Incaricopoli, i 5 Stelle chiamano in causa il livello politico: “C’è una responsabilità di Delrio e Vecchi”

L’inchiesta “incaricopoli” che coinvolge diciotto dirigenti ed ex dirigenti del Comune di Reggio (tra cui l’architetto Massimo Magnani e l’ingegner Maria Sergio, dirigente Modena dal 2014, da quando cioè il marito Luca Vecchi non è diventato sindaco) ha fatto saltare il tappo di una situazione sotto i riflettori da anni, ma sulla quale era calata una cappa di silenzio: vale a dire la gestione di consulenze esterne per milioni e milioni che come minimo si potrebbe definire allegra, visto che la procura indaga per falso e abuso d’ufficio, ma dalla quale il potere politico – estraneo all’inchiesta,almeno in questa fase – non può chiamarsi fuori.

L’avvocato Rossella Ognibene mostra i conferimenti degli incarichi, nel 2009 e nel 2010, all’avvocato Paolo Coli

E infatti a puntare sulle responsabilità politiche sono i 5 Stelle e la candidata sindaca a Reggio Rossella Ognibene: “C’è una responsabilità politica di Delrio e Vecchi in quello che è accaduto in tutti questi anni”, ha dichiarato Ognibene in una conferenza stampa tenuta oggi insieme ad Alessandra Guatteri, capogruppo in Sala del Tricolore.

I pentastellati hanno riepilogato le denunce presentate nel corso degli anni, rispetto a una situazione – quella degli incarichi conferiti in modo discrezionale e senza avvisi pubblici – censurata dalla Corte dei Conti sin dal 2008, e culminata con un due esposti alla magistratura contabile presentati nel luglio 2016. Denunce che probabilmente ha messo in moto l’indagine giudiziaria di oggi, relativa agli incarichi conferiti – in totale per 2,9 milioni di euro – solonel corso del 2013.

Hanno inoltre messo sul tavolo, a riprova della gestione discrezionale degli incarichi esterni, due determine dirigenziali del 2009 e del 2010 col conferimento di consulenze legali all’avvocato Paolo Coli, grande collezionatore di incarichi per conto dei comuni del reggiano, il quale è stato scelto insieme al penalista Liborio Cataliotti come difensore dei diciotto dirigenti indagati. I quali evidentemente lo conoscono molto bene.

Ma non era necessario scartabellare troppo: bastava dare un’occhiata al ricco e significativo curriculum dell’avvocato Coli (con centinaia di tutele davanti al Tar per conto del comune di Reggio della Provincia e di trentina di altri enti locali) ed estrarre dagli archivi gli articoli che nel giugno 2016 segnalavano come l’avvocato Coli da un lato avesse redatto la prima convenzione del Park Vittoria, per conto del Comune di Reggio, poi avesse assistito il Comune nel “riequilibrio” del convenzione chiesto e ottenuto da Lodetti Alliata, costruttore del parcheggio sotterraneo, e infine avesse tutela lo stesso Lodetti Alliata davanti al Tar, come controparte del comune di Reggio. Lo spettacolo era e resta istruttivo.

Ogni bene e Guatteri hanno inoltre tirato fuori delle determine dirigenziali del 2008 e del 2010 con cui venivano conferiti degli incarichi senza avviso pubblico all’avvocato Paolo Coli che oggi è anche difensore nominato dai dirigenti comunali indagati insieme al noto penalista Liborio Cataliotti (grande amico di Piersilvio Berlusconi, ma ora fuori da Forza Italia) . M bastava controllare il curriculum dell’avvocato Coli, che vanta centinaia di tutele davanti alla giustizia amministrativa per conto del Comune di Reggio e un’altra trentina di enti locali della provincia e dare un’occhiata agli articoli del 2016 che davano conto di un singolare conflitto interiore: lo stesso avvocato aveva redatto la convenzione del Park Vittoria per conto del Comune ed era stto consulente del comune anche quando nel 2012 Lodetti Alliata chiese il”riequilibrio” della convenzione, salvo poi rappresentare Reggio Emilia Parcheggi davanti al Tar contro il Comune stesso.


A proposito delle delibere del 2009 e del 2010 mostrate oggi, l’avvocato Ognibene ha precisato trattarsi di atti al di fuori dell’indagine in corso: “La nostra attività è di tipo ispettivo e non si sovrappone a quella della magistratura – ha chiarito – Noi abbiamo ricostruito un dato storico, ovvero come erano affidati gli incarichi, ad personam e senza gara. Negando la possibilità ad altri professionisti di offrire i propri servizi e quindi con una preclusione nei confronti di altri cittadini”.

E’ la ragione per cui Guatteri, che aveva già messo la Giunta Vecchi sotto accusa nel 2016 punta il dito sul “livello politico”: “La responsabilità di questa situazione è politica, come avevamo già spiegato nel 2016 e la cosa è andata avanti per sette anni – ha dichiarato – Avevamo presentato due esposti alla Corte dei conti, lamentando il fatto che questo Comune, nonostante i magistrati contabili avessero rilevato l’illegittimità del regolamento per l’affidamento degli incarichi esterni, era andato avanti come se nulla fosse. Si sono affidati più di 12 milioni di incarichi esterni, con un regolamento non regolare e, soprattutto, noi avevamo rilevato che, dal 2012 al 2015, non erano stati fatti i controlli successivi di regolarità e non c’era quindi un controllo sugli atti che venivano emanati dall’interno del Comune. Così’è questa, se non responsabilità politica”

“C’era un sindaco, che all’epoca era Delrio, Vecchi che era capogruppo e un vicesindaco, Sassi, che c’è anche oggi e persino si scandalizza per quello che è successo. Solo Rosa Iovinella, segretario generale del Comune di Reggio dal maggio del 2015 all’agosto del 2016, nel secondo semestre 2015 fa il primo controllo di legittimità, si accorge della situazione e cambia il regolamento”.

Guatteri a confermato che lunedì sarà presentata una richiesta di accesso agli atti per ottenere l’elenco di tutte le persone alle quali sono stati affidati incarichi con i relativi importi.

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