Crollo della cassa integrazione nel primo trimestre: -80,3%. La locomotiva reggiana torna a tirare

Drastico calo nel primo trimestre 2019 delle ore di cassa integrazione in provincia di Reggio Emilia, in netta controtendenza rispetto ad un andamento nazionale in crescita e decisamente migliore anche rispetto al calo registrato a livello regionale

Nel confronto col primo trimestre 2018, le ore autorizzate nella nostra provincia sono passate da 505.429 a 99.185, con una diminuzione dell’80,3%.

“Si tratta di un dato estremamente positivo – commenta il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi – che va a rafforzare un andamento iniziato già nel 2017 e accompagnato da altri elementi significativi, come il calo dei fallimenti registrato nel 2018 e anche nel primo trimestre 2019 e, ancora, il dimezzamento dei protesti avvenuto lo scorso anno”.

“Sebbene le ultime previsioni contenute negli “Scenari per le economie locali” elaborati da Prometeia e analizzati dal nostro Ufficio studi parlino di una crescita molto modesta del Pil reggiano per il 2019 e di un più consistente aumento rinviato al 2020 – prosegue Landi – è evidente, pur con tutte le cautele del caso, che le imprese, l’economia e il lavoro nella nostra provincia continuano a registrare miglioramenti”.

Il raffreddamento del ricorso alla Cig era iniziato nel 2017 quando, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi camerale su dati Inps, le ore autorizzate si erano praticamente dimezzate rispetto ad un anno prima (da 8,1 a 4,1 milioni di ore pari al -49,5%). Analogo l’andamento del 2018, con il passaggio a 2,1 milioni di ore (-48,3%).

Non solo: il primo trimestre 2019 per il territorio reggiano mostra una flessione ben più marcata di quella registrata in Emilia-Romagna (-80,3% contro -8,6% regionale) e in decisa controtendenza con quello nazionale, in aumento del 6,1%.

L’analisi dei dati relativi all’utilizzo di ammortizzatori sociali evidenzia che l’88% delle ore autorizzate riguarda la cassa integrazione ordinaria, calata del 66,8% nel periodo gennaio-marzo (da 263.606 a 87.647 or)e. Quella straordinaria, con una flessione del 95%, è scesa a 12.168 ore: le ore autorizzate riguardano solo i contratti di solidarietà, mentre non sono presenti ore per riorganizzazione o crisi aziendale.

Gli unici settori coinvolti dalla cassa integrazione sono stati l’industria e l’edilizia, mentre per il commercio e l’artigianato la cassa integrazione si è azzerata. Per quanto riguarda il comparto manifatturiero, le ore autorizzate sono scese da quasi 376 mila a 65 mila (-82,7%) di cui quasi 53 mila di cassa integrazione ordinaria (-78,1%) e 12 mila relative a contratti di solidarietà.

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