Mercatone Uno chiede il concordato preventivo: “Non c’è pace per i lavoratori di Rubiera”

10/4/2019 – Shernon Holding, società che lo scorso 9 agosto ha acquisito 55 punti vendita a marchio Mercatone Uno, ha deliberato di presentare nelle prossime ore al Tribunale di Milano domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo.

L’azienda spiega in una nota di aver ritenuto di avvalersi di questo strumento “per salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale, preservando il patrimonio della società, e superare una temporanea situazione di difficoltà finanziaria. Sono infatti in corso avanzate trattative con nuovi soci ed investitori interessati all’ingresso in società – aggiunge – Dette trattative, pur se molto avanzate, richiedono tempistiche non conciliabili con la tensione finanziaria in essere e, pertanto, lo strumento del concordato con riserva risulta funzionale e necessario al buon esito delle stesse”.

Il Mercatone Uno di Rubiera

Non c’è pace per i lavoratori del Mercatone Uno di Rubiera, nè certezza di quello che avverrà nel prossimo futuro – commenta la Filcams Cgil di Reggio –

“Una notizia che abbiamo saputo dai lavoratori, confermando che anche questa nuova società si sta distinguendo per mancanza di trasparenza nelle informazioni e di rispetto per i propri dipendenti e collaboratore continuando a fuggire dai confronti con le Parti sociali”.

L’informazione, secondo il sindacato, fa presupporre “l’intenzione di guadagnare tempo per una ricapitalizzazione; una notizia che arriva dopo la richiesta di rinvio dell’incontro previsto al MISE il 2 aprile scorso, e poi quello previsto per il 5 aprile, con le Organizzazioni Sindacali. Incontri un cui l’Azienda avrebbe potuto e dovuto anticipare alle parti sociali la propria decisione. L’azienda si era addirittura spinta a dichiarare che entro il 18 aprile, data del prossimo incontro al MISE, avrebbe trovato i finanziatori. L’ennesima bugia ”.

Vista la criticità della situazione l’appello delle Organizzazioni sindacali è che la Shernon Holding Srl riprenda un confronto chiaro e trasparente, “in virtù degli accordi già sottoscritti e in rispetto dei propri dipendenti – concludono da via Roma – i quali, ormai da troppo tempo, sono sottoposti al rischio occupazionale a causa di una gestione che presenta dei limiti che vanno colmati immediatamente”.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *