“Giorno delle foibe: l’oltraggio dell’Anpi e l’inqualificabile atteggiamento del Comune”

di Roberta Rigon*

Roberta Rigon

6/2/2019 – Inqualificabile l’atteggiamento dell’amministrazione comunale, del sindaco Vecchi e di tutta la sinistra reggiana.

Sto ancora aspettando da Vecchi la risposta ad una interrogazione protocollata il 12/02/2018 in merito al Giorno del Ricordo 2018, senza commemorazione ufficiale da parte del Comune di Reggio. Sto ancora aspettando spiegazioni in merito alla contromanifestazione organizzata dalla sinistra in cui il relatore protagonista era un brigatista mai pentito.

Sto ancora aspettando di sapere da Vecchi se non ritenga ormai opportuno cancellare Via Tito Broz dalla toponomastica del Comune di Reggio e sostituirla con “Via Norma Cossetto, Martire delle Foibe”.

In questa attesa, ieri arriva una mail dalla segreteria del Sindaco, oggetto: Invito Giorno del Ricordo.

“Wow, vuoi vedere che quest’anno hanno deciso di commemorare questi martiri italiani?”

Il tempo di pormi la domanda e la risposta arriva immediata: NO, ovviamente! Anzi, una vera e propria presa in giro, un oltraggio!

L’invito è dell’Istituto musicale Peri-Merulo al concerto del 10 febbraio per il Giorno del Ricordo.

Un ringraziamento di cuore all’Istituto che non manca anche quest’anno di commemorare, ma questa non è la commemorazione dell’amministrazione Comunale.

Prova ne è l’arrivo, dopo mezz’ora, di una nuova mail sempre dalla segreteria del Sindaco: invito commemorazione Gaida e Cadè, sempre il 10 febbraio, alle ore 11, con la partecipazione del Sindaco Vecchi e anche della Filarmonica Città del Tricolore! Gli organizzatori sono Comune e ANPI.

ANPI, quella che, sempre il 10 febbraio, organizza l’iniziativa “Cappelletti antifascisti” al centro sociale Rosta Nuova. Proprio il 10 febbraio?

Visto che organizzare una conferenza nel ventennale della morte di Giorgio Almirante il 7 luglio è stata giudicata una provocazione ordita dai giovani di Fratelli d’Italia, come dobbiamo giudicare il boicottaggio dei martiri italiani delle Foibe da parte dell’amministrazione comunale? Come dovremmo giudicare il “cappelletto antifascista” dell’ANPI proprio nel giorno in cui si ricordano le vittime di un genocidio comunista?

Una vergogna! Un vero e proprio oltraggio alla memoria degli italiani vittime dei comunisti titini, un comportamento anti-italiano indegno di una istituzione dello Stato Italiano.

*consigliera comunale Fratelli d’Italia 

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3 risposte a “Giorno delle foibe: l’oltraggio dell’Anpi e l’inqualificabile atteggiamento del Comune”

  1. Barbieri_M Rispondi

    06/02/2019 alle 17:45

    Io riconosco il dramma e le stragi comuniste titine delle Foibe ma è giusto ricordare anche le stragi perpetrate dai fascisti reggiani a Gaida e Cadè. O quelle non valgono Rigon ? L’amministrazione Salati (che non vedrà mai la luce) ci vorrebbe far dimenticare una parte della nostra storia?

  2. CesareA. Bellentani Rispondi

    07/02/2019 alle 08:40

    Ciao Roberta, io avevo presentato una mozione, approvata, per celebrare la Giornata del Ricordo, appena entrato in Consiglio Comunale.
    Hai ragione: con grande ipocrisia si ricordano i martiri delle foibe in sordina, mentre ci sono le fanfare quando i martiri sono vittime non dei comunisti, ma dei fascisti.
    E’ giusto non dimenticare i martiri della bestiale violenza nazifascista, ma non solo quelli!
    Purtroppo è così: ci sono vittime di serie A e di serie B. Credo sia ottima cosa celebrare le vittime di ogni violenza, in questo caso politica, perché il loro sacrificio non sia stato vano. Ma trascurare gli uni mentre si esaltano gli altri è uno schiaffo alla verità e alla storia.
    E nel frattempo continuiamo ad avere via Tito (in questo caso la mia mozione fu respinta, guai a toccarlo!)… come se qualcuno intitolasse a Reggio una via a Goebbels, a Himmler o Goering! andiamo!!!

  3. Petronio Rispondi

    09/02/2019 alle 15:36

    L’ accoglienza è anche questa. Accogliere degnamente le vittime di tutta la malvagità umana, senza alcun distinguo, e prendere le distanze dai loro barbari assassini. L’ integrazione parte da qui. Integrare dunque tra le vittime della seconda guerra mondiale anche tutte quelle torturate, seviziate come ripicca contro il nazifascismo. Ma che vi dice il cuore pensando ad esseri umani politicamente ininfluenti, torturati a sangue e buttati ad agonizzare, fino a marcire tra i cadaveri, in fondo a una grotta orrida come l’ inferno? Questi non meritano le lacrime di nessuno? Non hanno sputato sangue quanto chi è stato martirizzato nei lager nazisti? Che vuol dire liberazione, se al posto di satana sopraggiunge satanasso? Per liberarci dal male s’ invoca Dio. Un conto è difendersi,imprigionare nemici pericolosi, un altro conto è credere che la giustizia si conquisti torturando, violentando e seppellendo vivi prigionieri politici e civili. Ci siamo liberati di Hitler e Mussolini? Liberiamoci di Stalin, di Lenin e di Tito. Nessuno di questi seminatori di morte merita nulla. Tantomeno una strada a loro nome.

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