Il documento choc sull’utero in affitto
“La Giunta di Reggio usa il comune come un organo di partito”

di Roberta Rigon*

Roberta Rigon

10/4/2019 – Ancora una volta la Giunta di Reggio Emilia usa il Comune come fosse un organo di partito, come fosse cosa sua, in barba alle leggi e ai regolamenti in tema di divieto di comunicazione istituzionale, in vigore dal 26/03/2019. Solo comunicazione impersonale e indispensabile, dove per “indispensabile” si intende “efficace assolvimento delle funzioni amministrative”

Ma il tema è importante, eccome se è importante: la legge sull’omotransnegatività che tanti grattacapi sta dando alla maggioranza in consiglio regionale. I catto-dem stanno tentato di modificare il testo della legge, ammorbidendo i termini, per farlo digerire al loro elettorato, ma la sinistra non ci sta e pur di difendere una legge liberticida e antidemocratica, non rispettosa della Costituzione e della libertà di opinione, sale sulle barricate, arrivando persino a mettere in forse la condanna all’utero in affitto.

La Giunta non può certo fermarsi davanti ad una legge che garantisce equità e democrazia in campagna elettorale!!!

L’ufficio stampa del Comune usato come fosse l’addetto stampa della campagna elettorale del PD, con il chiaro intento di eludere al norma.

Non sono bastate le segnalazioni già fatte al Corecom dalla sottoscritta che hanno fatto cancellare comunicati della Maramotti e della Montanari, no, questi continuano come se niente fosse! 

Vecchi, addirittura, gira i video di campagna elettorale dall’ufficio del Sindaco.

Dei dirigenti sotto indagine nessuno si è sentito in dovere di dire nulla, fare nulla, chiarire nulla.

I cittadini? Chissenefrega, basta che paghino le tasse!

Diritti dei lavoratori? Dimenticati. Adesso vanno di moda i diritti civili, come se quelli dei lavoratori fossero incivili.

Diritti dei bambini e diritti dei genitori di educare i loro figli? Zero, adesso bisogna occuparsi di omotransnegatività…o no? Forse non la chiamano più così perché suona male…troveranno un altro nome con il quale tentare di mettere il bavaglio a chi non si uniforma al pensiero unico e tenersi stretti i voti dei cattolici adulti.

Il tutto usando le istituzioni come fossero casa loro!

*consigliera comunale Fratelli d’Italia

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