università Cattolica.

La “Moneta per Reggio”, in realtà non propriamente una moneta complementare, nemmeno virtuale (come, ad esempio un bitcoin) bensi una forma digitale, peraltro interessante, di anticipo crediti – trasformati in circolante sino a scadenza – a sostegno all’economia locale e alle filiere corte nella produzione e nel commercio. È l’applicazione – spiegano i promotori del progetto DigiPay4Growth finanziato dalla UE (https://cordis.europa.eu/project/rcn/191828/factsheet/it). In sostanza, l’amministrazione paga in anticipo mediante crediti elettronici che possono circolare solo nel territorio fra tutti coloro che li accettano – individui e imprese, commerciali e produttive, e la stessa PA – e che alla data prevista per il pagamento si convertiranno automaticamente in euro.

«Una moneta che nasce dai pagamenti del Comune – spiegano i promotori dell’iniziativa – ma che diventa la moneta comune dei cittadini. Dieci anni di crisi hanno mostrato che il problema non è che non ci sono i soldi ma che essi circolano poco e male. La moneta non passa per le mani di coloro che ne hanno bisogno e saprebbero cosa farne, e resta spesso inutilizzata e accumulata. Così le disuguaglianze aumentano, la disoccupazione non si riduce e i territori si indeboliscono. Diminuisce la loro capacità di inclusione economica e la loro tenuta sociale».

Erogazioni a soggetti in difficoltà, rimborsi per i tirocini, pagamenti ai fornitori della PA: tutte operazioni che con la moneta complementare possono essere effettuate azzerando i tempi di attesa senza aggravio per la pubblica amministrazione. Si crea così, per un tempo determinato, un potere di acquisto dedicato al territorio che circola solo al suo interno e in modo più veloce rispetto agli euro, stimolando gli scambi e l’economia di prossimità”. Non che la soluzione sia priva di problemi, soprattutto sull’affidabilità dell’emittente. Cosa succede se l’amministrazione non è in grado di onorare il dbito alla scadenza prevista? Ma sono qudestioni di cui si potrà discutere utilmente sabato all’Ostello della Ghiara.

CHI E’ MASSIMO AMATO

Insegna Storia economica e Storia del pensiero economico all’Università Bocconi. Ha scritto diversi libri e articoli sulla crisi e sulle sue radici storiche. Da tempo si occupa delle alternative viabili all’attuale sistema monetario e finanziario, mostrando le falle scientifiche e politiche del cosiddetto mainstream. Da quasi 20 anni è impegnato nel movimento delle monete complementari e locali, che costituiscono una prima risposta dal basso alle insufficienze e alle ingiustizie del sistema monetario. Nel 2011 ha ideato una moneta locale per l’amministrazione comunale di Nantes. Dal 2014 al 2017 ha lavorato per il Ministero della Giustizia all’elaborazione di una moneta per le procedure concorsuali. Nel 2015 ha dato consulenza a SEWL par la stesura di un progetto di legge sulle monete complementari. Nel 2018 ha ideato una moneta locale mirante a facilitare l’integrazione dei richiedenti asilo, riprendendo una intuizione di Mimmo Lucano a Riace, ora oggetto di una procedura giudiziaria. Si è mosso attivamente per la difesa di Lucano, scrivendo articoli e un parere pro veritate per il suo collegio di difesa al processo di Reggio Calabria. 

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4 risposte a Una “moneta” per Reggio Emilia: la lista Reggio è (Leu) lancia la proposta con Massimo Amato

  1. josuè Rispondi

    08/05/2019 alle 12:20

    Dopo 500 anni dalla nascita di Gasparo Scaruffi, il propugnatore di una moneta unica, nasce a Reggio l’idea di una moneta locale! Non sapevo che la città avesse invertito la marcia del progresso tornando all’epoca dei Comuni!

  2. luisa Rispondi

    08/05/2019 alle 14:13

    il “purché se ne parli” vale sempre a quanto pare, soprattutto se nessuno ti fila

  3. Paolo Rispondi

    08/05/2019 alle 15:35

    Ai commentatori precedenti: Forse basterebbe leggere l’articolo per capire che i commenti sono fuori luogo e si limitano al titolo.. scrivere é facile, leggere é molto più difficile.

  4. josuè Rispondi

    08/05/2019 alle 18:47

    Quando non si è in grado di amministrare e di affrontare i problemi della burocrazia, si cercano palliativi. Il problema è di capire perché in Italia non si riesce ad operare come nei paesi più avanzati( Germania docet) per colpa della burocrazia ed intervenire semplificando le nostre strutture. Un tempo i pessimi pagatori o gli insolventi si mettevano alla gogna. Cominciamo con qualche amministratore e dirigente pubblico che non rispetta le scadenze e gradualmente la macchina si mette in moto. Non siamo in condizione, almeno spero, come l’India, dove occorre una banca speciale per aiutare i poveri a sopravvivere, lavorando notte e giorno, a produrre un po’ di filati o a iniziare una modestissima attività( sempre al servizio però dei pochi ricchi)

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