Ferrarini spa, è arrivato il cavaliere bianco
E per Vismara accordo fatto con Amadori

29/1/2019 – Due importanti soggetti imprenditoriali hanno avanzato proposte concrete e rapidamente realizzabili per il gruppo agroalimentare Ferrarini: è quanto emerso nel corso dell’incontro avvenuto questa mattina nella sede di Unindustria Reggio Emilia tra l’azienda, i commissari  e i sindacati  di categoria Cgil, Cisl e Uil, le Rsu del salumificio Vismara, presenti Lisa Ferrarini, il commissario Bruno Bartoli, il commissario di Vismara Cadoppi e il commercialista Bagni.

La stagionatura di Ferrarini a Lesignano nè Bagni

Per Vismara si parla di un’acquisizione al 100%, ormai in dirittura d’arrivo da parte del gruppo romagnolo Amadori (carni bianche), che pure in ottobre aveva smentito il proprio interessamento: ad Amadori andrebbe il controllo dei salumifici lombardi, mentre alla famiglia Ferrarini resterebbe una quota di minoranza. Ciò a conferma che nel mondo degli affari anche le smentite e i silenzi valgono tutt’al più lo spazio d’un mattino.

Per Ferrarini Spa (prosciutti) invece è  in vista l’ingresso di un partner industriale sempre di primo piano del settore alimentare con una importante quota societaria, la cui percentuale al momento non è stata divulgata. Per entrambe le operazioni verrebbero garantiti i livelli occupazionali attuali e, per quanto riguarda Ferrarini, la piena ripresa dei volumi produttivi dello stabilimento del prosciutto crudo di Langhirano.

Bruno Bartoli

A Rivaltella invece è già stata avviata la chiusura della produzione, che sarà spostata in altra sede. Dove? Lo si saprà il prossimo 18 febbraio, in un nuovo incontro nel quale saranno resi noti anche i nomi dei “cavalieri bianchi” di Vismara e Ferrarini Spa.

A proposito dei “cavalieri bianchi” in arrivo per Ferrarinii Spa e Vismara,  segretario Flai-Cgil di Reggio Emilia Giovanni Velotti riferisce che  si tratta di  due soggetti industriali, quindi non fondi di investimento, che non sono concorrenti della Ferrarini”.
Un fatto che rassicura i lavoratori ” perche’ i potenziali investitori, di cui ad oggi non conosciamo i nomi, sono soggetti che vorrebbero fare investimenti per dare continuità alle attività  del gruppo e per la salvaguardia dell’occupazione”.

Il gruppo Ferrarini, nonostante la crescita costante dei fatturati, è crollato sotto il peso di debiti per circa 300 miliardi: ad affondarlo anche le operazioni finanziarie con Veneto Banca, poi finita a gambe all’aria.. Nel 2016 il gruppo si era scisso in due parti: da un lato le produzioni industriali di prosciutto e salumi, ossia le aziende Ferrarini spa (con sedi a Reggio Emilia e Parma) e Vismara (a Lecco) e dall’altro la societa’ Agricola Ferrarini, cui fa capo il resto delle attività (come la produzione di parmigiano, vino e aceto balsamico) e che ha in capo la maggior parte del patrimonio.

Lisa Ferrarini

 

Dopo il “tavolo” in via Toschi, la delegazione sindacale è stata ricevuta in comune dal sindaco Vecchi, presenti il vicesindaco Matteo Sassi e gli assessore Daniele marchi e Alex Pratissoli. L’intervento responsabile della ‘urbanistica si spiegherebbe con i progetti della famiglia Ferrarini sulla villa di Rivaltella, una volta cessata l’attività produttiva

“Sia pure in un contesto ancora non definitivo e non formalizzato – si legge in una nota diffusa dal Comune di Reggio –  gli elementi riferiti dai rappresentanti sindacali e dei lavoratori si possono considerare positivi nell’evoluzione della situazione, rispetto in particolare alle prospettive di salvaguardia occupazionale, di mantenimento della sede produttiva reggiana e del prodotto, fra i più rinomati nel mondo. Tali elementi sono determinati dal previsto ingresso di un nuovo socio, quale partner industriale, non concorrenziale sul piano produttivo.

La conferma di questi presupposti in futuro “non potrà che mantenere attiva una realtà produttiva e occupazionale di primo piano, con un marchio e un prodotto identitari reggiani, al vertice di una filiera territoriale ‘di sistema’, che è di riconosciuta qualità e di assoluto rilievo anche sotto il profilo dell’indotto”. Il sindaco ha confermato “l’attenzione istituzionale, la compattezza del territorio e la responsabilità collettiva, sia oggi, sia negli sviluppi che seguiranno”: “Siamo e restiamo impegnati anche nei prossimi mesi – ha concluso– rispetto al mantenimento del presidio occupazione e alla produzione di alta qualità nel territorio reggiano”. In sostanza, l’amministrazione comunale non approverebbe una delocalizzazione della produzione dei prosciutti cotti.

 

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2 risposte a Ferrarini spa, è arrivato il cavaliere bianco
E per Vismara accordo fatto con Amadori

  1. AL Rispondi

    29/01/2019 alle 20:33

    Siamo possessori di minibond Ferrarini con scadenza 2020, e stiamo seguendo la vicenda con attenzione. Abbiamo letto con il massimo interesse questo articolo, e ci auguriamo che si trovi una soluzione che tuteli i lavoratori e la continuità dell’azienda, nell’interesse reciproco. Auspichiamo che le trattative siano avviate in questa direzione. Tuttavia vogliamo attirare l’attenzione anche nei confronti degli obbligazionisti come noi, che hanno investito fiduciosi i propri risparmi in una primaria azienda locale, e che ora si trovano tra le mani titoli illiquidi e dal destino molto incerto. La situazione dei minibond appare al momento alquanto nebulosa: durante l’ultima riunione convocata dai legali Ferrarini a Milano non sono state date spiegazioni significative. Inoltre è stata prospettata la nomina a breve del rappresentante degli obbligazionisti, e questo fino ad ora non è avvenuto. Manca quindi un punto di riferimento per gli investitori, e siamo ormai nelle ultime fasi del concordato. Ciò che chiediamo a tutti responsabili coinvolti è un occhio di riguardo nei nostri confronti, evitando di considerare i bondisti come investitori di secondo piano, subalterni agli interessi delle stesse banche creditrici. Se tra i lettori qualcuno desidera contattarci, può farlo alla mail [email protected]

  2. LIDIA ROMEI Rispondi

    03/02/2019 alle 23:30

    Spero davvero che ci sia un futuro anche per noi e che il denaro investito non vada perso: non ci posso pensare… Magari una cedola meno ricca e la restituzione del capitale in tempi più lunghi, questo ci può stare, ma non altro!

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