Reggio Emilia al 19° posto nell’export alimentare
Una ricerca Confartigianato

30/1/2019 – Reggio Emilia è nella top 20 delle province con la maggiore propensione all’export alimentare (ovvero il rapporto tra il Pil e le esportazioni alimentari), e si piazza in 19posizione. Lo rivela una ricerca di Confartigianato Lapam su un settore che, nel corso del 2018, ha raggiunto il massimo storico. Il made in Italy di prodotti alimentari e bevande conferma il trend di crescita degli ultimi dieci anni con un valore in Italia di 34,4 miliardi di euro negli ultimi dodici mesi (da novembre 2017 a ottobre 2018) e con una incidenza del 2% del Pil, anch’essa ai massimi.

L’export di Alimentare e bevande è sostenuto dalla qualità dell’offerta delle piccole imprese e in particolare dell’artigianato che conta il 35,6% degli addetti del comparto.

Complessivamente nei primi dieci mesi del 2018 l’export di prodotti alimentari e bevande – che rappresenta il 7,3% delle esportazioni italiane – cresce del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, con una maggiore accentuazione per le bevande (+7,0%) rispetto ai prodotti alimentari (+2,1%).

Il successo del made in Italy nel mondo si fonda sulla ricchezza dell’offerta dei territori che producono 299 prodotti agroalimentari di qualità a denominazione di origine e a indicazione geografica e 5.056 prodotti agroalimentari tradizionali. Per valutare la propensione all’export di prodotti alimentari e bevande dei territori abbiamo rapportato il valore dell’export con il valore aggiunto territoriale, in pratica il rapporto tra il Pil generale e l’export alimentare: a fronte di un dato medio per l’Italia di esportazioni pari al 2,28% del valore aggiunto, si registra una maggior propensione all’export di Alimentare e bevande in Piemonte con il 4,54%, Veneto con il 4,19%, Trentino-Alto Adige con il 4,18%, Emilia-Romagna con il 4,01% e Campania con il 2,87%.

Nella classifica per province, appunto, Reggio Emilia è diciannovesima con il 3,8% di propensione all’export. In regione la nostra provincia è quarta alle spalle di Parma, Modena e Ravenna. Nelle prime cinque posizioni assolute si classificano Cuneo, Parma, Verona, Asti e Lodi. 

Tuttavia, la ricerca non rileva il peso effettivo dell’agroalimentare reggiano dell’export, come produttrice di materie prime per i prodotti di eccellenza: suini per il prosciutto crudo Dop di Parma,  basi per l’aceto balsamico di Modena. Il peso del Made in Reggio, insomma, è largamente sottovalutato dalle statistiche.

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