Anche in Iren potere Pd in declino
Scontro tra i sindaci sul nuovo patto parasociale

11/1/2019 – Il cambiamento della mappa politica dei Comuni ha tra i suoi effetti anche la fine del potere assoluto del Pd nel gruppo Iren, la multiutility più politicizzata d’Italia.

Se prima tutti i comuni del patto avevano sindaci e meggioranze di sinistra, ora l’unico Pd rimasto a presidiare la fortezza Bastiani il primo cittadino di Reggio Emilia Lucca Vecchi. Oggi la sindaca Appendino di Torino è dei 5 Stelle il sindaco di Genova Bucci è un manager di area  Lega, la sindaca di Piacenza Patrizia Barbieri (l’unica italiana nella lista dei sindaci migliori del mondo) è del centro destra e Pizzarotti di Parma è autonomo di derivazione grillina ma in costante avvicinamento al Pd (si parla addirittura di una sua lista civica reggiana a sostegno di Vecchi).

In altre parole  i dem non possono fare più quello che vogliono: per parafrasare Fassino, “non hanno più una multiutility”.

E’ questa la chiave per comprendere le fibrillazioni in atto tra i soci del patto parasociale Iren a proposito di una  clausola inserita nel nuovo patto che dovrà essere discusso e approvato a fine febbraio da un’assemblea straordinaria. Già si affilano le armi, perchè chiaramente chi ha comandato sinora farà di tutto per non mollare l’osso.

I sindaci di Genova Bucci (a destra) e di Reggio Emilia Luca Vecchi in un incontro a palazzo Tursi

Secondo Radiocor, al quale una manina ha fatto trapelare la bozza del nuovo patto, una postilla prevede che in caso di mancata unanimità tra i sindaci di Genova, Torino e Reggio Emilia (capofila dei soci pubblici emiliani) per la nomina delle tre cariche di vertice  (presidente, vicepresidente e amministratore delegato) “il sindaco con la partecipazione più elevata al 31 dicembre avrà facoltà di designare una delle cariche“. Ora da dicembre, con l’avvenuto scioglimento della holding paritetica Fsu con Torino,  Genova è nettamente il primo socio con quasi il 19% delle azioni davanti a Torino che ha venduto pacchetti azionari ed è scesa al  13,8% e i sindaci emiliani rappresentati da Luca Vecchi (che è anche coordinatore del patto) al 15%.

Ettore Rocchi, vicepresidente del gruppo Iren

Di conseguenza, diversamente da quanto previsto dal patto in scadenza,  in caso di mancata unanimità il sindaco della Lanterna Bucci (eletto dal centro destra) potrebbe forzare la mano indicando un top manager. E in primavera, va ricordato, Iren dovrà rinnovare l’intero board.

La norma è saggia, alla luce delle disastrose esperienze di “concerto paritario”: qualcuno ricorda ancora che il braccio di ferro tra Emilia-Romagna, toscana e governo Berlusconi bloccò per due anni la nomina del presidente del parco nazionale dell’appennino. La paralisi da mancato accordo politico non è ammissibile nelle società per azioni, dove qualcuno deve decidere rapidamente, e possibilmente bene.

Ma è chiaro che il Pd, abituato a non avere problemi nell’iolimpo di Iren, oggi sente franare la terra sotto i piedi: dopo aver perso i sindaci, ora gli verrebbe a mancare  anche il potere d’interdizione. Si annuncia battaglia dura. Il consiglio comunale del capoluogo ligure  ha già il nuovo patto approvato poco prima di Natale, ma  a Torino e Reggio Emilia sarà discusso in gennaio.

E’ chiaro che un mutamento ai vertici potrebbe mettere in discussione il ruolo di Reggio (che è sempre sede legale del gruppo) nel management (sono reggiani l’avvocato Ettore Rocchi, vicepresidente, e Moris Ferretti presidente del Ccpl) e nelle società secondarie come Iren Rinnovabili che dopo un lungo periodo di assoluta autonomia – veniva poco educatamente definita come il bancomat del Comune – è stata ricondotta con i suoi debiti all’interno dell’orizzonte  di consolidamento del gruppo Iren, ed è  diventata Smart Solution, con Paolom Bonaretti amministratore delegato.

Per non dire del profluvio di sponsorizzazioni, non ultimo il concerto di Daniele Silvestri a fine anno, con ire che ha scucito oltre 100 mila euro, la fondazione I Teatri e la fondazione Palazzo Magnani, dove addirittura il vicepresidente è un uomo Iren.

 LA REAZIONE DEI PICCOLI AZIONISTI: LA FRITTATA E’ FATTA, SINDACI EMILIANI DIMETTEVI

“Avevamo ragione a segnalare come piccoli azionisti, già dal 2011, il destino di una fusione voluta dalla politica, o meglio, da alcuni politici in carriera, e non dall’interesse dell’azienda.

Avevamo ragione a prevedere il progressivo allontanamento dal nostro territorio, l’incremento delle bollette, il peggioramento del servizio, la riduzione del personale interno e locale a favore di appalti al massimo ribasso, le spiacevoli pratiche dei distacchi per morosità, notizia uscita anche oggi sulla stampa.

Francesco Fantuzzi

Avevamo ragione a denunciare il cambiamento di rapporto coi soci pubblici, non più basato su criteri di qualità ed equità ma su dividendi e sponsorizzazioni, ovvero meramente economico.

Sponsorizzazioni milionarie cui da anni ci opponiamo come Piccoli Azionisti, anche perché non coerenti con la missione statutaria.

E ora la frittata è fatta.
I soci Reggiani e l’Emilia ex Enia non contano più nulla per le proprie quote e, votando lunedì le modifiche ai patti parasociali, peseranno ancora meno sugli equilibri di un moloch ormai troppo grande, seppur ancora con qualche problema finanziario.

Problemi anche per la situazione ormai cristallizzata con il Comune di Torino che, nonostante la nostra ferma opposizione, continua a essere debitore verso Iren per 250 milioni di euro.Apprendiamo inoltre dalla stampa che l’azienda avrebbe rinunciato a 44 milioni del proprio credito: una notizia, se confermata, grave e senza motivazioni plausibili.

Esprimiamo pertanto la nostra totale contrarietà alle modifiche dei Patti, che consentiranno proprio ciò che ora andrebbe evitato, ovvero un’ulteriore vendita di azioni che ha già portato la partecipazione pubblica sotto il 50%.

Mario Paolo Guidetti

Patti che sanciranno l’ascesa in cda della Liguria e il costante sostegno alle difficoltà di Torino.
E il definitivo affossamento dell’Emilia, che ne uscirà indebolita a cominciare dal Comune di Reggio Emilia.

Non abbiamo mai inteso buttarla in politica, ma stavolta non possiamo esimerci: Sindaci Emiliani, dimettetevi.
O abbiate un sussulto d’orgoglio”. I Piccoli Azionisti  Francesco Fantuzzi  e Mario Guidetti

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4 risposte a Anche in Iren potere Pd in declino
Scontro tra i sindaci sul nuovo patto parasociale

  1. waterboy Rispondi

    11/01/2019 alle 17:51

    Ritengo Fantuzzi e Guidetti persone serie. Tuttavia il loro ruolo come Piccoli Azionisti è sempre stato ambiguo. I Piccoli Azionisti – nle mondo – desiderano sorvegliare affinchè i soci di maggioranza non approfittino della loro condizione per danneggiare quelli di minoranza.
    Logico quindi prendersela con le sponsorizzazioni che sono – anche – un favore ai soci di maggioranza a spese – anche – dei soci di minoranza.
    Assurdo, invece, quando lamentano tutto ed il contrario di tutto: a) la fusione non andava fatta ma loro sono azionisti b) il Comune di Torino scende nelle quote ma rimane favorito, nonostante si dica che ormai si ragiona solo in senso economico c) il patto non va modificato ma chi è che ha nostalgia dello stallo in cui si trovava IREN nei primi anni dove comandavano tutti e nessuno d) c’è un rischio di affossamento della parte emiliana e la loro proposta ai Sindaci è quella di ….dimettersi.

  2. Erno Ferri Rispondi

    12/01/2019 alle 08:23

    Fantuzzi e Guidetti denunciano delle evidenti anomalie . Emerge ancora una volta che la fusione fu originata sia per tamponare difficoltà finanziarie di Iride e del Comune di Torino, che a distanza di anni continua ad essere grande debitore, che per portare sotto gestione privatistica attività come la distribuzione dell’acqua che i cittadini hanno ritenuto con Referendum debba restare sotto il controllo pubblico. Questo non contrasta assolutamente col possesso di piccoli pacchetti azionari edè anzi un utile azione di controllo.Per le modifiche statutarie sarebbe necessario conoscerle integralmente, per quel che riguarda la possibilità di superare eventuali stalli certamente è un aspetto necessario e ci si può meravigliare che ancora non sia presente nello Statuto societario. La richiesta di dimissioni penso riguardi la difficoltà di azioni coerenti da loro dimostrata.

  3. Giordano Ravelli Rispondi

    12/01/2019 alle 09:24

    Reggio Emilia verrà asfaltata: il sindaco sará della lega e il leghista Bucci da Genova comanderà in Iren. ADDIO AGAC. E questi inebetiti, che devono ancora digerire il cotechino, non si sono ancora svegliati.

    SVEGLIA!!

  4. Fausto Poli Rispondi

    12/01/2019 alle 15:05

    Bravo al Sig. Fantuzzi. Un buon modo per roorsi alle nuove elezioni.

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