Ricordando Claudio, agricoltore e intellettuale dal grande cuore
La scomparsa un anno fa: portò con sé i segreti del misterioso crop circle di Fabbrico

di Pierluigi Ghiggini

19/1/2019 – E’ passato un anno, eppure sembra ieri quando Claudio Bertolini lanciava in occasione della Festa del Tricolore il 7 gennaio 2018 un accorato appello su Facebook, di fronte al crollo delle grandi cooperative,  per il ritorno ai valori autentici che sorressero la volontà di riscatto dei reggiani nel dopoguerra: “E’ doloroso vedere il risultato della crisi degli ideali che ha fatto rinascere l’individualismo tra la gente, sicuramente acuita dal mal uso delle tecnologie di comunicazione nell’ultimo ventennio a questa parte…”. 

Parole che Claudio Bertolini aveva pochi giorni prima di morire in circostanze tragiche: parole, e lo sa bene chi lo ha conosciuto, che esprimevano una sofferenza autentica, umanistica e pura, per le sorti della nostra terra, dell’Italia e per il futuro delle nuove generazioni.

Claudio Bertolini col suo inseparabile gatto

E’ volato un anno da quel 19 gennaio 2018 in cui Claudio Bertolini ci ha lasciati, ma è  come ci fossimo sentiti per telefono solo poche ore fa – come accadeva tra noi con una certa consuetudine – per scambiarci qualche opinione sulle questioni che più gli stavano a cuore, questioni dell’agricoltura, della politica, delle’associazioni professionali, dell’equilibrio tra ambiente e sistema agroindustriale.

Claudio Bertolini con la moglie Pia

Claudio, che avrebbe compiuto 60 anni lo scorso settembre,  è stata una figura unica, forse irripetibile: un grande agricoltore fra i più importanti della bassa, del reggiano e del mantovano, e al tempo stesso un intellettuale che  leggeva avidamente e scriveva in modo torrenziale, appassionato a una molteplicità di materie e ai problemi più disparati, organizzatore di conferenze e dibattiti, esperto di questioni economiche e impegnato nelle associazioni di categoria,  frequentatore di convegni e seminari ai quali portava sempre contributi importanti e ascoltati. Viveva come un dramma personale il declino della cooperazione, a cui aveva dedicato una parte importante della sua vita. Difficile capire dove trovasse il tempo per coltivare una massa di interessi così ampia conciliandoli con un lavoro frenetico, però vi riusciva a prezzo di  non trascurabili sacrifici personali.

Un selfie con la figlia Giorgia

La sua è stata una vita intensa, costellata da innumerevoli vicende e avvenimenti.  Fra itanti  anche la storia segreta del misterioso crop circle comparso in un campo della sua azienda agricola,  a Fabbrico, il mattino del 23 giugno 2012: un disegno a spirale di oltre 26 metri, straordinario nella sua perfezione e nel significato astronomico:. Gli studi su quel crop circle, dichiarato il più bello del mondo in quell’anno, arrivarono alla conclusione che si trattava di una rappresentazione delle Pleiadi nell’allineamento con Giove e Venere registrato proprio in quel solstizio d’estate.

Ma ciò che non è mai stato raccontato, e che Claudio aveva rivelato a pochissime persone, è che lui stesso era stato testimone di quell’evento. “Era un periodo di grande siccità, e io giravo tutta la notte in macchina ad attivare le irrigazioni nei nostri campi – raccontava – Al mattino vidi quei cerchi nel grano, eppure ero passato in quel campo due ore prima ma non c’era niente, proprio niente. Era tutto normale”. Nessuno, insomma,  era a lavorare di di notte  in quel campo per realizzare un’opera d’arte tra le più importanti del fenomeno crop circles a livello mondiale. Opera impossibile da realizzare  in sole due ore e senza l’ausilio di tecnologie avanzate. Bertolini fu dunque testimone di un evento incredibile che ancora oggi rimane senza spiegazioni: lui sapeva, perché lo aveva visto, che nessuno era al lavoro in quel campo di Fabbrico. Eppure il crop circles sorse all’improvviso. Chissà quante persone, nel mondo,  avrebbero voluto essere al suo posto.

Oggi vogliamo ricordarlo anche anche per un avvenimento insolito come questo, mai svelato prima d’ora, per sentirlo ancora più vicino a noi. Oggi, in questo primo anniversario,  condividiamo la nostalgia e la dolcezza del suo ricordo con la moglie Pia e la figlia Giorgia, perché è come se Claudio Bertolini, con le sue passioni da vero umanista, fosse sempre in mezzo a noi.

 

 

 

 

 

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Una risposta a 1

  1. empatia Rispondi

    22/01/2019 alle 13:30

    Mi spiace tanto.
    Condoglianze ai famigliari e tanti amici.

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