Romani che odiano i reggiani: Raggi licenzia Bagnacani, presidente di Ama. E si è dimessa l’assessore Montanari

18/2/2018 – Si è chiusa in modo (politicamente) drammatico l’avventura dei reggiani Pinuccia Montanari e Lorenzo Bagnacani al comune di Roma. Montanari, assessore all’ambiente, si è dimessa venerdì dopo che la Giunta Raggi ha bocciato il bilancio della municipalizzata dei rifiuti Ama. E intorno a mezzogiorno di oggi il sindaco Raggi, al termine di una riunione di Giunta in Campidoglio particolarmente tesa, ha revocato il consiglio di amministrazione di Ama, guidato – appunto sino a questa mattina – da Lorenzo Bagnacani. Revoca avvenuta, secondo la delibera, per “giusta causa”, sulla base di una memoria votata dalla giunta che, secondo le notizie trapelate oggi, ha «preso atto» dei disservizi e del mancato raggiungimento da parte della governance degli obiettivi prefissati. Il collegio sindacale sostituirà il Cda per il tempo strettamente necessario alla ricostituzione del consiglio. 

Lorenzo Bagnacani con la sindaca di roma Virginia Raggi

Atto decisivo di questa crisi l’esposto alla procura della Repubblica capitolina presentato da Bagnacani sulla decisione del Campidoglio di non riconoscere all’azienda ambientale (sommersa da un debito storico colossale) un credito di 18 milioni di euro. Il comune, socio unico di Ama, inoltre non ha voluto concedere le garanzie sul debito, con la conseguenza che le banche non hanno rinnovato neppure in parte le linee di credito. Oggi oltre ottomila dipendenti (il doppio, come denunciato a suo tempo da Bagnacani, della media di un’azienda pubblica di servizi ambientali del Nord) rischiano di restare senza stipendio. In questo bailamme, l’azienda Ama – che ha nominato come proprio consulente il super avvocato antonio Catricalà – già presidente dell’Antitrust e sottosegretario alla presidenza del governo Monti – contesta al Campidoglio anche la bocciatura del bilancio, decisa sulla base di un parere negativo formulato dai revisori dei conti a termini scaduti.


L’era Bagnacani in Ama , e di Pinuccia Montanari nella giunta capitolina, è stata contrassegnata dagli sforzi disperati per riportare la legalità nella gestione rifiuti della capitale – che produce il 6% dei rifiuti di tutta Italia – e per il lancio del primo piano per l’introduzione della raccolta differenziata su larga scala, inizialmente per mezzo milione di persone. Contro questa politica si sono scatenate forze potenti, dentro e fuori Ama, sino all’incendio che nel dicembre scorso ha distrutto l’impianto di trattamento Tmb del Salario, mettendo in ginocchio la raccolta nella metropoli. Un disastro che ha provocato un netto peggioramento della pulizia, e dal quale Roma non si è ancora ripresa. L’obiettivo ora per la sindaca Raggi è ripulire la città. Ma dovrà giocoforza fare d’urgenza ciò che ha chiesto inutilmente Bagnacani: dare le garanzie chieste dalle banche e riconoscere i crediti vantati da Ama.

Pinuccia Montanari

Il gruppo Psd in Campidoglio ha puntato il dito contro la sindaca Raggi e il direttore generale Giampaoletti: «L’azienda capitolina – scrivono i dem in una nota – è un’azienda solida che ha entrate certe attraverso la Tari e che gode della fiducia di fornitori e banche considerando il consistente patrimonio a disposizione. La crisi prodotta in 3 anni di gestione M5S è tutta politica ed ha generato il blocco del bilancio 2017, quello del 2018 e l’assenza di un piano industriale. È l’epilogo di una gestione dissennata gravata da continue guerre interne ai cinque stelle e su cui pesano come macigni le responsabilità della giunta Raggi e del dg Giampaoletti. Portare al dissesto una società come Ama, che attraverso la Tari può pagare stipendi e fornitori, e con l’affidamento del servizio avviato nel 2015 e valido fino al 2025, garantire un volume di affari di sette miliardi, è da criminali.. Dopo un anno di rinvii la soluzione odierna partorita dal Campidoglio è l’istituzione dell’ennesima cabina di regia per una crisi creata da loro stessi. » 

Per l’FdI De Priamo “la delibera di giunta che ha bocciato il Bilancio Ama configura possibili responsabilità erariali e la decisione di oggi conferma che sull’azienda si stanno svolgendo giochi di potere…tutt’altro che trasparenti».

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Una risposta a 1

  1. jaquet Rispondi

    05/03/2019 alle 09:40

    Forse Bagnacani si è sempre agitato anche per principi giusti. Ma che esperienza imprenditoriale ha per gestire un complesso così importante ? Non si nasce “imparati”!

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