Caso Lisozima-Grana Padano, l’ex ministro Lorenzin prende le distanze: “Di quella circolare non sapevo niente”
Come la mettiamo?

15/1/2015 – L’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin non sapeva della circolare firmata dalla dirigente Gaetana Ferri  che ha di fatto autorizzato l’eliminazione della parola conservante dalle etichette del Grana Padano, in relazione al lisozima impiegato la corretta maturazione delle forme di quello che è il maggior concorrente del Parmigiano Reggiano (formaggio, questo,  che invece non ha bisogno di alcun conservante per stagionare come si deve).

L’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin

E’ lo stesso ministro Lorenzin a precisarlo in una dichiarazione rilasciata al sito Redacon, nella quale afferma che il nuovo ministro Giulia Grillo “può chiedere un nuovo parere tecnico al nuovo Consiglio superiore della sanità e alla direzione alimenti del Ministero”,

La circolare del maggio scorso, emanata quando il governo Gentiloni era agli sgoccioli, aveva  comunicato il parere favorevole del Consiglio superiore della Sanità al declassamento del lisozima da conservante ad adiuvante tecnologico, ma solo per il Grana Padano (l’obbligo di segnalarlo come conservante, in base alle norme europee, rimane per tutti gli altri formaggi), con la disposizione agli assessorati regionali e agli organi preposti alla tutela di comunicare tale decisione ai produttori.

Una confezione di grana Padano dopo circolare del ministero della Salute: la dizione CONSERVANTE è sparita

Era stato il consorzio del Grana Padano (presidente Baldrighi e direttore generale Berni) a chiedere al ministero della Salute il  declassamento del lisozima, e la circolare ha coronato un obiettivo perseguito da anni.

Dunque, il ministro Lorenzin ha dichiarato a Redacon di “non avere visto quella nota che venne emessa dal Consiglio superiore della Sanità, in quanto questo è un organo terzo e, poi, le decisioni vanno sotto la competenza del Ministero della Salute. Questi – ha aggiunto – mica  sono atti che passano dal ministro. La nuova ministra alla Sanità Grillo potrà chiedere in merito spiegazioni alla stessa direzione che, però, per dare un parere diverso deve avere un elemento di novità  tecnica o normativa, altrimenti qualcuno potrebbe chiedergli perché si era espressa in altro modo. La direzione alimenti deve essere terza”.

“Sulla vicenda – conclude Lorenzin – fermo restando che io non mi sento minimamente parte in causa perché queste vicende neanche hanno sfiorato il mio tavolo decisionale, ma sono  rimaste sul livello tecnico scientifico del ministero , si può chiedere un nuovo parere tecnico al nuovo Consiglio superiore della sanità e alla direzione alimenti del Ministero, sottolineando aspetti che potrebbero essere stati non analizzati in modo opportuno la volta precedente”.

Il fatto è che il lisozima è elencato come conservante nei regolamenti dell’Unione europea (E 1105), che non possono essere nè aboliti nè cambiati da una circolare. Non necessarie ben altre procedure che in questo caso non sono state rispettate. Infatti, il direttore generale della Sicurezza alimentare, la veterinaria Gaetana Ferri (che anche alla recente convention del food journalism ha chiesto maggiore impegno ai media nell’informare i consumatori) si è guardata bene dall’autorizzare esplicitamente l’eliminazione della parola conservante dall’etichette del Grana Padano, limitandosi a comunicare il parere del Consiglio superiore di Sanità (che infatti non è una decisione, bensì un parere).

Gaetana Ferri

Le ragioni per un’interpretazione autentica della circolare (in attesa dell’esito dei ricorsi presentati dal consorzio del Parmigiano reggiano, e degli esposti dell’agricoltore Lorenzo Fanticini) sono più di una. Ma bisogna fare presto, perchè con la circolare Ferri produttori e confezionatori si sono sentiti autorizzati a tirar via la parola conservante. Una cancellazione piccola, che può valere oro sul mercato, ma forse illegale. Sicuramente non un buon servizio all’informazione dei consumatori.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *