Scontro sull’appalto ex Seminario
La Curia risponde a Unindustria: “Ha vinto l’offerta migliore”

28/4/2019 – L’eco della protesta del presidente di Unindustria Reggio Emilia, Fabio Storchi, e degli industriali dell’ Ance per l’assegnazione a una cooperativa di Parma del primo lotto dei lavori edilizi (valore 2,4 milioni di euro) di trasformazione dell’ex seminario di viale Timavo nel terzo polo universitario reggiano, che entro il 2020 accoglierà duemila persone tra studenti, insegnante e personale vario.

Alla cerimonia inaugurale, oggi alle 12 hanno preso la parola il vescovo di Reggio Massimo Camisasca (in pratica il padrone di casa), l’architetto Mauro Severi presidente del Comitato Reggio Città Universitaria, il rettore di Unimore Angelo O. Andrisano (l’università affitterà l’immobile ristrutturato dalla Curia) e il presidente della Regione Stefano Bonaccini (dall’ente arriva un contributo di mezzo milione).

Il via ai lavori all’ex Seminario di viale Timavo

Tuttavia la risposta indiretta alla levata di scudi di Unindustria è stata affidata a don Alessandro Ravazzini, rettore dell’Ente seminario, secondo il quale – come si legge in una nota diffusa dal Comitato – la commissione aggiudicatrice dei lavori invitato una ventina di ditte, e alla fine la cooperativa Artigiana edile di Parma è risultata vincitrice con l’offerta più competitiva.

Afferma don Ravazzini: «L’affidamento dei lavori alla gara di appalto è stata la modalità con cui l’Ente Seminario ha inteso ottemperare alle regole sulla qualità e solidità delle imprese concordate con il Comitato Reggio Città Universitaria , secondo l’accordo approvato dall’assemblea e dal Consiglio direttivo. Alla gara sono state invitate 20 aziende su indicazione del Seminario, della Diocesi e dai soci del Comitato stesso. La commissione aggiudicataria nella seduta del 15 aprile ha esaminato le offerte delle ditte concorrenti e dopo aver verificato la correttezza dei documenti presentati e la qualità delle aziende attraverso le lettere di referenza e i lavori eseguiti, ha assegnato in quella sede l’appalto per i lavori meccanici, mentre ha chiesto un’ulteriore offerta rispetto agli altri appalti ad alcune aziende, differendo i loro preventivi di meno dell’1%. Il 17 aprile si è provveduto ad assegnare anche i lavori edili e gli impianti elettrici. Restano ancora i 2/3 dei lavori da appaltare nella misura consistente di 8 milioni di euro. Sarà l’occasione per partecipare alle prossime gare con proposte concorrenziali e corrispondenti ai requisiti richiesti».

L’inaugurazione dei lavori per il campus universitario all’ex Seminario

Insomma, la risposta alla lettera di Unindustria, che ha chiesto la riassegnazione dell’appalto – con una dura polemica tutta interna a Unindustria, tra Storchi e Mauro Severi – è lapidaria: le ditte reggiane potranno rifarsi con gli altri lotti dei lavori, ma dovranno presentare offerte competitive e “corrispondenti ai requisiti”.

L’intervento

L’intervento di restauro è diretto dall’Ente Seminario ed è suddiviso in quattro lotti. La spesa complessiva prevista ammonta a 12 milioni e 200mila euro.

Il lotto A, i cui lavori sono iniziati oggi, coinvolge tutti i piani dell’ala nord su viale Timavo, da quello rialzato fino al terzo piano, per la realizzazione di 1.032 posti aula e 160 postazioni di lavoro.Un auditorium da 293 posti verrà edificato al posto dell’ex refettorio sotto l’atrio, mentre l’area del seminterrato dell’ala nord sarà destinata a foyer, ai servizi Centro elaborazione dati e alle sotto-centrali impianti, mentre l’area del seminterrato nell’ala sud sarà destinata a centrale termica.

I lavori edili (2 milioni 455 mila 126,90 euro Iva esclusa) sono stati assegnati a Cooperativa Edile Artigiana S.C. di Parma. Gli impianti elettrici

(1.011.073,09 Iva esclusa) sono andati ad Automazioni Bigliardi srl., mentre gli impianti meccanici per 1.221.380,52 euro sempre al netto dell’Iva, saranno realizzati da Torreggiani & C. spa.

La Cooperativa artigiana edile di Parma risulta aver realizzato nel 2017 un fatturato di 4, 5 milioni contro 10,2 del bilancio precedente

Le rimanenze ( soprattutto immobili da vendere ) erano 55,077 milioni , contro 39 dell’anno precedente. L’indebitamento era di 11 milioni 611 mila euro, in crescita rispetto ai 9,8 del 2016 e ai 6,9 dell’esercizio ancora precedente.

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