Carpineti, decessi per malformazioni
Quale rapporto con la discarica?

di Pierluigi Ghiggini

20/3/2019 – Nel comune di Carpineti, dove sorge la discarica di Poiatica (oggi chiusa) nei quindici anni compresi fra il 1983 e il 1997 si è registrata una percentuale di decessi per malformazioni congenite largamente superiore alla norma in bambini da 0 a 14 anni, con un SMR (Standardized mortality ratio, ossia rapporto di mortalità standardizzato) quasi cinque volte la norma per mortalità dovuta a malformazioni congenite, e fra 16 e 19 volte superiore alla norma per decessi di bambini e ragazzi tra 0 e 14 anni affetti da anomalie del sistema nervoso. E’ bene specificare che si tratta di numeri piccoli: 4 bambini deceduti da 0 a 14 anni, tuttavia con una forbice notevolmente elevata rispetto ai decessi “attesi” nella norma che era di 0,91 sul totale delle malformazioni congenite tra 0 e 14 anni e di 0,12 per le anomalie del sistema nervoso. A questi si aggiungono altri dati rilevanti in anni più vicini a noi (2009, 2014 e 2016) anche nel comune di Toano.

La discarica di Poiatica quando era attiva

In ogni caso è abbastanza per fare ciò che non si è fatto sino ad oggi: capire cosa sia finito nella discarica di Poiatica e quale relazioni vi sia con le patologie registrate tra la popolazione di quell’area della montagna reggiana. Ciò anche alla luce delle analisi condotte nel 2014 dall’ingegner Achille Cester, su incarico di Alessandro Raniero Davoli sulla radioattività del sito di Poiatica .

A rendere note queste cifre è oggi il dottor Alberto Zolezzi, parlamentare dei 5 Stelle, in una discussione a distanza col dottor Stefano Volpato – direttore del registro epidemiologico regionale – che aveva contestato le cifre fornite dalla stesso Zolezzi sull’aumento del 408% in 14 anni dell’incidenza delle malformazioni congenite in provincia di Reggio Emilia

In proposito, Zolezzi – firmatario della nuova legge sulla rete dei registri epidemiologici – respinge l’accusa di allarmismo, conferma la relazione fra malformazioni, inquinamento e siti inquinati (su cui esiste ormai una letteratura scientifica molto ampia), e chiede invece per quale ragione il registro regionale abbia adottato una metodologia diversa da quella europea, escludendo dal conto le cosiddette malformazioni minori .

Discarica di Poiatica, rilevamenti compiuti nel 2014 con contatore Geiger tra i 4 e il 5 lotto: 310-nano Sievert/ora

Ebbene, oggi il deputato mantovano va oltre e aggiunge un tassello significativo alla sua analisi: “Nel fare accesso ad altri atti ho trovato uno studio che penso meriti attenzione pubblica e del quale vorrei discutere pubblicamente con il professor Volpato – annuncia Zolezzi – Utilizzando i dati ISTAT sulla mortalità, estratti dalla Banca dati epidemiologica dell’ENEA, sono stati calcolati i decessi osservati, per ogni causa e per ogni entità territoriale, nel periodo 1983-1997.

Per il comune di Carpineti (in provincia di Reggio Emilia), dove sorge la discarica di Poiatica – spiega Zolezzi – furono osservati eccessi di mortalità per malformazioni del sistema nervoso ( SMR-tasso standardizzato di mortalità cinque volte la norma per mortalità per Malformazione  Congenite (Smr 471), ed il SMR-tasso standarizzato mortalità 19 volte superiore per MC Sistema nervoso – Smr 1993)”.

Alberto Zolezzi, deputato 5 Stelle e medico

Non solo: “Dai dati relativi agli anni successivi forniti da Imer, in particolare nel 2009, nel 2014 e 2016, si evidenziano percentuali molto elevate (sopra l’8%) a Carpineti, nel 2014 e nel 2016 anche nei comuni limitrofi Toano. Piccoli numeri, ma anche piccole distanze da una discarica discussa che ora è stata chiusa – nota Zolezzi – Non posso essere io a certificare una causalità, ma spero che chi di dovere ci stia ragionando: lo stesso ISS-Istituto Superiore di Sanità prese in esame la situazione negli anni ’90”.

La tabella con i dati sui decessi per malformazioni congenite nel comune di Carpineti

Il parlamentare aggiunge infatti che anche l’Istituto Superiore della Sanità nello studio Valutazione del rischio sanitario e ambientale nello smaltimento di rifiuti urbani e pericolosi (2004) a cura di Loredana Musmeci, “cita studi che evidenziano il rischio da prossimità discariche. A livello europeo, lo studio multicentrico caso-controllo di Dolk et al. (8,9) ha evidenziato aumenti significativi del rischio di malformazioni congenite strutturali e cromosomiche, in madri residenti entro una distanza di 3 km da siti di discarica per rifiuti pericolosi definita come “zona prossimale”, rispetto ad una zona distale compresa tra i 3 e i 7 km”.

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Una risposta a 1

  1. Maria Petronio Rispondi

    21/03/2019 alle 16:28

    Ho perso il conto. Sono passati molto più di dieci anni da quando ho cominciato a sollevare degli interrogativi sulla spinosa questione epidemiologica in relazione agli impianti di smaltimento rifiuti presenti sul nostro territorio. Ricordo di aver cominciato a cercare risposte dopo la morte per leucemia di alcuni bambini. Uno di questi era proprio di Toano, scomparso a soli dieci anni nel 2004. Le ultime dichiarazioni di Zolezzi mi lasciano senza parole. Ho bussato per anni a tutte le porte per avere lumi in merito ai dati relativi ad ogni comune della nostra provincia, ma ogni tentativo per accedere alla verità si è perso nella nebbia più fitta. Chi aveva ogni competenza si è defilato. Sono tanti i complici silenti. I venduti. I servi. È stato alzato un muro di gomma immane e comitati e cittadini ci hanno sbattuto la testa contro per anni, seguiti a distanza da orde di politici distratti, discontinui o incompetenti, che si sono zittiti subito. Oggi però a quanto pare quel muro si è squarciato ed io non sono la pazza delirante, ossessionata dal silente genocidio ordinato sistematicamente da mafie ed ecomafie di stato! No. Dal 2005 in poi ho avuto ragione d’ insistere, e se ai dati epidemiologici negli anni sommiamo la cronaca degli appalti in odor di mafia, dell’ indagine della Dda di Bologna sullo smaltimento illecito di rifiuti radioattivi ( mossa dalle indagini di Alessandro Raniero Davoli), le gravi omissioni e le mezze verità di comodo da parte di chi amministra il territorio,la mancata indagine da parte della commissione parlamentare che ha preferito minimizzare tutto, i tabù sulle ditte di trasporto ( indovina chi?)che hanno conferito dal Cermec di Massa Carrara ( nel 2012 quando al Cermec facevano affari i casalesi), il tabù Poiatica, discarica mai visitata da prefetti e procuratori – al punto che nonostante il processo Aemilia nessuno ha mai aperto una parentesi sull’ indagine, che invece Gratteri ha portato avanti in Calabria sulle partecipate di AGAC/ ENÌA, come Fata Morgana e Piana Ambiente – il tentativo di depistaggio da parte di un fantomatico personaggio della forestale, e l’ assurda constatazione di gravi omissioni nelle pubblicazioni del Registro Tumori, è tutto dire. Grazie di cuore on. ZOLEZZI! Grazie di cuore anche al direttore di Reggioreport, Pierluigi Ghiggini, che già all’ epoca dell’ Informazione e Ultime Notizie è sempre stato fiondato su questo fronte!

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