Le foibe e il martirio di Norma Cossetto
Red land-Rosso d’Istria al cinema al Corso

7/1/2018 – Arriva anche a Reggio l’atteso film  “Red Land – Rosso d’Istria” del regista italo aargentino  Maximiliano Hernando Bruno, on Selene GandiniFranco NeroGeraldine ChaplinSandra CeccarelliRomeo Grebensek. 
Le proiezioni martedì 8 gennaio  al cinema Al Corso di viale Garibaldi alle 18,45 e alle 21,30. 

Nonostante i boicottaggi, Rosso d’Istria fa il pieno di spettatori dovunque venga proiettato.

Il film racconta la tragedia delle foibe e in particolare la triste sorte di Norma Cossetto, stuprata da un gruppo di partigiani, seviziata e poi gettata ancora viva nella foiba di Surani. Il suo corpo fu ritrovato nel 1943 dai Vigili del Fuoco di Pola. Giuseppe Comand, 98 anni, è l’unico di quei pompieri ancora vivo e ad Avvenire di recente ha raccontato che Norma era seduta, la schiena appoggiata alla parete di roccia, gli occhi aperti verso l’imbocco della Foiba“.

La sorella di Norma, Licia Cossetto, scomparsa nel 2013 nello stesso giorno, il 5 ottobre, in cui 70 anni prima sua sorella veniva gettata viva nella foiba di Villa Surani, disse:  “Insieme  a mia sorella Norma ricordo il nostro papà Giuseppe, infoibato anche lui, con parecchi altri miei familiari. La nostra colpa era quella di essere italiani e di voler restare italiani. Norma avrebbe potuto salvarsi qualora avesse aderito alle richieste dei suoi assassini che le proposero di restare con loro e di diventare Croatacosa che lei respinse coraggiosamente, alla luce della sua fedeltà alla Patria. Allora, la portarono ad Antignana, la legarono ad un tavolo col filo di ferro uncinato ai polsi ed alle gambeerano una ventina, e fecero di lei quello che volevano, torturandola ed usandole ripetute violenze. Norma chiedeva acqua e chiamava la mamma, ma nessuno si mosse a pietà. Non sarò tanto diplomatica, diversamente da altri. Ho il dente avvelenato perché lo Stato Italiano si è ricordato di noi troppo tardi. D’altro canto, la colpa è anche nostra, perché quello istriano è soprattutto un popolo laborioso e paziente, che ha scelto l’Esodo in massa tirandosi su le maniche e mettendosi a lavorareio stessa ho insegnato per 42 anni.

Nell’esilio sono stata oggetto di tanti torti, ma anche in Istria ero stata imprigionata e riempita di botte; per mia fortuna trovai un compagno di scuola che mi sottrasse ai nostri carcerieri riportandomi a casa, da dove, quella stessa notte, potei fuggire con una zia, raggiungendo a piedi Trieste con una marcia di 60 chilometri. Ho il dente avvelenato per tanti motivi ma, come ripeto, prima di tutto per il silenzio ufficiale che ha coperto per 60 anni la nostra tragedia. 

E poi, chiedo a chiunque sia andato a scuola se ha mai trovato in un libro di testo una parola sulla terribile vicenda istrianaignoranza voluta e programmata. Il 10 febbraio 2006, quando il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi mi ha consegnato la Medaglia d’Oro al Valore concessa alla memoria di Norma per il nobile comportamento davanti agli aguzzini e per il rifiuto di collaborare col nemico, e mi ha chiesto se fossi contenta, gli risposi ringraziando, ma rammentando che aspettavo da troppo tempo, senza che nessuno si fosse mai ricordato dei nostri infoibatiDobbiamo dire grazie alle forze armate tedesche, se a seguito della loro temporanea occupazione dell’Istria siamo riusciti a recuperare i resti di alcune vittime, ma la gran parte è ancora laggiùLe foibe sono custodi del nostro dramma sconosciuto

Bisogna informare meglio, anche sulla consueta versione secondo cui il martirio istriano avrebbe avuto luogo a causa esclusiva dei partigiani di Tito. In realtà, loro occuparono subito qualche centro maggiore, all’indomani dell’8 settembre 1943, ma in quelli minori furono i partigiani locali – nostri concittadini italiani! – a scatenarsi: venivano di notte a farci alzare ed a sparare sopra i letti, ed anche gli assassini di mia sorella erano compaesani comunisti, che ricordo benissimo uno per unoCostoro hanno persino la pensione dell’INPS, compresi i superstiti del gruppo che aveva torturato ed infoibato Norma“.

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Una risposta a 1

  1. Laurentia Rispondi

    08/01/2019 alle 15:44

    Norma mi ha accompagnata , nel mio cammino di storia, di ricerca della verita’, taciuta o mistificata x decenni.
    Ho conosciuto questa splendida ragazza italiana, istriana, attraverso i libri di Marco Pirina, quel suo sorriso cosi’ solare, leale, quegli occhi cosi’ limpidi mi hanno concquistato e Norma e’ entrata nella mia vita.
    Per la terza volta torno a vedere Red land Rosso Istria, so che usciro’ stordita come se un pugno mi avesse colpito in pieno stomaco,addolorata x una realta’ storica da me conosciuta, ma sconosciuta ai piu’; con questo film tanti isapranno e il 10 febbraio saremo in tantissimi a ricordare i martiri delle foibe

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