Decapitato clan di pakistani: importavano eroina, tre fratelli i capibanda. Blitz con l’elicottero, raffica di arresti

I finanzieri del Comando provinciale della Finanza di Bologna in collaborazione con Scico (Servizio centrale investigazione criminalità organizzata) di Roma, con il supporto dei Comandi del corpo territorialmente competenti e della Sezione aerea di manovra di Grottaglie (TA), hanno eseguito nelle province di Bologna, Reggio Emilia, Ravenna, Pistoia, Arezzo, Brescia, Roma, Monza e Milano 31 misure cautelari personali (22 custodie cautelari in carcere e 9 obblighi di dimora) nei confronti dei membri di pakistani, principalmente residenti a Reggio Emilia e Bologna, accusati a vario titolo di importazione e allo spaccio di eroina fatta arrivare sul territorio nazionale attraverso “corrieri ovulatori”. Nel contesto dell’operazione sono avvenuti sequestri per un valore o di circa mezzo milione di euro.

Uno degli arresti operati a Reggio

Il blitz a Reggio Emilia ha preso il via nella notte con l’intervento di un elicottero di supporto, che a partire dalle 4,30 ha sorvolato a lungo il centro della città, e si è concentrato su via Turri, dove sono stati arrestati tre fratelli dei 9 cittadini pakistani residenti nel territorio reggiano e colpiti dalla misura cautelare. Gli altri in comuni della bassa, mentre altri 3 sono sottoposti all’obbligo di dimora.

L’operazione, denominata “Lot bis”, corona 2 anni di indagini condotte dal Gico del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Bologna sotto il coordinamento dei sostituti procuratori Stefano Orsi e Michele Martorelli della Dda che hanno richiesto le misure cautelari disposte dal Gip di Bologna Domenico Panza.

Le indagini, sviluppate mediante intercettazioni telefoniche ambientali e servizi di osservazione, hanno permesso agli specialisti della Sezione antidroga di ricostruire l’operato di una stabile organizzazione criminale dedita al narcotraffico operante in varie zone d’Italia, ma che, secondo gli inquirenti, aveva il suo centro organizzativo ed operativo a Reggio Emilia e dotata di consolidati collegamenti con fornitori esteri.

Gli organizzatori, in particolare, sarebbero stati tre fratelli G.A. 46 anni, A.I. classe 43 anni e M.N., 35 anni, tutti residenti a Reggio Emilia che sono accusati di aver fatto arrivare in Italia ingenti quantitativi di eroina proveniente dal Pakistan (tramite Grecia e Spagna). Si sarebbero avvalsi di connazionali che giungevano nel nostro Paese, via aereo, ed avrebbero nascosto la droga utilizzando la tecnica del “body packer”, ingerendo gli ovuli di eroina alla partenza, poi espulsi una volta giunti a destinazione.

Nel corso dell’intera operazione le Fiamme Gialle hanno arrestato, oltre ai destinatari delle misure cautelari, anche 17 corrieri ovulatori in flagranza di reato e sequestrato, in diversi interventi in Provincia di Bologna e Reggio Emilia e negli scali aeroportuali di Roma “Fiumicino”, Milano “Malpensa”, Firenze Peretola”, Pisa “Galileo-Galilei”, Napoli “Capodichino” e Vienna, ingenti quantitativi di eroina destinati principalmente alla piazza emiliana.

Oggi i Finanzieri hanno sequestrato anche beni, intestati e/o riconducibili ai principali indagati (tra autovetture, appartamenti, garages, attività commerciali operanti nel settore del commercio al dettaglio) a Reggio Emilia, Mantova, Monza-Brianza, costituenti incrementi patrimoniali del tutto sproporzionati rispetto alle dichiarazioni reddituali prodotte, del valore complessivo di circa mezzo milione di euro.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari sono tuttora in corso numerose perquisizioni che vedono coinvolti oltre 150 finanzieri ed un elicottero.

LA CONSIGLIERA RIGON: MA QUI CI VUOLE L’ESERCITO

” Plauso alle forze dell’ordine, alla DDA e a tutti coloro che sono stati coinvolti nella vasta operazione antidroga che ha visto tra gli scenari coinvolti, neanche a dirlo, anche via Turri a Reggio Emilia. Da sempre Fratelli d’Italia sostiene che a Reggio ci vorrebbe l’esercito.

Lo ribadiamo nuovamente, ne siamo convinti: solo un’azione straordinaria può consentire a chi già sta lavorando quotidianamente sul territorio, di riportare legalità e sicurezza a Reggio Emilia. L’Esercito a fianco di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale.Ci hanno francamente stancato i proclami della sinistra, convinta ancora di poter raccontare favolette alle quali i cittadini non credono più. I cittadini reggiani vivono la città, girano, si muovono, leggono e approfondiscono e si arrabbiano quando sentono derubricare i loro fondati timori quotidiani a “percezione di insicurezza”. Serve un cambio di rotta deciso, riconoscendo che abbiamo un problema serio di insicurezza e legalità e che tutto ciò che è stato fatto è come acqua fresca su una ferita infetta.Il territorio deve essere presidiato e per farlo non si possono chiedere turni strazianti alle forze già presenti, serve un supporto in più, non in loro sostituzione bensì per riconoscere loro il lavoro fatto e rafforzare le future azioni”. Roberta Rigon, consigliera comunale di Fratelli d’Italia a Reggio Emilia

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