Incaricopoli: anche Massimo Magnani, Maria Sergio e l’avvocato Gnoni tra i 18 dirigenti indagati

23/2/2019 -Fra i 18 dirigenti del comune di Reggio indagati per le ipotesi di reato di falso e abuso di potere nell’inchiesta”incaricopoli” aperta dalla Procura di Reggio Emilia, figurano anche il numero 1 del management di palazzo Civico, l’architetto Massimo Magnani – dirigente dell’area Competività – e l’ingegner Maria Sergio, dirigente del comune di Modena da quando il marito Luca Vecchi è diventato sindaco della Città del Tricolore, ma sino al 2014 dirigente del servizio pianificazione a Reggio. La Gazzetta di reggiodi oggi pubblica anche altri nomi di indagati: Giordano Gasparini, dirigente area Servizi alla Persona, Santo Gnoni capo dell’avvocatura comunale, Luca Fantini (responsabile Politiche dell’integrazione nel periodo, il 2013, al centro dell’inchiesta della Procura, Laura Montanari e Lorena Belli. Sempre la Gazzetta di Reggio pubblica un’intervista in cui il vicesindaco Matto Sassi, nello sforzo evidente di allontanre ogni ombra dal livello politico, afferma che “alcuni dirigenti avevano tramato per non far aggiornare il Regolamento per il conferimento degli incarichi professionali esterni”, come invece aveva chiesto in modo perentorio la Corte dei Conti. Sassi aggiunge che proprio l’ostilità di alcuni dirigenti avrebbe spinto il segretario generale Rosa Iovinella a chiedere il trasferimento al comune di Latina.

Il vicesindaco Matteo Sassi parla al poligono di tiro, alla commemorazione dei fratelli Cervi e di Quarto Camurri

Su Facebook, la consigliera Roberta Rigon fa notare che le pagine del la Gazzetta con queste notizie mancano stranamente dalla rassegna stampa fornita oggi da Comune di Reggio: è la conferma del clima di grande imbarazzo, per non dire panico, che si respira a Palazzo Civico, sia per le implicazioni politiche dell’inchiesta (non solo per l’ingegner Sergio, ma anche per Magnani che come noto è parente di Graziano Delrio, e da proprio da Delrio chiamato in Comune dove dal 2004 ricopre ruoli di primissimo piano) sia per le conseguenze giudiziarie: se le ipotesi di reato venissero suffragate in sede processuale, la sospensione e il cambio dei dirigenti diventerebbe inevitabile.

L’architetto Massimo Magnani

Anzi c’è chi chiede già la sospensione immediata dei funzionari indagati, i quali hanno scelto una linea unitaria di difesa nominando gli avvocati Liborio Cataliotti e Paolo Coli, quest’ultimo tra i legali di fiducia del comune di Reggio e di un’altra trentina di comuni, specializzato nelle cause davanti alla giustizia amministrativa.

Maria Sergio accanto all’allora sindaco Delrio, poi ministro e oggi capogruppo Pd alla Camera

L’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e diretta dal sostituto procuratore di Reggio Giacomo Forte, per quanto si sa riguarda gli incarichi professionali esterni assegnati con determine dirigenziali nel 2013. In quell’anno il Comune di Reggio aveva speso quasi 3 milioni di euro per le consulenze estrn, ma in cinque anni, dal 2010 al primo semestre 2014, quel pozzo senza fondo inghiottì ben dodici milioni di denaro pubblico. Incarichi assegnati in modo discrezionale, senza gare nè avvisi pubblici, sino all’importo di 100 mila euro, in base a procedure e norme interne che la Corte dei Conti aveva contestato, ma inutilmente, nel 2008.
E’ superfluo rilevare che, se gli incarichi venivano assegnati attraverso determine firmate dai dirigenti sotto la loro responsabilità, nondimeno i vertici politici (cioè il sindaco e gli assessori di riferimento) avevano voce in capitolo nelle decisioni. Forse qualcosa è sfuggito al sistema di controllo politico informale, ma le loro indicazioni – lo sa chiunque abbia dimestichezza con la politica locale – non potevano non essere ascoltate, e messe in opera.

FIORINI: SUBITO CHIAREZZA SULL’INDAGINE

La deputata reggiana di Forza Italia Benedetta Fiorini chiede “giustizia sì, polveroni no” e per questo è necessario fare subito chiarezza sull’inchiesta.

“Nell’interesse dei cittadini, e anche degli altri dipendenti del comune di Reggio che sono totalmente estranei alla vicenda, occorre fare chiarezza sull’indagine a carico di alcuni dirigenti accusati di falso e abuso d’ufficio -scrive la parlamentare azzurra, vicecommissaria di FI in Emilia-Romagna – Ritengo, altresì, che valga sempre e per tutti la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Quindi chiarezza sulle singole responsabilità e giustizia sì, polveroni mediatici contro tutti i dipendenti e giustizialismo no”.


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Una risposta a 1

  1. Disconnesso Rispondi

    24/02/2019 alle 12:31

    Non c’è limite alla ‘provvidenza’.
    Questo voleva dire Manzoni.

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