L’edilizia continua a sgonfiarsi: ancora in flessione le imprese artigiane

E’ continuata anche nel 2018 la ristrutturazione strisciante dell’economia reggiana, di cui è segno la flessione delle imprese artigiane registrate nella provincia.

Nel corso dell’anno le nuove iscrizioni nel Registro Imprese camerale sono state 1.350, mentre 1.563 aziende Hanno espresso la volontà di non proseguire l’attività, determinando così un saldo negativo di 213 unità. Un calo dovuto essenzialmente all’edilizia che ha perso 251 unità artigianali nel reggiano, a conferma che lo sgonfiamento della bolla edilizia, che ha drogato lo sviluppo negli anni 90 e 2000, è ancora in coprso e non finirà presto. E’ invece stabile il manifatturiero, che perde 28 unità su 4 mila 268.

Il numero degli artigiani reggiani è sceso a quota 18.641, registrando una flessione dell’1,8%. Ormai da oltre dieci anni in provincia di Reggio Emilia, secondo quanto emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio, si registra una continua flessione nel numero di imprese artigiane; basti pensare che nel 2007, anno in cui hanno raggiunto la consistenza maggiore, erano 22.653.

Nella maggior parte dei settori di attività economica il 2018 ha fatto registrare un calo, anche se alcuni comparti hanno invece mostratoun certo dinamismo, in particolare nell’universo dei servizi. Fra i servizi rivolti alle imprese, ad esempio, sono passate da 184 del 2017 alle attuali 195 le imprese che svolgono servizi di informazione e comunicazione, produzione di software e consulenza informatica, elaborazione dei dati, hosting e attività connesse.  Hanno poi raggiunto le 437 unità (+0,7%) le attività di servizi per edifici e paesaggio (cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi, giardini e aiuole, servizi di pulizia generale, ecc.).

Fra i servizi alla persona sono cresciute passando, in un anno, da 37 a 52 le imprese che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale; hanno infine registrato un incremento pari allo 0,5% e hanno raggiunto le 1.297 unità le attività di barbieri, parrucchieri ed istituti di bellezza.

I settori che rappresentano la quota maggiore dell’artigianato della provincia di Reggio Emilia, ovvero le costruzioni (48,1% del totale artigiani) e il manifatturiero (22,7%), sono invece ancora in sofferenza. Le riduzioni più consistenti, infatti, interessano soprattutto i due comparti più “forti”, in termini di numerosità di imprese dell’artigianato: le aziende del settore edile si sono ridotte, nel 2018, di 251 unità, scendendo così a 8.971 (-2,7%), mentre il manifatturiero, con una flessione dello 0,7%, è passato da 4.268 a 4.240 imprese.

In calo anche le imprese artigiane che operano nel trasporti e magazzinaggio, che in un anno sono scese da 1.023 del 2017 a 984, con una contrazione del 3,8%; in diminuzione del 2% anche le attività di ristorazione (da 558 a 547 imprese), le attività connesse all’agricoltura (-5,6%) e, infine, le attività professionali, scientifiche e tecniche (-0,8%).

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Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    15/02/2019 alle 19:23

    La grande crisi iniziata nel 2008 non è ancora finita. Tra l’altro manca la molla della ripresa, basata sulla semplificazione della burocrazia(invece accentuata da anni ) e l’agevolazione fiscale significativa, anche a macchia di leopardo. Vorrei ricordare la vecchia legge 623( mi sembra degli anni ’70) che fece decollare intere aree grazie ad agevolazioni fiscali per alcuni anni.

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