Coopservice nella bufera in Calabria
Mega appalto pulizie all’ospedale di Cosenza: dieci indagati per truffa

5/2/2019 – Coopservice nella bufera per un appalto da 25 milioni di euro in Calabria. Con un blitz congiunto Guardia di finanza e Carabinieri sono entrati nell’azienda ospedaliera di Cosenza acquisendo gli atti con i quali il colosso cooperativo di Pratofontana (capofila di un’associazione temporanea di imprese)  si è  aggiudicata le pulizie di un ospedale calabrese. Affari Italiani.it riferisce che sarebbero almeno dieci le persone, tra funzionari pubblici e dirigenti di Coopservice, ad essere iscritti nel registro degli indagati: “Su tutti aleggia il reato di truffa per il quale potrebbero essere rinviati a giudizio già marzo. Alcuni dipendenti di Coopservice sarebbero stati sentiti dagli inquirenti anche se dal palazzo della Procura le bocche restano cucite, dato lo stretto riserbo che vi è sul caso”.

Roberto Olivi illustra il nuovo piano strategico sino al 2023 ai dirigenti Coopservice

 

Le indagini coordinate dal procuratore di Cosenza Mario Spagnuolo, erano partite nel 2016: I Nas, nel corso di accertamenti sulle condizioni igienico-sanitarie dell’Ospedale civile cosentino, avevano rilevato criticità e incongruenze nella gestione dell’appalto.

Coopservice, guidata dal presidente Roberto Olivi, è un colosso che opera in tutta Italia nel campo dei servizi ospedali, di vigilanza e dei Global Service, con un fatturato vicino dagli 800 milioni e 18 mila dipendenti. A Reggio emilia, fra l’altro, è promotore e capofila del progetto dell’arena spettacoli al Campovolo, voluta come “opera di legislatura” dal sindaco Luca Vecchi.

Secondo quanto trapelato sull’inchiesta calabrese, la cooperativa avrebbe attestato falsamente a proprio vantaggio, attraverso meccanismi contabili,  lavori superiori a quelli effettivamente realizzabili dal personale in servizio nell’ospedale di Cosenza. Il monte ore sarebbe stato ” visibilmente sovrastimato e incompatibile con il numero di lavoratori in servizio per ogni turno”.

Secondo Affari Italiani “è capitato che i dipendenti lamentassero difficoltà nel tempo assegnato per le pulizie. In quattro ore, un lavoratore part time, avrebbe dovuto pulire circa 10-12 stanze degenti, i servizi igienici, l’infermeria, i corridoi e in alcuni casi anche le scale. In totale, in media, 20 stanze, 17 bagni, mobili, letti, comodini, sanitari, passamano e porte. E così ,dopo le proteste di diversi cittadini è intervenuta la Procura che vuole vedere chiaro sull’appalto e sulle dimensioni delle pulizie”.

Alcuni funzionari amministrativi sarebbero accusati di  aver predisposto false attestazioni sulla regolarità dell’esecuzione dell’appalto, necessarie per la liquidazione delle fatture.

All’ospedale Annunziata di Cosenza sono in corso ulteriori verifiche disposte dal procuratore Spagnuolo che impegnano i carabinieri del Noe e Nucleo ispettorato del lavoro.

Sulla vicenda intervengono i parlamentari 5 Stelle Maria Edera Spadoni, Davide Zanichelli, Maria Laura Mantovani, Gabriele Lanzi che ricordano fra l’altro le difficoltà di Alleanza 3.0, gli stipendi in ritardo a Tecton e la recente denuncia delle lavoratrici del Santa Maria Nuova sui carichi di lavoro raddoppiati con l’arrivo di Coopservice all’Arcispedale. Sul banco degli accusati, secondo i 5 Stelle, c’è il Pd.

“I valori della cooperazione prampoliniani sono abbandonati da decenni e migliaia di famiglie vivono nell’incubo di perdere risparmi e lavoro – scrivono depuitati e senatori M5S – Qualcuno in Piazza Prampolini dal più alto scranno Pd vuole almeno chiedere scusa per tutto questo? Qualcuno vuole fare chiarezza su quello che sta accadendo a Coop Alleanza 3.0? Qualcuno vuole dire qualcosa su Coopservice?”

 

 

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