“Battisti libero”, striscione in zona universitaria a Bologna
Vinci condanna: “Un pezzo di sinistra non ha ancora fatto i conti con gli anni di piombo”

15/1/2019 – Uno striscione con la scritta ‘Battisti libero‘ è comparso in Piazza Verdi a Bologna, nella  zona universitaria di Bologna. Il riferimento è chiaramente all’ex terrorista dei Pac Cesare Battisti, arrestato in Bolivia ed estradato ieri in Italia. Nello striscione si legge anche ‘amnistia per tutti compagni e le compagne’, oltre alla firma ‘Noi restiamo’ con la stella a cinque punte di triste memoria.

Lo striscione con la scritta ‘Battisti libero!’ comparso in Piazza Verdi, nella zona universitaria di Bologna, 15 gennaio 2019

La presenza dello striscione pro Battisti, sotto un altro che chiede verità per Giulio Regeni e accanto a vari murales, è stata notata da diverse persone che hanno condiviso la foto sui social network. “Siete la feccia di questa città” scrive la sezione bolognese di Casapound commentando la foto. In mattinata nella piazza c’è stato un sopralluogo della Polizia.

Il deputato e segretario della Lega emiliana Gianluca Vinci, vicepresidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, parla di “fatto gravissimo” a testimonianza  “che gli anni di piombo, almeno in Emilia, non sono ancora stati correttamente ripensati e disconosciuti da tutta la Sinistra: frange estreme che continuano a gridare alla pace, alla democrazia e alla libertà per poi giustificare Cesare Battisti, non certo una brava persona ma un assassino efferato”.
Occorre – sottolinea Vinci – “una condanna univoca di quei fatti e di quei criminali, senza che nessuna parte politica si senta accusata e quindi cerchi di minimizzarli o ancor peggio giustificarli. Nessuno deve chiedere la liberazione di Battisti, né gruppi anarchici, né tanto meno rappresentanti delle istituzioni come si è visto tristemente in questi giorni: chi non condanna atti così violenti semina odio, occorre quindi ripensare l’istruzione nelle scuole, è una questione di ignoranza di cosa ha rappresentato quel periodo, nelle scuole emiliane si dovrebbe insegnare la storia degli anni di piombo, volutamente dimenticata”.

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