Dopo tre anni conferito al prefetto antimafia Antonella De Miro l’atto di cittadinanza onoraria di Reggio Emilia

2/2/2019 – Con oltre tre anni di ritardo (meglio tardi che mai) il sindaco di Reggio Luca Vecchi ha conferito questa mattina, in Sala del Tricolore, l’atto di Cittadinanza onoraria di Reggio Emilia al prefetto di Palermo e Grand’ufficiale della Repubblica Antonella De Miro, già prefetto di Reggio Emilia dal settembre 2009 al settembre 2014.

La Cittadinanza onoraria era stata deliberata con voto unanime dal Consiglio comunale il 26 ottobre 2015, per l’ impegno senza precedenti di De Miro nella lotta alle mafie: è a lei e ai suoi atti, in particolare le interdittive nei confronti delle imprese a rischio di condizionamento mafioso, che si deve l’avvio delle inchieste che hanno portato al processo Aemilia, e il brusco risveglio della città, soprattutto della sua classe dirigente, dalla pia illusione degli anticorpi che ha assecondato la disastrosa diffusione della ndrangheta nella società, nell’economia e nella politica. 

Il prefetto Antonella de Miro parla in Sala del Tricolore

La mafia asciuga la linfa vitale delle comunità, toglie futuro ai nostri figli – ha detto De Miro di fronte a una Sala del Tricolore gremita di autorità, amici, estimatori del prefetto di Palermo –  Il mio augurio è che il processo Aemilia, un fatto importantissimo, di rilievo storico, serva da autentico anticorpo; spero che questo processo abbia ‘suonato la sveglia’ sul grave e reale pericolo, sul danno alla società e all’economia che la mafia porta con sé. Sappiamo che la mafia si può vincere e che la si vince se la si combatte insieme”.

Cittadinanza onoraria ad Antonella De Miro: in prima fila da sinistra il prefetto Maria Forte, la vicepresidente della Camera Maria EderaSpadoni e l’ex sindaco ed ex ministro Graziano Delrio, presidente dei deputati Pd

In proposito, il sindaco Vecchi ha sottolineato come quella esercitata dal prefetto De Miro sia stata un’incisiva azione istituzionale, competente e puntuale, che, durante il suo mandato a Reggio, l’ha resa autorevole punto di riferimento contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico locale – ha detto il sindaco Vecchi –  Il percorso fatto insieme ha generato una nuova consapevolezza, che ha portato la comunità ad affrontare e comprendere con maturità i contenuti decisivi del processo Aemilia”.

All’incontro in Sala del Tricolore erano presenti  fra gli altri  i parlamentari Maria Edera Spadoni vicepresidente della Camera, i deputati Graziano Delrio e Antonella Incerti, il prefetto Maria Forte,  il procuratore della Repubblica Marco Mescolini,  il sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna Giammaria Manghi.

IL DISCORSO DI ANTONELLA DE MIRO 

Sono onorata di essere cittadina di Reggio Emilia. La mia stima verso la comunità reggiana non è formale, è sostanziale. Di questa città ho sempre apprezzato serietà, operosità, senso civico e rispetto istituzionale. Una città in cui nel 1797 veniva innalzato nella piazza principale l’Albero della Libertà e in cui nasceva il Primo Tricolore; una città impegnata senza risparmiarsi nell’antifascismo.

Il mio intento – ha aggiunto il prefetto De Miro – è stato operare per contrastare quei reati che colpiscono un’economia sana. Un impegno declinato nel segno della sicurezza, mai contro le imprese, ma anzi tutelando la libertà d’impresa nel dettato dell’articolo 41 della nostra Costituzione, dove si legge che l’iniziativa economica ‘non può svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana’.

Si tratta di problematiche in realtà sempre aperte – ha aggiunto il prefetto De Miro – La mafia asciuga la linfa vitale delle comunità, toglie futuro ai nostri figli. Il mio augurio è che il processo Aemilia, un fatto importantissimo, di rilievo storico, serva da autentico anticorpo; spero che questo processo abbia ‘suonato la sveglia’ sul grave e reale pericolo, sul danno alla società e all’economia che la mafia porta con sé. Sappiamo che la mafia si può vincere e che la si vince se la si combatte insieme.

Con tanti amici – ha concluso il prefetto De Miro – è qui con me oggi la mia famiglia, che condivide il mio lavoro e ha condiviso il mio mandato a Reggio Emilia. Lo sottolineo perché il sostegno di una famiglia è decisivo in queste esperienze, che altrimenti sarebbe difficile affrontare. E nel ricevere la Cittadinanza onoraria, desidero dirvi che mi sono sempre sentita cittadina di Reggio Emilia”.

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