Piazze contestate, reggia di Rivalta e Chiostri sconciati: il ministero chiama la Soprintendenza

13/12/2018 – La notizia è deflagrata alla vigilia dell’incontro, previsto  oggi alle 15, tra il sindaco Vecchi e i promotori della petizione “Salviamo piazza del Cristo”, che ha raccolto oltre 1.00 firme: il Mimact – Ministero dei Beni Culturali – ha chiesto alla Soprintendenza di Bologna un’informativa dettagliata sui cantieri di ristrutturazione delle piazze Roversi e Gioberti.

Rendering della nuova piazza Roversi: incomprensibile il piano inclinato di attraversamento della strada (si va a sbattere contro il muretto della fontana

Sono diverse le sollecitazioni arrivate al ministero, anche da alcuni parlamentari, l’ultima delle quali – un esposto del 26 novembre di Fabio Pederzoli, esponente del Movimento nazionale per la sovranità  – ha messo in moto il ministro Bonisoli con una lettera firmata dall’architetto Alessandra Marino, dirigente del servizio tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico: “Si chiede a codesta Soprintendenza di voler informare la scrivente sulle attività riferite  al progetto Ducato Estense… e che prevede la realizzazione di interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale in particolare per il progetto Ducato Estense nel quale è previsto l’avvio di cantieri di restauro e interventi di riqualificazione”.

Il progetto, che comprende anche il recupero della reggia di Rivalta,  è stato finanziato dal Cope-fondo Sviluppo e Coesione, con 14,5 milioni.

I contenuti dell’esposto di Pederzoli al ministero sono ripresi in  un’interrogazione alla Giunta Regionale firmata dal consigliere Michele Facci del Gruppo misto-Movimento sovranista, per chiedere un intervento presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio «affinchè sia espletata un’ulteriore verifica dei lavori in corso» e venga chiesto «con la massima urgenza un tavolo di lavoro per la stesura di un’accurata relazione storica».

Facci chiede anche un intervento  presso il Mibac perchè vengano temporaneamente fermati i lavori «per dare modo e tempo di poterli reindirizzare nel corretto bilancio della valorizzazione storica del patrimonio storico atestino». Facci sottolinea che i rendering realizzati per piazza Roversi, corso Umberto I e i giardini di palazzo Ducale a Rivalta «appaiono completamente avulsi dalla tradizione e dal contesto estense».
Non solo: il consigliere chiede anche «un’attenta verifica sulla riqualificazione dei Chiostri Benedettini di San Pietro «in quanto gli stessi rischiano di perdere definitivamente la loro stessa natura, con incalcolabile danno al patrimonio storico nazionale, trattandosi di un gioiello di architettura rinascimentale».
I chiostri di San Pietro, è noto, sono stati deturpati (e ora ci si potrè fare ben poco, salvo improbabili demolizioni) con la costruzione di un anonimo cassone di cemento destinato ad ospitare i laboratori per l’Innovazione, edificato a pochi metri dai muri cinquecenteschi del monastero. E il tutto con la benedizione della Soprintendenza.

 

 

 

 

 

Venerdì 14 dicembre alle ore 15, il Sindaco Luca Vecchi, l’Architetto Andrea Rinaldi e i responsabili di CRIBA e Reggio Città Senza Barriere incontreranno i promotori della petizione Salviamo Piazza del Cristo e della pagina Facebook I Tre Tassi del Cristo, per ricevere le oltre 1.100 firme raccolte online e perlomeno ascoltare i tanti dubbi che ancora gravano sul progetto di riqualificazione della piazza.
Il rapido avanzamento dei lavori secondo un progetto cangiante, mai interamente divulgato e spiegato dal committente, avrebbe richiesto un confronto assai più tempestivo e non solo con noi promotori, semplici rappresentanti di un interesse diffuso.
Solo poche ore prima dell’incontro in Sindaco avvierà la sua campagna elettorale con lo slogan “Reggio Emilia nel 2024… vogliamo lanciare nuove sfide e vogliamo farlo insieme a te”, parole che annunciano un orizzonte temporale incredibilmente breve e una disposizione all’ascolto che fino a ora non si è manifestata.
Eppure la discussione sulla piazza si protrae da mesi e ogni obiezione è stata formulata civilmente sulla base della documentazione messa a disposizione.
Il senso di fastidio per le troppe “riqualificazioni” mai correttamente spiegate e in alcuni casi molto discutibili si è diffuso in modo trasversale in chi la città la abita e la vive quotidianamente; su Piazza del Cristo la preoccupazione dei cittadini si è più volte manifestata sia con azioni sentimentali (i bigliettini sui tassi) che tramite i giornali con argomentazioni pertinenti e di facile comprensione, eppure si è fatto di tutto per disinnescare la discussione, con il pessimo risultato di accrescere il malumore e offrire giustificazioni a chi si sentisse impotente al cospetto delle decisioni prese negli uffici comunali. Ciò che lamentiamo e che sempre evidenzieremo rispetto a chiunque è soprattutto un’endemica irritazione (a volte ostilità) per le voci che non sembrano organiche al sistema. Se sono portatrici di considerazioni documentate e ragionate Il tentativo di eluderle non giova, anche per questo il prossimo incontro rischia di avvenire a giochi ormai fatti.
Ma quello di venerdì 14 sarà comunque un momento importante di una battaglia civica condotta in modo limpido e costruttivo, senza risparmiarci e con il massimo rispetto per le Istituzioni. Abbiamo molte domande che esigono risposte chiare e puntuali senza le quali non faremo mezzo passo indietro. La nuova Piazza si prospetta come un luogo segnato da serie difficoltà funzionali, da scelte metodologiche e progettuali incomprensibili e da una qualità estetica ben chiara ma in cui molti cittadini si rifiutano consapevolmente di riconoscersi. Tutto questo lo sosterremo in modo diretto e documentato. Nessun progetto è ineccepibile ha detto il Sindaco in Consiglio Comunale aprendo a modifiche; a lui auguriamo tutto il coraggio che serve per correggere gli errori o semplicemente accogliere i nostri argomenti, e attuare con la massima urgenza le necessarie modifiche progettuali.

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