Vent’anni fa il debutto della moneta europea sui mercati
Tramonta la banconota da 500, arriverà quella da un euro?

di GIROLAMO IELO*

Vent’anni fa, lunedì 4 gennaio 1999, si verifica un evento eccezionale: il battesimo dell’euro sui mercati dei cambi.

Ma facciamo un passo indietro.  Il 31 dicembre 1998 vengono definiti i tassi di cambio: un euro varrà 1.936,28 lire italiane. Nelle feste natalizie di quell’anno centinaia di dirigenti bancari e di borsa lavorarono per preparere il debutto della nuova moneta.

Con il primo gennaio 1999 l’euro diventa la moneta ufficiale per Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. Oggi i Paesi dell’Eurozona sono 19. L’euro viene utilizzato per i bonifici bancari e per i pagamenti tramite assegno e carta di credito.

Arriviamo al primo gennaio 2002, l’euro diventa moneta legale ufficiale. Viene immessa in circolazione una massa monetaria di circa 15 miliardi di banconote e oltre 50 miliardi di monete. Sono coinvolti nella nuova moneta 304 milioni di europei. Le valute nazionali dei Paesi europei aderenti vengono gradualmente eliminate, in un processo che si è concluso il primo marzo dello stesso anno.

Nel periodo iniziale vengono commessi diversi errori o sottovalutazioni:

-il cambio euro lire è ritenuto dai più sovrastimato;

-non viene creato un meccanismo finanziario (una specie di paracadute) per quei Paesi (come l’Italia) che periodicamente utilizzavano la svalutazione per dare respiro all’economia. Le svalutazioni, data la frequenza, erano diventate parte del sistema. Venendo a mancare le svalutazioni questi Paesi hanno sofferto in modo particolare;

-nei primi giorni e mesi dell’entrata in vigore della nuova moneta si fece pochissimo per controllare la dinamica dei prezzi al consumo. Si lasciò molto al mercato. Ci furono, per taluni beni e servizi, notevoli aumenti di prezzo.

Addio alla banconota da 500 €. La Bce, nel 2016, dichiara di voler interrompere l’emissione della banconota da 500 euro entro la fine del 2018. La banconota è accusata di essere uno strumento di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo.

Dal 27 gennaio 2019, 17 delle 19 banche centrali nazionali dei rispettivi Paesi dell’area dell’euro cesseranno di immettere in circolazione biglietti da 500 euro. La Bundesbank e la Oesterreichische Nationalbank continueranno a emettere questo taglio fino al 26 aprile 2019 compreso.

Non ci saranno, a partire da queste date, nuove immissioni di banconate da 500 € da parte delle Banche centrali. Quelle attualmente in circolazione continueranno ad avere corso legale e potranno quindi essere utilizzate come mezzo di pagamento, per le spese e il risparmio. Le banche, i cambiavalute e gli altri operatori commerciali possono continuare a reimmettere in circolazione i biglietti da 500 €.

Come tutte le banconote in euro, il biglietto da 500 € manterrà sempre il suo valore e potrà essere cambiato in qualsiasi momento presso le banche centrali nazionali dei Paesi dell’area dell’euro.

Viene calcolato che le banconote da 500 € rappresentano il 2,4% del totale delle banconote in circolazione e il 20% del totale del valore complessivo delle banconote in circolazione, pari a 261 miliardi di euro.

Banconota da 1, 2 euro ?

Va ripresa la discussione sulla introduzione delle banconote da 1 e 2 euro.Non esistono monete da 1 euro e da 2 euro di carta. All’atto della introduzione della moneta unica la Bce decise che i tagli da 1 e 2 euro sarebbero stati di metallo. Giustificò questa decisione ritenendo la moneta di metallo più resistente, meno falsificabile, e con costi di mantenimento inferiori rispetto alla moneta cartacea. Ragionamento che non ha convinto (e non convince) gli Stati Uniti dove 1 dollaro è cartaceo, pur avendo un valore nettamente inferiore ad un euro.

Peraltro in Italia prima dell’euro circolava la moneta cartacea da 1000 lire (quasi la metà di un euro) e mai si pensò di introdurre mille lire metallica. In base a ragionamenti europei, sembra che togliere dalla circolazione le monete metalliche da 1 e 2 euro e stampare biglietti di pari valore avrebbe un costo elevatissimo anche in termini di adeguamento di bancomat, distributori automatici ecc…

A fronte di questi costi si può ribattere che:

-le monete cartacee hanno un valore psicologico diverso rispetto a quelle di metallo. Queste ultime, rispetto a quelle di carta, a parità di valore sono ritenute di scarso valore, contribuendo a spese più “facili”;

-le monete cartacee aiutano a governare meglio l’inflazione perché le persone tendono ad usarle con più parsimonia;

-con le monete cartacee si ha la percezione di maggiore valore al denaro.

Come si può constatare ,la questione merita una ulteriore riflessione da parte delle autorità monetarie europee,  valutando i pro e i contro.

*Tributarista, saggista 

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