“Pe’ guagliune e’ l’Aemilia”: rimossa da Youtube la canzone dedicata ai condannati di ndrangheta
Ma Gianni Live è atteso per un concerto a Bagnolo

13/3/2019 – E’ stata rimossa da Youtube la videclip del brano “Pe’ guagliune ‘e l’Aemilia” che il cantante neomelodico napoletano Gianni Live ha dedicato ai condannati del processo Aemilia che condanne per 1.300 anni di carcere ha decapitato il ramo reggiano della cosca di ndrangheta Grande Aracri. L’inno a quella che la Corte d’appello di Bologna ha definito come una “multinazionale del crimine” che ha spadroneggiato nel reggiano, grazie soprattutto alla bolla edilizia alimentata dalla politica e dalla amministrazioni, è stata smontata da Youtube dopo tre giorni di permanenza, il tempo giusto per creare un vespaio a causa del testo smaccatamente filo-ndranghetista.

Gianni Live, cantante che non manca di frequentare Reggio (e ora si capisce perché) ha giusto in calendario un concerto l’11 maggio a Bagnolo in Piano, dove evidentemente conta molti estimatori. Vedremo se canterà anche “Pe’ guaglione e’ l’Aemilia” (Per i ragazzi dell’Aemilia), sempre che lo spettacolo venga confermato.

La copertina delle videoclip di Gianni Live “Pe’ Guagliune e’ l’Aemilia”

L’inno agli ndranghestiti in carcere è nel solco di una continuità antica dei neomelodici napoletani con camorristi e dintorni (chi non ricorda la celebre “Setateve guagliune ‘e malavita” di Mario Merola). Lo stesso Gigi D’Alessio di recente ha confessato che a Napoli il cantante deve stare per forza nel giro dei matrimoni, e andare a cantare senza farsi troppo domande su ospiti e committenti.

Ma Gianni Live è andato parecchio oltre, liquidando il processo Aemilia come un luogo dove i pentiti hanno raccontato “un par de strunzate”.

Ecco come racconta il testo il giornalista Antonio Anastasi, che ha fatto in tempo a trascrivere “Pe’ Guagliune… “.

“Si comincia con una descrizione della sofferenza dell’imputato detenuto. «Nui ca ci mettimmu ‘o core dinta ‘e lettere… arret’ a ‘sti cancelli pensann’ ‘a libertà». Si arriva a decostruire il processo. «Ppe colpa d’u pentito nui stamm’a pavà… int’a stu processo Aemilia ‘ncuollo a nui hanno raccuntato nu par ‘e strunzate… c’hanno cundannat’».

E via discorrendo, si narrano le gesta di «poveri innocenti», che stanno a «pavà» per colpa di chi «ha ‘mmescato ‘a bugia ccu ‘ a verità».

“Mentre scorrono le note e le parole di Gianni Live, al secolo Vincenzo Guillari, con arrangiamento e mixaggio di Giacomo Curto, mentre la registrazione è di Josef Neomelodico, le immagini del video altro non sono che le riprese dei momenti cruciali del processo Aemilia, con la lettura della maxisentenza, e le sequenze dell’operazione condotta dai carabinieri, con tanto di logo dell’Arma, che eseguono arresti e sequestri, tutto con ogni probabilità saccheggiato dal web che è zeppo di notizie sull’inchiesta sulla ‘ndrangheta calabro-emiliana”.

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Una risposta a 1

  1. il tempo cambia molte cose nella vita.. Rispondi

    14/03/2019 alle 08:14

    Reggio Emilia città dei bei guagliuni…

    (una volta era delle belle donne….)

    :((

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