Punti nascite: incontro al ministero “che lascia ben sperare”. Ma i 5 Stelle fanno l’asso pigliatutto
Il resoconto di Salviamo le Cicogne, la protesta dell’on. Fiorini

30/1/2019 – “Una giornata positiva,  che ci lascia ben sperare per il futuro della riapertura del Punto Nascita”. Questo il giudizio del  Comitato Salviamo le Cicogne della montagna reggiana sull’incontro al ministero della Salute – ieri a Roma – dedicato appunto alla riapertura delle neonatologie del Sant’Anna di  Castelnovo Monti, di Borgotaro e di Pavullo, chiuse d’imperio dalla Regione con un’interpretazione rigida della del parametro dei 500 parti l’anno, con il risultato che le neomamme devono andare a partorire anche a 70-80 chilometri da casa affrontando i rischi connessi al trasporto a valle durante le doglie.  Resta un’ombra comunque sull’incontro: il ministero ha invitato solo parlamentari 5 Stelle (Stefania Ascari e la vicepresidente della Camera Spadoni), suscitando la protesta della deputata reggiana di Forza Italia Benedetta Fiorini e il sospetto di un uso propagandistico da parte dei 5 Stelle della battaglia per il punto nascite.

2015: petizione contro la chiusura di neonatologia del S.Anna di Castelnovo Monti: un banchetto per la raccolta firma

Ecco il resoconto dell’incontro al Ministero, diffuso da Salviamo le Cicogne.

“All’incontro c’eravamo noi delle Cicogne, Nadia, Chiara, Agnese, Gianni, poi c’era Maria Cristina Bettini del
Comitato Salviamo l’Ospedale di Pavullo,  Rodolfo Marchini e l’avvocato Marco Moglia in
rappresentanza dei comitati di Borgotaro e delle Donne della Tenda, il sindaco Enrico Bini e il
dottor Carlo Boni, la consigliera regionale Raffaella Sensoli, la deputata Stefania Ascari, la
Vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, il capo di segreteria del Ministro Marcello
Spirandelli, il sottosegretario alla Sanità Armando Bortolazzi, i membri del CPNn dottoressa Angela
De Feo, dottor Rinaldo Zanini con il presidente Gianfranco Jorizzo.
L’incontro è iniziato alle ore 11 ed è terminato alle ore 14.
Molto buono il clima di ascolto e partecipazione, che ha consentito di arrivare al nodo delle
questioni. I comitati si sono trovati uniti nel chiedere che il Ministero adotti le iniziative che gli
competono, Bettini e Marchini hanno sottolineato la richiesta di revisione del parere depositata al
Ministero, noi chiediamo che il Ministero accerti la veridicità dei dati inoltrati dalla Regione sulla
base dei rilievi che le Cicogne hanno sottolineato con il Libro Bianco consegnato questa mattina.
L’obiettivo è quello che venga richiesto dal Ministero al CPNn un nuovo parere essendo il
precedente stilato sulla base di dati non corrispondenti alla realtà, sia per le condizioni
orogeografiche sia per non aver comunicato la fusione dell’ospedale Santa Maria e Ausl in
un’unica entità.
Molto bravo il dottor Boni a difendere la qualità del Punto Nascita del Sant’Anna dal punto di vista
tecnologico e della copertura degli standard professionali.
Interessante la posizione di Bini che evita di parlare di riapertura in moratoria, che forse imbarazza
la linea amministrativa Comune-Regione, ma rilancia l’idea di riaprire attraverso progetti
sperimentali, a maggior ragione in virtù della revisione dell’accordo Stato Regioni.
Importante il dialogo con il CPNn, che ha ribadito che le distanze sono un fattore importante per il
mantenimento in deroga dei PN anche se non raggiungono la quota minima dei 500 parti annui a
patto che gli standard qualitativi vengano rispettati.
I rappresentanti politici si sono mostrati molto vicini alle istanze dei cittadini rappresentati in
questa battaglia dai comitati e anche il sottosegretario Bortolazzi ha fatto in modo di farci capire la
sua massima sensibilità verso la riapertura. Sia i rappresentanti del Ministero che i membri del
CPNn hanno detto che la strada maestra sarebbe la richiesta di nuovo parere da parte della
Regione.


Su questo torneremo a farci vivi presso la Regione e con la Commissione tecnica regionale.
Dal canto nostro abbiamo insistito su una iniziativa autonoma del Ministero che porti ad una
nuova richiesta di deroga. Ci hanno assicurato che interesseranno il Ministro Grillo nel merito oltre
ad approfondire la questione con il CPNn.
A questo punto, con molta semplicità diciamo: siete ormai tutti sulla dirittura per tornare ad
assicurare alle donne della montagna il momento del parto, trovate voi la forma che più vi garba
ma fatelo, la politica serve a trovare soluzioni e non a creare problemi insormontabili.
Noi continuiamo a stare sul pezzo.
Anche il Presidente del CPNn in un qualche modo ce lo ha riconosciuto quando nel salutare Nadia
ha detto che finalmente può associare un volto ad un comitato di cui sente parlare e che segue da
tanti anni”. Il comitato Salviamo le Cicogne

BENEDETTA FIORINI: I PUNTI NASCITE NON SONO DI PROPRIETA’ M5S

“Non è ammissibile che su un tema tanto sentito come quello dei punti nascita situati in zone oro-geografiche difficili, come quelle montane dell’Emilia-Romagna, in particolare Pavullo nel Frignano, Castelnovo Monti e Borgo Val di Taro, di cui io e tutta Forza Italia chiediamo con insistenza la riapertura da mesi, fin da prima che Giulia Grillo diventasse ministro, sia stata convocata per domani una riunione al ministero invitando soltanto parlamentari e consiglieri regionali del M5S e associazioni vicine ai grillini”: lo dichiara la deputata reggiana Benedetta Fiorini, vicecommissario di Forza Italia in Emilia-Romagna.

Benedetta Fiorini durante un intervento alla Camera

“La salute e il ministero della salute non sono di proprietà della Grillo e del M5S ma di tutti gli italiani – aggiunge Fiorini –  Gli esponenti del M5S sono liberissimi di riunirsi dove vogliono, ma non di utilizzare i ministeri come sede di partito. Stigmatizziamo con fermezza il comportamento del ministro Grillo che ha volutamente escluso da quel dibattito Forza Italia, le altre forze politiche e tutti i comitati di cittadini interessati al tema e che si battono per la riapertura dei punti nascita”.

IL SINDACO BINI: SI VA NELLA DIREZIONE GIUSTA. ORA INCONTRO CON LA REGIONE 

“Un appuntamento interlocutorio, ma che ritengo vada nella giusta direzione”. Così il Sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, si esprime in merito all’incontro al Ministero della Salute, al quale erano stati invitati altri rappresentanti di comitati tra i quali Salviamo le Cicogne, sul tema dei Punti nascita chiusi nei mesi scorsi nell’Appennino Emiliano (Castelnovo Monti, Borgotaro e Pavullo nel Frignano, chiusi da ottobre 2017) perchè non rientravano nel parametro fissato dalla Commissione Stato Regioni del 2010 di almeno 500 parti all’anno. All’incontro ha partecipato per il Governo il Sottosegretario del Ministero della Salute Professor Armando Bartolazzi, il Capo Segreteria della Ministra Grillo Marcello Spirandelli, e alcuni componenti della Commissione nazionale Percorso Nascite.
Spiega Bini: “Nel corso dell’incontro ho avuto modo di ribadire le azioni che da mesi ritengo siano le uniche attraverso le quali pervenire a una riapertura del punto nascite dell’Ospedale Sant’Anna: una revisione del parametro dei 500 parti annui per tenere aperti i servizi di questo tipo in zone disagiate, e l’attivazione di un progetto sperimentale per le Aree interne, di cui facciamo parte e rappresentiamo l’esperienza più avanzata in Regione. Azioni che avevo avuto modo di proporre già nell’incontro pubblico del giugno 2018 su cui ora vedo con piacere una convergenza anche del Comitato Salviamo le Cicogne, che allora invece chiedeva esclusivamente un’azione autonoma della Regione per riaprire il servizio.

Anche il Sottosegretario Bartolazzi ha ribadito che qualsiasi iniziativa verso la riapertura del Punto nascite dovrà pervenire attraverso una collaborazione tra Ministero e Regione, in particolare portando avanti la revisione dell’Accordo Stato Regioni del 2010, tema sul quale avevano concordato Bonaccini e la ministra Grillo nel loro incontro dei giorni scorsi. È comunque già oggi positivo che tra diversi interlocutori, Ministero, Regione, Enti locali, Comitati, sia ormai condivisa la richiesta di slegare i servizi fondamentali per territori periferici e disagiati da parametri numerici che li vedranno sempre sfavoriti e perdenti. Da parte nostra, ribadiamo anche la disponibilità a sostenere, attraverso l’appartenenza alla Strategia Aree Interne, gli investimenti necessari per riaprire il Punto nascite in piena sicurezza, visto che sarà fondamentale l’adeguamento della dotazione del personale Ausl necessario da far operare in rotazione con il Santa Maria Nuova, l’istituzione della guardia pediatrica H24 che era di fatto l’unico parametro che mancava per equiparare la sicurezza di Castelnovo agli standard richiesti, e la riattivazione della reperibilità ginecologica notturna che era stata ridotta su scelta dell’Ausl a seguito della chiusura del Punto nascite.

Alla Regione chiederemo un incontro, con anche il coinvolgimento della Commissione regionale percorso nascite, per confrontarci con questo percorso di revisione dell’Accordo Stato Regioni del 2010, e iniziare a predisporre una nuova richiesta di deroga e di pronunciamento della Commissione nazionale, che fotografi anche le problematiche emerse dalla chiusura del servizio”. 

 

M5S: IL MINISTERO CONFERMA LA COMPETENZA REGIONALE 

“Una battaglia di civiltà, saremo sempre a fianco delle mamme della montagna, per questo noi portavoce del Movimento 5 Stelle abbiamo fortemente voluto essere presenti all’incontro  con i vari comitati punti nascite dalle “Cicogne” al Comitato di Pavullo in rappresentanza anche del comitato Di.na.mo e quello di Borgotaro” dichiarano in una nota stampa congiunta la Vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, la deputata Stefania Ascari e la consigliera 5 stelle della Regione Emilia Romagna Raffaella Sensoli a margine dell’incontro odierno presso il Ministero della Salute alla presenza del Sottosegretario Bartolazzi in merito alla riapertura dei Punti nascita dell’Emilia-Romagna.

PARERE COMITATO PUNTI NASCITA CONSULTIVO NON VINCOLANTE: COMPETENZA REGIONALE “Su mia richiesta il Comitato Punti Nascita Nazionale ha confermato che il proprio parere è consultivo e non vincolante. Questo avalla la nostra posizione sul fatto che la competenza sulla riapertura è regionale. Ribadiamo inoltre che la richiesta di deroga presentata dalla Regione era incompleta”, afferma  la Vicepresidente Spadoni già presente insieme alla deputata Ascari al primo appuntamento lo scorso 19 dicembre.

ANALIZZARE OGNI SINGOLO CASO, DISPONIBILITA’ ANALISI SINGOLE RICHIESTE – “Il Sottosegretario alla Salute Bartolazzi (MoVimento 5 Stelle) ha dichiarato che è fondamentale valutare la situazione di ogni singolo Punto Nascita con dati certi asserendo che non si può generalizzare e vanno analizzati diversamente caso per caso da qui la disponibilità ad analizzare le singole richieste”.
‘PATTO DELLA SALUTE’ PER RIVEDERE CRITERI – “Come ha affermato la Ministra della Salute Grillo, in considerazione del progressivo calo degli indici demografici del Paese, della carenza di alcune figure professionali sanitarie e per l’evidenza di situazioni territoriali caratterizzate da particolare disagio orogeografico, è necessario valutare insieme alle Regioni l’attualità dell’Accordo Stato-Regioni del 2010, recepito poi dal DM 70/2015 e utilizzare il “Patto della Salute” per aggiornare i criteri. Continueremo sempre a portare avanti le istanze e i diritti delle mamme della montagna: il MoVimento 5 Stelle ha da sempre lavorato per favorire la riapertura dei Punti Nascita con i necessari livelli di sicurezza. I cittadini devono riavere il servizio di cui sono stati privati, è un loro diritto” concludono Spadoni, Ascari e Sensoli.

 

 

 

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Una risposta a 1

  1. Gianni Rispondi

    30/01/2019 alle 11:55

    Direttore, in realtà c’era chi aveva chiesto un incontro, perché quell’incontro non era ad invito.
    Ma capisco la posizione dell’onorevole Fiorini, meno quella di Delrio e di Rossi.
    Piuttosto… sarebbe utile che la Fiorini non usasse nei nostri confronti semplificazioni per noi molto deludenti quando ci definisce “associazioni vicine ai grillini”.
    Il nostro è un semplice comitato ma ha la schiena dritta e la mosca al naso, tutte le volte che qualcuno prova a metterci il cappello poi se ne pente.
    Abbiamo un obiettivo: riaprire in sicurezza un punto di assistenza al parto, per farlo interloquiamo con tutti ma da nessuno accettiamo condizionamenti.

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