Cento oggetti per raccontare il primo secolo della Ghiara
Una mostra curata da Zeno Davoli

Sabato 11 maggio, alle ore 18, al Museo del Santuario della Beata Vergine della Ghiara si terrà l’inaugurazione della mostra “Quattrocento anni a ritroso”, a cura di Zeno Davoli.

Cento oggetti, incisioni, libri, quadri, sculture, avori, monete e documenti ricostruiscono il primo secolo del culto all’interno del quale si è realizzata la costruzione del Santuario. La mostra verrà introdotta dagli interventi del prof. Massimo Mussini, “La costruzione della Chiesa e l’altare della Madonna”, e del prof. Zeno Davoli, “Fatti storici e tensioni spirituali alla base del fenomeno Ghiara”.


Il 12 maggio 1619, con una fastosa cerimonia, venne inaugurata la nuova grande chiesa della Madonna della Ghiara, destinata ad ospitare l’immagine davanti alla quale era avvenuta la miracolosa guarigione di Marchino nel 1596. I documenti ci hanno tramandato i momenti principali della sua costruzione, dalla scelta del progetto, effettuata dal duca Alfonso II, alla successiva posa della prima pietra il 6 giugno 1597 per opera dello stesso duca e del vescovo di Reggio Claudio Rangone. Dopo poco più di dieci anni la struttura architettonica venne terminata e si decise di inaugurare il tempio con la traslazione al suo interno dell’immagine miracolosa.

La fastosa cupola della Ghiara

La Basilica venne progettata dall’architetto ferrarese Alessandro Balbo e costruita sotto la sovrintendenza del reggiano Francesco Pacchioni. Si trattò di un grande avvenimento, tanto religioso quanto civile. La città da 23 anni, da quando cioè era avvenuto il miracolo della guarigione di Marchino da Castelnuovo Monti, sordomuto e privo di lingua dalla nascita, viveva in uno stato di febbrile operatività, concentrata prima di tutto sulla costruzione di un tempio grandioso, proporzionato all’enorme commozione popolare che i miracoli avevano suscitato e sulle tante opportunità, anche economiche, e i relativi problemi che erano generati dai continui movimenti di forestieri e dalle tante novità operative e burocratiche che emergevano ogni giorno. Tutto culminò nella celebrazione del 12 maggio. I riti compresero una processione che partì dal Duomo, percorse quasi a cerchio il centro storico, giunse in Ghiara e, preso il pezzo di muro con l’immagine della Madonna, lo trasportò dentro la nuova chiesa.


A ricordo di tutto questo è stata allestita nei locali antistanti al Museo della Ghiara questa esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino al 23 giugno nei giorni di sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19. La mostra, che presenta opere di pregio e inedite, come il modello in legno dell’altare Casotti disegnato da Nicola Sampolo, scava nella realtà umana che esse hanno alle spalle per comprendere come i contemporanei abbiano interpretato quei fatti eccezionali e quali valori abbiano messo in primo piano nella loro vita religiosa.
L’inaugurazione della mostra sarà preceduta, alle ore 10, dalla cerimonia per l’emissione del francobollo che il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha deliberato di dedicare all’Immagine della Beata Vergine della Ghiara nel IV centenario della Traslazione e dell’inaugurazione della Basilica, a cura delle Poste Italiane. L’evento si svolgerà nella Sala Consiliare del Palazzo della Provincia. Sarà possibile acquistare materiale filatelico quale francobolli singoli, in quartine, in fogli, cartoline e buste con annullo primo giorno, folder, bollettino illustrativo, tessere. Il valore di facciata del francobollo sarà di 1.10 euro.

Il tempio della Beata Vergine della Ghiara
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