Concordato Ferrarini, le cifre della mazzata: ai fornitori il 10%, a banche e bondisti il 17,5% in 5 anni

6/4/2019 – “Pacco e contropaccotto. Ecco come la regina del prosciutto cotto e vicepresidente di Confindustria Lisa Ferrarini stracuoce a puntino banche e fornitori. Saranno loro a pagare la bolletta di oltre 200 milioni per salvare l’azienda di famiglia”.

Con questo titolo al vetriolo, Dagospia ha rilanciato un articolo del Fatto Quotidiano sul piano industriale del concordato di Ferrarini spa (ora al 100% della neonata Ferrarini Holdig controllata all’80% dal gruppo Pini, colosso delle bresaole e della macellazione dei suini). Articolo nel quale traspare il malcontento di obbligazionisti, fornitori e istituti di credito che pagheranno una bolletta salatissima per il salvataggio del gruppo di Rivaltella.

Lisa Ferrarini

Mentre il gruppo Pini (il cui patron Piero Pini è tuttora in detenuto in Ungheria per un’accusa di frode fiscale) verserà 10 milioni cash in Ferrarini Holding, i creditori che vantano 255 milioni 308 mila euro possono aspettarsi solo 88 milioni di euro – nel complesso meno del 35% -da rimborsare in percentuali diverse a seconda della classe di creditori e diverse scadenze entro cinque anni. E’ quanto prevede il piano industriale presentato dal commissario giudiziario Bruno Bartoli e approvato dal tribunale di Reggio Emilia.

Bruno Bartoli

La maggioranza dei crediti è collocato nelle classi 7 e 8, in fondo alla classifica, sarà un vero macello, tanto per restare in tema: i fornitori chirografari, che reclamano 46 milioni 829 mila 50 euro, riceveranno il 10 % a 36, 48 e 60 mesi, mentre gli “altri creditori chirografari”, vale a dire banche e obbligazionisti titolari dei bond Ferrarini si vedranno riconoscere il 17,5% del capitale senza interessi: anche in questo caso verrebbero liquidati a 36, 48 e 60 mesi.

Reggio Report è in grado di riferire l’entità dei rimborsi previsti per ogni classe di creditori. Eccoli.

Prededuzione 4 milioni 828 mila euro (comprende i costi della procedurae i compensi del commissario) con pagamento al 100% a 12 mesi

Fondo rischi in prededuzione 1.500.000 euro, pagamento del 100% a 36,48 e 60 mesi

Passivo con pegno su merce 4.668.684 euro, pagamento del 100% al momento della vendita

Privilegio generale e speciale con Tfr (dipendenti) crediti per 32 milioni 121 mila 808 eruo, pagamento 100% a 12 mesi

Classe 1 Ipotecari capienti crediti per 5.586.847 eruo, pagamento al 100% a 24 mesi

Classe 2 Ipotecari non capienti 18.481.009 pagamento del 45% pari a 8.361.454 a 24 e 36 mesi

Classe 3 Clienti per premi 2.105.437 pagamento del 100% a 12 e 24 mesi

Classe 4 Fornitori strategici euro 49.915, pagamento 100% a 12 e 24 mesi

Classe 5 Simest (controllata da Cassa Deposti e Prestiti) credito di 16.748.380, rimborso del 17,50 (2.930.967) a 24 mesi

Classe 6 Devero credito di 7.900.000 euro, rimborso previsto 15% pari a 1.185.000 a 36,48 e 60 mesi

Classe 7 Fornitori chirografari: credito complessivo per 46.829.510 euro, rimborso del 10% pari a 4.682.951 euro a 36,48 e 60 mesi

Classe 8 Altri creditori chirografari: credito complessivo di 14.488.535 euro, rimborso del 17,5% pari a 20.035.494 euro a 36, 48 e 60 mesi.

Inoltre esiste la possibilità – avverte il commissario Bartoli – che queste percentuali di rimborso dei crediti possano essere soggette a una revisione in diminuzione entro il 30 aprile “in ragione delle trattative con la società agricola Ferrarini in concordato preventivo per la rideterminazione dei canoni di locazione degli immobili di proprietà di quest’ultima”.

I creditori dovranno indicare il proprio credito indicativamente entro il 15 aprile, mentre l’adunanza per l’approvazione o meno del piano è fissata per il 19 novembre.

La sede del gruppo Ferrarini a Rivaltella

Con certe percentuali, è evidente che ci sarà battaglia. Il commissario, forte di sentenze di Cassazione, in deroga alla Legge Fallimentare ha ammesso al voto anche la classe 1 (istituti di credito muniti di ipoteca su bene capiente ), la classe 2 (crediti assistiti da ipoteca e privilegio speciale assistiti da ipoteca scritta, per la parte degradata al rango chirografario) e classe 7 (fornitori chirografari per l’Iva di rivalsa).

Al di la di queste cifre, il Fatto Quotidiano ha messo in luce le “anomalie” rilevate dai periti di parte allegate al concordato. “Per Ferrarini scompare tra il 2016 e il 2017 una disponibilità liquida di 7,8 milioni su un conto di Veneto Banca; ci sono svalutazioni post-scissione per oltre 41 milioni della Ferrarini in SAF” (Società agricola Ferrarini, la good company dove la famiglia nel 2016 ha trasferito le attività immobiliari e agricole, separandole da quelle industriali) finita anch’essa in concordato con un patrimonio di 120 milioni di euro. Viene totalmente svalutata per 15 milioni la partecipazioni in Vismara conferita solo un anno prima nella scatola lussemburghese Agri Food Investiments. E Vismara (anche finita in concordato nel luglio scorso e ora acquisita dal gruppo Amadori) nel 2017 ha svalutato ingtegralmente nel 2017 “crediti in Agri Food per 26 milioni non visibili nei bilanci precedenti”. A conti fatti, le svalutazioni di crediti effettuate da un anno all’altro ammonterebbero a 60 milioni di euro.

Be Sociable, Share!

4 risposte a Concordato Ferrarini, le cifre della mazzata: ai fornitori il 10%, a banche e bondisti il 17,5% in 5 anni

  1. Pan persòt figa e lambròsc Rispondi

    07/04/2019 alle 12:00

    Karmicamente essere prosciuttari non agevola l’evoluzione; anzi.

    :(((

  2. Fausto Poli Rispondi

    07/04/2019 alle 14:20

    Ecco i faccendieri di confindustria italia. Ferrarini i Madoff di Rivalta ?

  3. andrea Rispondi

    08/04/2019 alle 00:05

    Dopo aver rubato un patrimonio immenso, siedono ancora nei Consigli di Ammministrazione. Mi vergogno di essre italiano.

  4. janvier Rispondi

    08/04/2019 alle 18:39

    Nel direttivo di Confindustria c’è stato anche Calisto Tanzi,nominato Cavaliere del lavoro nel 1984, Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana( 27/12/1999 su proposta del Consiglio dii ministri), poi revocate; Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte ( così si legge su Internet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *