Cocaina, reggiano arrestato in Sri Lanka
Si teme per la sua vita


Il reggiano Mattia Giberti, 36 anni, è stato arrestato giovedì scorso nella città di Peliyagoda, sobborgo di Colombo, nella provincia occidentale dello Sri Lanka per spaccio di droga. Secondo quanto riporta l’edizione locale del Sundaytimes il reggiano è stato arrestato insieme a un israeliano di 25 anni.

Giberti e il suo compagno di viaggio sono stati trovati in possesso di 90,78 grammi di cocaina. Sui due turisti avevano da tempo messo gli occhi gli agenti della divisione Crimine della Polizia del distretto di Peliyagoda: il duplice arresto sarebbe avvenuto a seguito di una “soffiata”. Secondo quanto riferito da un ufficiale di Polizia al SundayTimes, “le indagini preliminari condotte su Giberti e l’israeliano hanno rivelato che i due, arrivati in Sri Lanka di in gennaio, nel corso del loro breve soggiorno avevano spacciato cocaina nelle aree di Tangalle, Hikkaduwa e Trincomalee”.

L’arresto mdi Giberti in Sri Lanka: il reggiano è il giovane con la barba, l’israeliano con i capelli lunghi “rasta”

Ora Giberti si trova in carcere e dovrebbe essere interrogato dai magistrati locali entro il 18 febbraio. La notizia si è presto diffusa a Reggio, dove Giberti è piuttosto conosciuto. Preoccupatissimi gli amici che, in attesa di avere notizie certe e dirette, temono che all’amico possa essere inflitta una pena durissima. “Cercando di documentarci attraverso il web, abbiamo letto che il presidente dello Sri Lanka Maithripala Sirisena, proprio la settimana scorsa, ha annunciato che nel giro di due-tre mesi porrà fine alla moratoria sulla pena di morte che vige nel Paese da ormai 43 anni – spiega un amico a Reggio Report – In particolare, ad essere mandati a morte saranno i condannati per crimini relativi al narcotraffico. Evidente, dunque, che queste siano ore d’ansia per tutti noi”.

a.b.

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3 risposte a Cocaina, reggiano arrestato in Sri Lanka
Si teme per la sua vita

  1. Gianluca Vinci Rispondi

    13/02/2019 alle 22:30

    Sono stato in Sri Lanka nel 2005 accompagnando degli studenti dell’Università di Parma, per uso personale c’è la pena di morte

  2. Lucia Rispondi

    15/02/2019 alle 09:03

    Mio figlio si trova nelle carceri di colombo da maggio e non ha avuto ancora un processo.. e nessuno fa niente

  3. Ello Rispondi

    18/02/2019 alle 18:28

    Mi dispiace ma se lavanno proprio a cercare da un lato gli sta bene lo sanno che è così

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