Il caso scottante del lisozima nel Grana Padano: cosa fa la Regione Emilia-Romagna?

17/1/2019 – Quale posizione ha la Regione Emilia Romagna sul caso lisozima -Grana Padano? Quali indicazioni operative ha dato agli organi di controllo a seguito della circola del maggio scorso con cui il ministero della Salute ha di fatto sutorizzato la cancellazione della parola “conservante” a proposito del lisozima contenuto nel Grana Padano? Ha mai controllato se nell’etichettatura del Grana Padano sia presente la definizione del lisozima come conservante?
Questi è altri quesiti sono contenuti in una nuova interrogazione della consigliera M5S Giulia Gibertoni alla Giunta regionale e all’assessore competente.

Giulia Gibertoni

Il problema non è di poco conto, visto che la circolare della direzione sicurezza non autorizza esplicitamente l’eliminazione della parola conservante, sin da maggio la direzione del Consorzio Grana Padano ha dato indicazione ai produttori di eliminarla.
Il quesito non è di poco conto perché Piacenza è nella zona di produzione del Gp. Inoltre quali istruzioni sono state date alle Asl dell’Emilia-Romagna in caso di controlli da parte dei servizi che si occupano di sicurezza alimentare.
«Sarebbe utile capire è se esista, o se sia mai esistito, un protocollo per l’accertamento di eventuali infrazioni in materia di etichettatura degli alimenti – spiega Giulia Gibertoni – Nel caso del Grana Padano DOP, in particolare, l’indicazione della dicitura ‘conservante’ prima dell’additivo lisozima da uovo». Nell’interrogazione, infatti, si ricorda come il lisozima dovrebbe essere necessariamente qualificato come additivo alimentare così come individuato in diversi documenti e regolamenti dell’Unione europea.

 

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