Palazzo delle Poste, cassone dei Chiostri, piazze e passeggiata Estense
Italia Nostra stronca la politica urbanistica reggiana

26/2/2019 – “Centro storico snaturato dagli errori dell’amministrazione comunale”. L’accusa è del consiglio di Italia Nostra Reggio Emilia, che esce allo scoperto puntando il dito su alcuni interventi-chc come la demolizione del palazzo delle Poste, l’ampliamento del palazzetto dello sport via Guasco e soprattutto la costruzione del cassone di cemento (il c.d. laboratorio aperto) nell’area dei chiostri di San Pietro. Ma anche a proposito della passeggiata Estense (rifacimenti di piazza Gioberti e piazza Roversi) Italia Nostra parla di “interventi calati dall’alto” con “una mutazione arbitraria e una troppo marcata discontinuità rispetto al passato”.

Il cassone di cemento a ridosso dei Chiostri di San Pietro

IL DOCUMENTO

“La città è un bene comune e in quanto tale appartiene a una collettività che deve condividerne il progetto e la gestione – scrive Italia Nostra nel suo documento – I maggiori interventi edilizi degli ultimi anni, decantati dall’amministrazione come strumenti di riqualificazione e rigenerazione urbana di pubblico interesse, sono stati realizzati grazie a una serie di varianti al Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE), contrarie alle prescrizioni del Piano del Centro Storico, che lo stanno trasformando con una serie di interventi isolati, un campionario di soluzioni che non dialogano tra loro, poco rispettose di storia e memoria. Il tutto in assenza di una visione di insieme.

Non si tratta di prendere posizione verso il nuovo in contrapposizione alla storia, ma mettere in evidenza un errato approccio metodologico che ha portato a snaturare il centro storico della nostra città.

Il rendering del rifacimento di piazza Roversi

Gli esempi sono eclatanti: la demolizione dell’ex Palazzo delle Poste (opera dell’architetto romano Roberto Narducci) con costruzione di un palazzo totalmente avulso dal contesto, l’ampliamento del palazzetto di via Guasco e la costruzione di un edificio nell’area di pertinenza dei chiostri di San Pietro. In quest’ultimo caso stiamo parlando di un autentico e straordinario gioiello della città, potenzialmente in grado di attrarre interesse a livello internazionale e da sempre salvaguardato da ogni piano regolatore con vincolo di massima tutela di restauro scientifico e conservativo.

Anche sui rifacimenti delle piazze di Reggio molte critiche circonstanziate e proteste sono rimaste inascoltate: il cosiddetto progetto Estense è stato calato dall’alto e condotto con una mutazione arbitraria e una troppo marcata discontinuità rispetto al passato, ignorando le tracce del primo novecento e le ambientazioni tipiche della fine dell’ottocento”.

Italia Nostra “ha contributo a introdurre il concetto di centro storico come bene “unitario” da salvaguardare nel suo insieme e non soltanto monumento per monumento – rivendica il documento – La città antica non è da considerare come un assortimento di edilizia minore e di architetture più o meno importanti, ma come un complesso unitario, nell’articolazione organica di strade, case, piazze, giardini e altri spazi aperti urbani di interesse storico o artistico. Gli antichi centri urbani sono un patrimonio incalcolabile, perché la storia vi si è sedimentata e stratificata”.

L’associazione rileva che l’importanza della città storica e dei suoi monumenti “è sempre stata rimarcata da tutti i Piani Regolatori della città, da una consolidata prassi internazionale e dalla stessa legge regionale 20/2000 ai cui articoli si rimanda espressamente negli atti amministrativi adottati che prescrive, per gli immobili tutelati, interventi contenuti nelle categorie della manutenzione, del restauro scientifico e del risanamento conservativo”.

Le leggi vanno ottemperate con sincerità e trasparenza, “non svuotate con furbizie burocratiche – ammonisce Italia Nostra – Non è eticamente corretto che atti così importanti, come le modifiche al regolamento urbanistico, vengano portati avanti senza doverose e ampie consultazioni. Non c’è onestà intellettuale quando si afferma che nessuno ha fatto osservazioni alle varianti pubbliche. Semplicemente non c’è mai stata una vera volontà di informare e condividere con i cittadini l’effettiva portata di interventi che compromettono in modo significativo gli spazi più prestigiosi della città”.

“Un modo di operare che ha portato alla perdita di una visione unitaria e di una progettazione a largo respiro, sostituita da interventi isolati che non rispettano, anzi stravolgono, l’armonia e il carattere della nostra città. Sono state troppe le decisioni unilaterali sempre più indifferenti alla nostra storia, alla nostra cultura e prive di confronti con la comunità”.

Per questo “Italia Nostra propone la riaffermazione della pianificazione pubblica come unico strumento in grado di regolare i meccanismi di crescita e trasformazione della città e, soprattutto, di promuovere la tutela e autentica valorizzazione di piazze e centri storici, fermando scempi, interventi e usi incongrui per favorire corrette strategie di restauro e valorizzazione, attraverso un sistema di regole certe e condivise”.

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4 risposte a Palazzo delle Poste, cassone dei Chiostri, piazze e passeggiata Estense
Italia Nostra stronca la politica urbanistica reggiana

  1. Magnani Linda Rispondi

    27/02/2019 alle 10:13

    Tutto quello che avete scritto e’ una critica sacrosanta,perche’ arriva cosi’ tardi? Perche’ non sono state ascoltate
    a suo tempo le richieste di validissimi architetti che criticavano l’operare del Comune?Perche’ i cittadini non
    contano,le decisioni sono prese e basta! Che democrazia e’?

  2. maria Rispondi

    03/03/2019 alle 17:31

    Anch’io convengo sul ritardo dell’intervento di Italia Nostra. Comunque queste scelte sono il risultato di una presunzione del potere, che non ha neanche il buon senso di confrontarsi con una commissione più vasta prima di fare o approvare opere che condizionano la città anche per il futuro.Valgano per tutte la sistemazione tragica ed anomala dell’entrata a S.Stefano ed il fabbricato assurdo presso i Chiostri di S. Pietro.

  3. Enrico Rispondi

    08/03/2019 alle 14:54

    Non ha senso che noi cittadini non ci ribelliamo e subiamo passivamente le scelte scellerate di questa amministrazione comunale . Basta , Vecchi and compani , dimissioni

  4. Maria Giulia Rispondi

    24/03/2019 alle 22:07

    Purtroppo credo che i reggiani siano veramente incapaci di guardare con occhio critico quanto è stato proposto i n questi anni e quanti disastri culturali sono stati prodotti da questa e dalle precedenti amministrazioni questo prodotto no n è altro che il proseguimento di quanto deciso e quindi oggi realizzato da chi abbiamo concesso di governarci precedentemente .

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