Sono andato alla stazione Mediopadana e…

DI GIANFRANCO TIRELLI*

16/5/2019 – Sono andato alla stazione Mediopadana per prendere un treno per Milano ed ho potuto, ancora una volta, constatare che il problema parcheggi è tuttora un problema e che, nel tentativo di aumentarne il numero, si sono creati degli spazi riducendo l’aiuola centrale, ma nella fretta si è provveduto unicamente allo scavo lasciando libera la terra. In questi giorni piove e la terra si impregna d’acqua creando fango, in alcuni punti il drenaggio non è dei migliori e si formano pozzanghere: parcheggiare lì la macchina significa arrivare in stazione con le scarpe infangate e magari con i piedi bagnati.

Mediopadana: le conseguenze della mancanza di parcheggi

La crescita del numero dei passeggeri è costante e non conosce soste, la stazione dell’AV ha conquistato molti viaggiatori ma non ha toccato il cuore della giunta comunale, dei solerti tecnici comunali impegnati nella ristrutturazione selvaggia delle piazze, dei tanti architetti che sfornano consigli alla Giunta, che evidentemente non frequentano la stazione, istituzione voluta da Achille Maramotti e caldeggiata con tenacia da Antonella Spaggiari e poi sopportata con fastidio dai suoi successori. Visto che il numero dei viaggiatori è ormai molto più grande di quello di molti aeroporti di città prossime, deve essere compito della futura amministrazione, speriamo non di sinistra, di pensare ad una soluzione che, come accade negli aeroporti grandi, consenta a chi arriva di parcheggiare l’auto in un luogo protetto, sorvegliato, munito di sistemi anti intrusione e antincendio, che preveda il pagamento al ritiro della vettura mediante contante o carte Bancomat e/o di Credito: tutte le carte. Si eviterebbero i parcheggi selvaggi sui marciapiedi, nei fossi, in ogni anche piccolo spazio, evitando il disordine e la sensazione di una non accoglienza.

Parcheggiare nel fango alla Mediopadana

La soluzione è rappresentata da silos multipiano, dotati di ascensore e di un collegamento coperto con la stazione utilizzando tapin roulant, quindi senza fatica, senza bagnarsi o senza prendersi un colpo di sole. Quanto grandi dovranno essere e a quanti piani e in quale numero, lo dovranno stabilire i progettisti, chiedendo un parere o un progetto, meglio ancora a Calatrava, per non costruire un obbrobrio che nulla ha a che vedere con la stazione esistente (I Chiostri di San Pietro ed il progetto per il restauro della Reggia di Rivalta sono li a testimoniare la disinvoltura di alcuni architetti). La soluzione professionale di questa esigenza avrebbe già dovuto trovare ampio spazio nel palazzo comunale, sostituendosi alle chiacchiere ed alla distruzione della Piazza dei Teatri, a quelle di Corso Garibaldi ed ai progetti per il restauro del Parco e della Reggia di Rivalta, opere discutibili nella loro progettualità e nella loro realizzazione. Sarebbe anche utile prevedere di utilizzare al meglio la grande aiuola posta davanti alla stazione AV, abbellendo quell’area con una fontana e piantando alberi, cespugli, fiori, percorsi pedonali, anche se è meglio affidare il tutto alla prossima amministrazione, visto che questa sull’argomento ha la stessa sensibilità di Attila.

Alcuni sosterranno che la soluzione già esiste ed è fornita da Car Server, ma evidentemente questi non frequentano la stazione, nella quale tutti gli spazi disponibili sono occupati e sono occupati anche spazi esterni all’area stazione, il tutto in maniera selvaggia: bisogna pensare ai servizi per la gente e non per i vari architetti o similari che frequentano il palazzo. La città è dei cittadini, non basta scrivere sui manifesti in periodo elettorale “Reggio città delle persone”, se poi i comportamenti sono autoreferenziali all’interno della Giunta. Pensiamo per la prima volta all’amministrazione come servizio alle persone, apriamo il Palazzo Comunale alle istanze dei cittadini, togliamo l’arroganza nell’approccio alle persone e pensiamo che se siamo lì non è perché siamo stati scelti da Dio, ma perché le persone ci hanno votato ed a loro dobbiamo dimostrare la nostra capacità di ascolto, valorizzando il rapporto con i cittadini, che è diverso da quello tra il partito e gli amministratori: bisogna parlare con tutti.

*Candidato al Consiglio Comunale di Reggio Forza Italia-Salati sindaco

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3 risposte a Sono andato alla stazione Mediopadana e…

  1. Drone Rispondi

    16/05/2019 alle 14:14

    Quando si dice un progetto “a 360°”……….e per i cittadini sempre a 90°!!!!!

    Allucinante.

  2. Fausto Poli Rispondi

    16/05/2019 alle 15:02

    Perche’ ti diranno sempre ” son ste fortune'” alla sezione del PD a Mancasale. Io penso che una zona del genere, avrebbe enormi potenzialita’. E’ un imponente centro di costo con enormi flusso di entrata a livello tasse. E il comune schiochett lascia tutto a marcire. Mitici fancazzisti. Andate ad asfaltare, fancazzisti amministratori.

  3. Arzân da la testa quêdra Rispondi

    17/05/2019 alle 15:45

    Guarda caso quelli che ieri “la Mediopadana è una cattedrale nel deserto “ oggi criticano la carenza di parcheggi. Avete la faccia di bronzo per no dire altro

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