“Aiutatemi”: appello di Mattia Giberti dal carcere in Sri Lanka
Detenzione terribile, in cella neanche l’acqua potabile

DI ALESSANDRO BETTELLI

7/3/2019 – “Le chiedo un’ultima gentilezza: telefoni a mia madre, me la saluti e le dica di fare qualcosa per me”

. Questo l’appello lanciato da Mattia Giberti, il 36enne reggiano arrestato a febbraio in Sri Lanka per detenzione di cocaina, attraverso Lucia Catania, madre-coraggio di Antonio Consalvo, arrestato 10 mesi fa sempre in Sri Lanka e sempre in aeroporto per detenzione di marjiuana. La donna si trova nel paese asiatico da martedì scorso per sincerarsi delle condizioni del figlio e per capire come mai, a 10 mesi dall’arresto, non abbia ancora subito un processo.

Giberti (con la barba) dopo l’arresto in Sri Lanka

Lucia, quando ha incontrato Mattia?

L’ho incontrato martedì scorso, appena arrivata in Sri Lanka, quando sono andata a trovare mio figlio.

Come stanno?

Fisicamente abbastanza bene, ovviamente un po’ trascurati, ed un po’ demoralizzati.

Mattia è in cella con suo figlio Antonio?

Sì. Condividono uno stanzone con un’ottantina di detenuti, arrestati per i più svariati motivi. Loro sono gli unici due italiani. Non ci sono letti e dormono, a turni, sdraiati per terra.

Che posto è?

E’ veramente un brutto posto: le condizioni igieniche sono davvero pessime, non gli forniscono né cibo né acqua, tant’è che bevono l’acqua del pozzo.

Lucia Catania, madre di Antonio Consalvo: ha visto Mattia in carcere in Sri Lanka

E’ accompagnata da qualcuno o sta si sta muovendo da sola?

Sono con il mio compagno e sto facendo tutto da sola.

Avere un incontro con suo figlio e Mattia è stato difficile?

Abbiamo fatto quattro ore di fila ma alle 10 siamo riusciti ad entrare. Grazie al direttore del carcere, dietro richiesta di Antonio, sono riuscita ad incontrarlo da solo e da vicino, non da dietro una rete come è solito. Sono stata felicissima di vederlo, gli ho portato da mangiare e lo farò fino al 13 marzo, giorno della mia partenza.

Come è arrivata a Mattia?

Ricordavo molto bene la vicenda di Mattia poiché è proprio stato leggendo la sua storia sul vostro giornale che avevo deciso di scrivervi per aiutarmi. Pertanto ho chiesto ad Antonio se, per caso avesse conosciuto un italiano di nome Mattia arrestato a Colombo e lui mi ha risposto che lo conosceva perché è in cella con lui. A quel punto, mi sono messa nei panni della mamma di Mattia e ho chiesto di poterlo incontrare.

Come lo ha trovato?

Fisicamente abbastanza bene, mi ha chiesto più volte di portargli acqua, acqua, tanta acqua anche perché poco tempo fa, bevendo quella del pozzo ha contratto un’infezione dalla quale è fortunatamente guarito. Moralmente è piuttosto abbattuto, è seguito da un avvocato di un importante studio legale bolognese, ma non ha notizie relative a quelli che saranno gli sviluppi della sua vicenda, ed è piuttosto preoccupato.

Antonio Consalvo, in carcere insieme a Mattia Giberti

Generi di prima necessità di cui Antonio e Mattia hanno bisogno?

Mi hanno chiesto un cuscino, un sapone antibatterico, visto che il forte caldo e la poca igiene stanno irritando loro la pelle.

Come passano le giornate?

Guardando il soffitto, per questo ho provveduto a comprare loro un mazzo di carte.

Sul piano giudiziario come sono messi?

Antonio dovrebbe andare a giudizio il 12 marzo, ma uso il condizionale perchè sono 10 mesi che gli fissano e poi rinviano l’udienza. Speriamo bene.

Sri Lanka, la coda dei famigliari che portano cibo e acqua ai detenuti

E Mattia?

Di Mattia non si sa ancora nulla, anche se nei giorni successivi al suo arresto l’ambasciatore italiano in Sri Lanka, sognora Rita Giuliana Mannella, lo è andato subito ad incontrare.

Quindi non si sa che pena rischino…

Antonio mi ha detto che dovrebbe rischiare una condanna compresa fra 1 e 5 anni, mentre quella di Mattia dovrebbe essere più pesante…

Ma chi lo ha detto?

Sono loro che ne parlano, non so su quali basi…

Lei ha incontrato l’ambasciatore?

Sì, oggi: mi ha detto che nel corso degli ultimi dieci mesi non era ancora andata a trovare Antonio perché ha assunto l’incarico da poco tempo, ma che non li lascerà soli.

Le ha dato rassicurazioni sul fatto che l’Italia si sta muovendo per Antonio e Mattia?

No, purtroppo. Mi ha solo detto di trovare un buon avvocato…

Se ai carcerati non vengono forniti cibo e acqua, come fanno a vivere?

Gliene portano da fuori. Ad Antonio li ha sempre portati il suo avvocato mentre a Mattia so che li stanno portando, ma non so chi..

L’ingresso del carcere dove è detenuto Mattia Giberti in Sri Lanka

Lei cosa ha portato loro?

Dall’Italia ho portato Parmigiano-Reggiano, pane, cioccolata e biscotti. Il resto lo sto comprando qui. Mi preme dire una cosa alla mamma di Mattia: sino a che rimarrò in Sri Lanka porterò ogni giorno cibo e provviste sia per mio figlio che per Mattia.

Quindi incontra ogni giorno anche Mattia…

Sì.

Cosa le dice?

Mattia chiede aiuto e “cosa dicono di lui”. L’ho rassicurato dicendo che si stanno muovendo anche per lui. Da ultimo mi ha dato il numero di telefono di sua mamma affinché la chiami per salutargliela e per chiederle di aiutarlo”.

Il dramma di Mattia Giberti è iniziato il 7 febbraio scorso quando, insieme ad israeliano, nella città di Peliyagoda, sobborgo di Colombo, nella provincia occidentale dello Sri Lanka, venne trovato in possesso di 90,78 grammi di cocaina. Sui due turisti avevano da tempo messo gli occhi gli agenti della divisione Crimine della Polizia del distretto di Peliyagoda: il duplice arresto sarebbe avvenuto a seguito di una “soffiata”. Secondo quanto aveva riferito un ufficiale di Polizia al SundayTimes, “le indagini preliminari condotte su Giberti e l’israeliano avevano rivelato che i due, arrivati in Sri Lanka di in gennaio, nel corso del loro breve soggiorno avevano spacciato cocaina nelle aree di Tangalle, Hikkaduwa e Trincomalee”.

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7 risposte a “Aiutatemi”: appello di Mattia Giberti dal carcere in Sri Lanka
Detenzione terribile, in cella neanche l’acqua potabile

  1. Cecilia salis Rispondi

    08/03/2019 alle 12:26

    Ma non si vergogna a fare una intervista su mattia che lo ha visto mezzo minuto alla corte il 5 marzo mattina?? Cosa fa?? Per mettere la sua faccia su un giornale???
    È un mese che sono qua per Mattia, ho visto aanche suo figlio prima di lei. Signora Mattia non è solo. Vado da lui più volte a settimana, sono in fila in questo momento. Io ,la madre , ambasciata siamo in costante contatto e gli avvocati anche. Lei dove è??
    Lo ha visto mezza volta!!!!!!! MATTIA NON LE AVEVA CHIESTO UN ARTICOLO SUL GIORNALE, LE AVEVA CHIESTO DI CHIAMARE SUA MADRE. LO HA FATTO???????

    • Pierluigi Rispondi

      08/03/2019 alle 17:22

      Gentile Cecilia,
      Reggio Report è pienamente disponibile a pubblicare anche la sua versione dei fatti. Precisiamo comunque che la pubblicazione della fotografia della signora Catania è stata una scelta della redazione. Grazie per il suo intervento.
      Pierluigi Ghiggini, Reggio Report

  2. Lucia Rispondi

    08/03/2019 alle 18:11

    Non cerco gloria e non mi interessa apparire, ho problemi molto più grossi adesso per la testa . Forse pensavo che la mamma avrebbe apprezzato avere notizie del figlio prima che io avessi il suo numero di telefono e non mi vergogno di aver parlato di lui. Non voglio togliere meriti a nessuno il mio gesto era solo da mamma ,ho visto Mattia più volte, ma non è questo il punto. Nonostante mio figlio abbia qualcuno che gli porta da mangiare io ho apprezzato molto la sig che non mi conosceva neanche e in vacanza a negombo è andata a trovarlo. Quindi sono solo parole e gesti da mamma.. altre informazioni penso che io li debba solo a Mattia.

  3. Daniele Rispondi

    10/03/2019 alle 14:36

    Ma bisogna proprio riprenderselo indietro questo? Non glielo ha ordinato il dottore di spacciare coca in srylanka

  4. Diego Amsterdam Rispondi

    11/03/2019 alle 14:49

    Caro Daniele… Io ci porterei te in una galera cosi. Sei senza cuore e senza umiltà.
    Non importa cosa di sbagliato abbia fatto. Di sicuro non merita di essere trattato cosi.
    E poi tu, che ti permetti di giudicare, sei sicuro di fare sempre una vita rispettosa delle regole? Sempre?
    Guardati allo specchio signor Daniele “Ponzio Pilato”!

  5. martina Rispondi

    12/03/2019 alle 10:52

    Signor Daniele è facilissimo giudicare essere sempre sul pulpito ed avere la verità in tasca.

    Mia nonna diceva…attenti perchè le meraviglie si attaccano…ed è proprio così!!! Non si sa mai come gira il vento!

    Chi sbaglia deve pagare , ma da qui a dire perchè dobbiamo riprendercelo indietro…ce ne passa …

    Prima di parlare pensiamo sempre se capitasse a noi!!

    Ci rifletta!

  6. Vito Rispondi

    14/03/2019 alle 08:49

    Signor Daniele, giustamente chi sbaglia deve pagare e io sono il primo a dirlo. Io sono stato in sri lanka.ho visitato quel carcere, ho parlato personalmente con Mattia.credimi, ho visto un ragazzo pentito sicuramente che chiede aiuto da parte di tutti noi.umanamente parlando, se tu Daniele fossi andato li in quella prigione piena di topi scarafaggi formiche ecc.ecc…parlando sempre umanamente, non avresti fatto quella tua spontanea affermazione.ti ripeto,dall’Italia è tutto più semplice, ti viene spontaneo dire …. gli sta bene che si arrangi….l’ho detto anch’io prima di partire.una volta visto anche Mattia ho pianto per lui e per tutti quei ragazzi abbandonati in mezzo a quello schifo al limite della dignita e igene umana.certamente lo sapevano che rischiavano il carcere, ma quello che non potevano immaginare le condizioni inumane di quei luoghi.
    Se possiamo fare qualcosa ancge per Mattia facciamolo.rischia molto li in quei carceri.

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