Affaire diamanti Idb: Banco Bpm ha deciso di risarcire i risparmiatori. Solo a Reggio sono più di 700

Affaire diamanti, dopo una lunga trattativa con le associazione dei consumatori, il Banco Bpm ha rotto gli indugi e ha deciso di anticipare i risarcimenti ai clienti che hanno acquistato ai suoi sportelli i diamanti della Intermarketing Diamond Business, la società milanese (ora in fallimento) guidata dal manager reggiano Claudio Giacobazzi trovato morto con un sacchetto di plastica stretto intorno alla testa nella camera di un hotel vicino al casello autostradale di Reggio Emilia. I preziosi furono venduti a un prezzo molto superiore al loro valore effettivo.

Una cascata di diamanti

Banco Bpm appare al momento come l’istituto maggiormente esposto nelle scandalo, che ha travolto l’ex direttore generale Faroni, sospeso insieme a daltri due top manager. La banca inoltre ha subito sequestri giudiziari per 84 milioni sui 700 ordinati dalla magistratura milanese.

L’istituto ha comunicato che entro la fine di maggio avvierà il processo che “permetterà ai clienti interessati di sottoscrivere le transazioni (in anticipo rispetto ai tempi necessari al fallimento di Idb per la restituzione delle pietre ai legittimi proprietari) e di ricevere in tempi rapidi il ristoro economico definitivo.

Banco Bpm ha deciso qudesta iniziativa dopo aver preso atto “del procastinarsi dei tempi per l’esame da parte del Fallimento delle istanze di restituzione presentate dai clienti”. Ciò in “collaborazione con la clientela attraverso uin’analisi caso per caso della posizione dei clienti e del riconoscimento di un congruo ristoro economico che si aggiunge al mantenimento della proprietà della pietra da parte del cliente”.

Solo a Reggio Emilia i risparmitori che avevano acquistato i diamanti da Banco Bpm, e tutelati da Federconsumatori, sono più di 700.

Maggio 2018: la manifestazione degli investitori in diamanti davanti al Banco Bpm di Reggio Emilia

Federconsumatori -annuncia l’associazione – incontrerà i suoi iscritti in una assemblea pubblica, la cui data è ancora da definirsi, nella quale saranno più dettagliatamente informati relativamente a suddetta proposta che garantisce un avanzamento rispetto a quanto fino ad oggi raggiunto.

Sicuramente questo è un passo avanti per tante persone.

Al contempo permangono diverse criticità per alcuni investitori, a cui offriamo la necessaria assistenza anche per vie diverse da quelle stragiudiziali”.

Un’altra novità riguarda i tempi di chiusura delle singole posizioni – aggiunge l’associazione di via Bisamntova – Sarà possibileuna chiusura anche per chi non ha fisicamente a disposizione le pietre, a fronte dell’esibizione della PEC inviata al curatore fallimentare (a norma dell’art. 87 bis), come già fatto per tutti gli associati di Federconsumatori”.

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