Lisozima, il caso è chiuso
E’ un conservante e decide l’Europa
Il governo gialloverde gela il Grana Padano
e salva il re dei formaggi

di Pierluigi Ghiggini

14/2/2019 – Il caso Lisozima è chiuso. Lo ha chiuso senza incertezze il nuovo governo gialloverde, decretando la sconfitta di chi ha trescato per ottenere il favore di Stato dal precedente governo Gentiloni, attraverso la famigerata circolare del ministero della Salute firmata dalla dirigente Gaetana Ferri, che l’8 maggio scorso aveva declassato il lisozima (antibatterico necessario alla maturazione senza incidenti delle forme dil Grana Padano) da “conservante” ad “adiuvante tecnologico”.
Un caso chiuso con la vittoria netta dei produttori di Parmigiano Reggiano, formaggio che non ha bisogno di alcun conservante ma proprio per questo colpito da un tentativo senza precedenti di concorrenza sleale. Chiuso con il ripristino della piena legalità da parte del ministero della Salute guidato da Giulia Grillo.


E chiuso, lasciatecelo dire con una punta di legittimo orgoglio, con una vittoria per chi, come noi di Reggio Report e come La Voce di Reggio Emilia, sì è battuto per primo in trincea contro la circolare della Direzione sicurezza alimentare, sfidando le ire del consorzio Grana Padano (ha minacciato querele a iosa) e nell’incredibile, vergognoso silenzio delle associazioni professionali del mondo agricolo che almeno potevano dire una parola in difesa del loro core business, cioè il Parmigiano Reggiano.
Dunque oggi pomeriggio, nel corso del question time alla Camera, in risposta alla interpellanza dei 5 Stelle illustrata dal deputato reggiano Davide Zanichelli (che aveva sul banco delle porzioni di Parmigiano Reggiano) il sottosegretario alla Salute Luca Coletto ha chiarito una volta per tutte che la decisione sull’etichettatura del formaggio Dop (in questo caso il Grana Padano) non spetta al Ministero (così come venne deciso da una semplice circolare ministeriale dell’8 maggio 2018 sotto il ministro Lorenzin) ma è norma di competenza europea. Una risposta valida anche per la deputata Pd Antonella Incerti, che tuttavia si è dichiarata insoddisfatta.


L’effetto immediato del chiarimento del ministero, che ha clamorosamente smentito la circolare di maggio, è che ora i confezionatori di Grana Padano dovranno rimettere nelle etichette la dizione “conservante lisozima da uovo”.
«In parlamento è stato fatto un grande passo avanti in difesa del Parmigiano Reggiano e del suo valore territoriale – ha dichiarato il deputato Zanichelli – Il Movimento 5 Stelle e il Ministero della Salute guidato da Giulia Grillo hanno confermato e messo la parola fine sul cosiddetto “caso Lisozima”»
«Sul tema sono pendenti un ricorso al Tar ed un ricorso straordinario al Capo dello Stato da parte del Consorzio del Parmigiano Reggiano oltre a denunce presentate da parte di un agricoltore di Reggio Emilia Lorenzo Fanticini (non produttore di Parmigiano Reggiano in quanto viticoltore, quindi non in conflitto d’interessi) assistito dall’avvocato Rossella Ognibene – ha aggiunto Zanichelli – In tutti questi atti si indica chiaramente come la competenza in materia di etichette sia di materia europea e quindi nella gerarchia delle fonti è fonte primaria rispetto alla nota ministeriale dell’8 maggio 2018 redatta quando ministro in scadenza era la Lorenzin».
Una tesi confermata nella risposta all’interpellanza dei Cinque Stelle: «Le determinazioni finora assunte dal Ministero – ha precisato il sottosegretario Coletto – non possono in ogni caso mettere in discussione l’applicazione della disciplina di stretta derivazione comunitaria, che regola la materia dell’etichettatura degli alimenti»

L’etichetta lisozima free preparata da alcuni caseifici del Parmigiano Reggiano


«Per l’Unione Europea il lisozima è e resta un additivo/conservante alimentare – ha concluso Zanichelli – quindi il Consorzio del Grana Padano non può utilizzare un parere per modificare le etichettature per motivi di marketing danneggiando il Parmigiano Reggiano». Con un grazie non superfluo alla ministra Giulia Grillo e al sottosegretario Coletto per una decisione non scontata e coraggiosa, viste le potenti forze in campo.

Il deputato Davide Zanichelli con le porzioni di Parmigiano reggiano sulla scrivania
La prima pagina della Voce di Reggio Emilia di metà novembre
L’etichetta lisozima free preparata da alcuni caseifici del Parmigiano Reggiano

OGNIBENE: SALVO IL LAVORO DI CHI PRODUCE PARMIGIANO REGGIANO

Esulta l’avvocato Rossella Ognibene, candidata sindaco dei 5 Stelle al comune di Reggio Emilia, che come legale ha assistito l’agricoltore Lorenzo Fanticini nei suoi esposti contro la circolare lisozima.ù

L’avvocata Rossella Ognibene

«Il duro lavoro di chi produce Parmigiano Reggiano che è identità di Reggio, Parma, Modena, Bologna e basso mantovano è salvo», commenta Rossella Ognibene.
“Il Ministero della Salute di Giulia Grillo si è espresso con chiarezza – ribadisce – In punta di diritto ha ribadito che quanto fu deciso da un dirigente del ministero l’8 maggio 2018 (ministro Lorenzin) non può sorpassare le norme europee in materia di etichettatura. Per l’Unione Europea il “lisozima” utilizzato per produrre Grana Padano è un conservante/additivo.
E questo chiarimento va a riconoscimento anche della qualita del lavoro dei produttori del Parmigiano Reggiano».

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2 risposte a Lisozima, il caso è chiuso
E’ un conservante e decide l’Europa
Il governo gialloverde gela il Grana Padano
e salva il re dei formaggi

  1. Alessandro Davoli Rispondi

    14/02/2019 alle 21:50

    Bravo Direttore, bravo Ghiggio!
    Un saluto dai monti, dove si fa ogni giorno il miglior formaggio del mondo.
    Grazie!
    Alessandro Davoli

  2. jaquet Rispondi

    15/02/2019 alle 08:54

    Bravi 5 stelle. Grazie dell’intervento

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