Alleanza 3.0: perdita di 289 milioni
Chi ha sbagliato e taciuto tolga il disturbo
Genesi del buco, indebitamento a 7 mld e prestito sociale: lo choc del Primo Maggio

di PIERLUIGI GHIGGINI

1/5/2019 – E’ uno choc senza precedenti, l’ultimo – quello finale? – per la cooperazione targata Lega. Sarà ricordato come lo choc del Primo Maggio. Alleanza 3.0, la più grande cooperativa di consumatori d’Europa, nata dalla (infelice) fusione tra Adriatica di Bologna, Estense di Modena e e Nord Est di Reggio Emilia, con ipermercati e punti vendita dal Friuli alla Sicilia, ha dismesso la tonaca di don Abbondio, si è data il coraggio che non ha avuto sino a ieri e ha certificato nel bilancio 2018 una perdita monstre di 289 milioni di euro. Nel 2017 furono 37 milioni, ed era sembrato uno sproposito: invece era solo l’inizio. Poi è venuto il piano industriale firmato dal nuovo direttore generale Paolo Alemagna, con tagli poderosi ai punti vendita entro il 2022 (circa il 10% da cedere all’esterno) e la riduzione di 700 dipendenti amministrativi da realizzare subito anche con incentivi di 40 mila euro al licenziamento.

Un supermercato Alleanza 3.0

E oggi la perdita di 289 milioni, annunciata ieri pomeriggio dal presidente Adriano Turrini, che equivale al 10% circa del patrimonio netto consolidato (che a fine 2017 era di 2 miliardi 851 mila euro, a fronte di un indebitamento complessivo arrivato a 7 miliardi 361 milioni, di cui 3 miliardi 916 milioni di euro in prestito da soci).

Adriano Turrini

E’ l’ammissione del sostanziale fallimento della fusione emiliana. E’ la tardiva presa di coscienza, da parte di un gruppo dirigente che a questo punto dovrebbe trovare il anche coraggio – già che ci siamo – di lasciare il campo, che troppe magagne, troppa polvere sporca si era accumulata negli anni sotto i tappeti dei bilanci delle tre cooperative di Bologna-Casalecchio, di Modena e Reggio Emilia confluite nel 2015 in Alleanza 3.0. Bilanci intossicati da rami secchi, cespisti sopravvalutati, partite a rischio e che hanno portato la megacoop – inutile ora indorare la pillola – a un passo dal baratro. Chi non ricorda l’alchimia del trasferimento del patrimonio immobiliare di Coop Nord est in una Spa, fra l’altro architettata da amministratori illustri, per coprire il buco di 600 milioni di euro (e oltre) provocato dai derivati?

Con questo bilancio probabilmente Alleanza 3.0 è riuscita a fermare la macchina un momento prima di precipitare nel vuoto. Un’operazione-verità di fronte ai soci, di fronte agli stakeholders e ai mercati finanziari (Coop Alleanza detiene la maggioranza delle azioni Unipol) ma soprattutto una scelta obbligata per evitare il peggio. Con un implicito atto di accusa nei confronti del gruppo dirigente che ha guidato prima le tre aziende e poi la fusione.

E a proposito di finanza e credibilità verso i soci e i mercati, è bene ricordare che la cooperativa – a quanto si apprende – detiene attualmente 3 miliardi 600 milioni di prestito sociale di circa 400 mila soci, che peraltro nel corso del 2018 avrebbero ritirato quasi 400 milioni di euro rispetto alla cifra, 3 miliardi 916 milioni, di fine 2017.

In proposito, il presidente Adriano Turrini mette le mani avanti: “Nel piano di rilancio abbiamo detto che il prestito sociale è al sicuro, a disposizione dei prestatori in qualsiasi momento – afferma in una nota il legale rappresentante di Alleanza 3.0 – Per fornire una rappresentazione corretta della situazione e dei nostri intendimenti: tutti i parametri previsti dalla legislazione attuale sono ampiamente rispettati da Coop Alleanza e ancor più: il nostro piano di rilancio pone una fortissima attenzione alla protezione del prestito sociale”.

Adriano Turrini e il direttore generale di Alleanza 3,0 Paolo Alemagna: è l’artefice del piano industriale e della ripulitura dei conti

Dunque nessun pericolo? Di certo a Reggio Emilia questo tasto è molto sensibile, non solo per l’elevato livello di prestito sociale, ma soprattutto per le negative esperienze precedenti, a cominciare da quella di Cooperativa Muratori Reggiolo (con duemila famiglie che hanno riportato a casa solo il 40% del loro prestito) per passare da Orion e arrivare a Coopsette e Unieco.

Intanto la perdita esposta da Alleanza 3.0 dovrà essere analizzata nel dettaglio per comprendere il livello di gravità della situazione e valutare la compatibilità con le dimensioni dell’indebitamente complessivo. Dei 289 milioni di buco, ben 185 riguardano poste “non ricorrenti”: si tratta evidentemente di azzeramento o riduzioni di valori iscritti a bilancio.

Turrini, nella sua dichiarazione, lo conferma: “Il risultato del bilancio 2018 è conseguenza diretta e, al tempo stesso, necessaria premessa del nostro piano di rilancio (il piano industiale 2019-2022, ndr.)”. La cooperativa, per concentrarsi nella gestione caratteristica (i supermercati) e “consolidare la sostenibilità finanziaria” ha bisogno “di alleggerire alcune componenti che rappresentavano un limite o un freno a una svolta piena e veloce. Per questo abbiamo scelto di far gravare sul bilancio 2018 una quota importante di componenti non ricorrenti: volevamo segnare un punto fermo da cui ripartire più solidi, più leggeri e più veloci. Consapevoli della nostra solidità e della nostra forza, rappresentata in primis dai soci, guardiamo al futuro con realismo e prudenza, ma anche con ottimismo”. Insomma, siamo ancora al pessimismo dell’intelligenza e all’ottimismo della volontà. Una vecchia storia. Ma il rinnovamento, proprio per salvare “la” storia, dovrà essere profondo e senza ulteriori compromessi. Chi ha taciuto i problemi, chi ha indorato le pillole ai soci (i veri padroni della cooperativa) dovrà rispondere delle proprie responsabilità.

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5 risposte a Alleanza 3.0: perdita di 289 milioni
Chi ha sbagliato e taciuto tolga il disturbo
Genesi del buco, indebitamento a 7 mld e prestito sociale: lo choc del Primo Maggio

  1. Guido Rispondi

    02/05/2019 alle 09:34

    Finalmente un piccolo squarcio, dal quale si vede uno scenario molto torbido, nella malaugurata ipotesi, che questo campanello d’allarme, porti i soci nei prossimi trenta giorni, a ritirare un 2per cento del prestito, cosa succede!!!!!!!! Poi nell’articolo si dice la coop detiene la maggioranza di azioni Unipol a quale valore sono iscritte!!!!!!!!!!!

  2. Allegri Rispondi

    02/05/2019 alle 23:10

    Mitici rossi emiliani ! Mi raccomando sempre falce e martello

  3. Sub one if if Rispondi

    03/05/2019 alle 10:56

    Valore medio in bilancio delle azioni unipol nel patto di sindacato: 11,93. Valore in borsa delle unipol ad oggi:4,51.
    Una primaria società incaricata da Alleanza stima la valutazione delle azioni ad un valore superiore ad 11,93.
    Poi certifica che gli asini volano

  4. Giudo Rispondi

    03/05/2019 alle 11:46

    Il prestito sociale è al sicuro.

  5. Maria Marnoci Rispondi

    03/05/2019 alle 15:33

    Parola di Guido angeli o di Francesco Amadori?

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