Affare diamanti, truffati in allarme. Federconsumatori invita alla calma: “Nessuna scadenza per il recupero delle pietre”

6/2/2019 – Migliaia di persone che avevano investito in diamanti di valore inferiore a quanto dichiarato (e pagato) allo sportello bancario sono in allarme perchè temono di perdere le loro pietre preziose a seguito del fallimento della Intermarketing Diamond Business, la società che faceva capo a reggiano Claudio Giacobazzi trovato morto il 14 maggio  2018 in una camera d’albergo nella zona del casello A1. Tra Reggio e Parma si concentra almeno il 70% degli investitori (truffati) in un affare che comunque ha proporzioni nazionali e che coinvolge comunque diverse importanti banche.  

Federconsumatori Reggio fa sapere che ogni giorni arrivano almeno una trentina di telefonate negli uffici di via Bismantova per chiedere come recuperare i diamanti in possesso della società fallita. Perchè tanto allarme? Perché – spiega Federconsumatori – “i nostri associati vengono sollecitati a andare oltre il termine del prossimo 8 marzo” per chiedere la restituzione delle pietre preziose.  

Claudio Giacobazzi

 Ma – chiarisce Federconsumatori – “ale termine NON ESISTE riferito al recupero della pietra. Ad oggi non esiste termine entro il quale richiedere tale recupero.”

“Le filiali stanno facendo e creando confusione – afferma il presidente Rino Soragni –  Il termine dell’ 8 marzo 2019 è quello utile per effettuare l’insinuazione al passivo di IDB. Ma il curatore fallimentare ha specificato chiaramente più volte che le pietre, anche se ancora depositate presso IDB, sono proprietà del risparmiatore e quindi devono essere considerati beni di terzi estranei all’attivo e non beni sequestrabili. Il curatore stesso li considera già sottratti all’attivo fallimentare e quindi destinati ad essere restituiti ai legittimi proprietari, nei tempi e nelle modalità che verranno comunicate nelle prossime settimane.”

Federconsumatori è già in contatto con il Curatore di IDB, ed entro il 20 febbraio 2019 avrà un incontro diretto al fine di chiarire le eventuali modalità collettive per recuperare le pietre.

Chi invece fosse già in possesso delle pietre, sarà chiamato in questi giorni dai legali “per valutare la proposta di BPM e l’eventuale chiusura della pratica”.

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