“Controlli martellanti alle ex- Reggiane, però andiamoci piano con lo sgombero totale”
Il questore Sbordone spiega perché

8/1/2019 – Nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Reggio Emilia si e’ discusso anche della possibilità di uno “sgombero totale” per l’annoso problema dei capannoni dismessi delle ex officine Reggiane, occupati abusivamente. Ma l’ipotesi è stata accantonata in favore di quella piu’ “soft”, applicata in questi mesi, che prevede la bonifica strutturale degli immobili e l’avvio di percorsi di reinserimento curati dai servizi sociali del Comune per le persone non clandestine che vivono nell’area industriale.

Il questore di Reggio Emilia Antonio Sbordone ha rivelato il retroscena  commentando l’arresto dello stupratore seriale latitante ghanese, il primo del 2019 avvenuto nell’area ex Reggiane.

Il questore Antonio Sbordone

“Di sgombero totale se ne e’ parlato, ma si e’ deciso di procedere come stiamo facendo”, conferma il questore, aggiungendo: “Dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto nel 2018, cioè continuare ad essere martellanti nei controlli alle Reggiane. Il problema non è risolto né potevamo illuderci di risolverlo in così poco tempo, ma la strada da perseguire è ancora quella”. Sbordone spiega chiaramente la sua contrarietà ad uno sgombero perché “questi interventi invasivi spesso determinano problemi maggiori di quelli che si intende risolvere”, nel senso che “queste persone si riversebbero poi nella zona di via Turri e della stazione”.

Inoltre, osserva il questore, “gli occupanti sono tutti illegittimi in quel posto perché non sono case, ma alcuni sono poveri cristi, ci sono andato personalmente e ne ho visti tanti: non è giusto fare di tutta l’erba un fascio, io non l’ho mai fatto e non lo farò mai”. Per il momento quindi “sono soddisfatto del lavoro che è stato fatto perche’ abbiamo liberato Reggio da alcune persone pericolose oltre che indesiderate e per il momento continuerei su questa strada”.

Il cancello di via Agosti chiuso e cementato

Poi “non dipende solo da me, ma io andrei cauto con interventi di tipo più massiccio”. Su un punto però il questore di Reggio Emilia concorda: “Condivido il fatto che bisogna accelerare sull’espulsione di quanti più clandestini possibile, i tempi sono lunghi, ma non li abbiamo sprecati perchè i risultati ci sono”. Infatti “nei primi mesi del mio incarico erano un centinaio circa, ora sono tra i 50 e i 60: dobbiamo insistere”.

“Le espulsioni sono state fatte, avremmo potuto farne molte di più, ma purtroppo i posti disponibili nei centri di identificazione sono pochissimi”.  “Spesso- aggiunge- come questore non posso fare altro che emettere un’ordine di allontanamento che il piu’ delle volte non viene rispettato”. Tuttavia, promette Sbordone, “qualcuno lo abbiamo espulso e continueremo a farlo”.

e a proposito dei controlli alle ex-Reggiane, informa il questore, “avvengono tutte le settimane almeno due volte a settimana, perche’ una particolare criticità in quella zona c’e’. Dobbiamo far sentire la presenza delle forze dell’ordine e dello Stato, continuando a identificare le persone e ad espellere quelle che riusciamo”.

Infine, “auspico che possa continuare, ma continuerà sicuramente, la concertazione con il Comune sull’attività da farsi ai fini della bonifica strutturale di questi posti e anche per tirare fuori dalla marginalità gli occupanti”. Conclude Sbordone: “a coloro che non sono clandestini bisognerà permettere di inserirsi nel nostro tessuto sociale, vale a dire trovare loro una casa e un lavoro”.

(Fonte: agenzia Dire) 

 

 

 

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