In via Turri rogo doloso? “Non si può escludere”
Sì del consiglio al pugno di ferro su residenze e cantine. Sindaco e assessora assenti

10/12/2018 –  Via libera del Consiglio comunale di Reggio Emilia alla proposta del Movimento 5 stelle di predisporre “un piano straordinario di controllo e verifica sulle residenze in zona stazione per salvaguardare la dignita’ e la vita delle persone”. Il documento presentato dal consigliere Gianni Bertucci sull’incendio di via Turri -con due morti e 38 persone intossicate in un palazzo di quattro piane – chiede anche lotta senza quartiere ai proprietari di immobili che affittano in nero le cantine degli stabili a chi non ha un ricovero per l’inverno. L’ordine del giorno urgente e’ stato approvato trasversalmente dai gruppi di maggioranza e opposizione, con l’eccezione  del deputato Vinci, consigliere della Lega, che si è astenuto.

Salvataggio in via Turri 33 (da un video dei Vigili del Fuoco)

Si’ anche all’ordine del giorno di Alleanza Civica, che chiede al Comune di rendicontare le attivita’ di controllo svolte, e  alla la richiesta di Roberta Rigon (Fratelli D’Italia) di convocare una commissione sulla situazione delle residenze nei condomini di via Turri: sul documento Rigon la sinistra si è divisa, con sette astensione del Pd e Mdp.

10/12/2018 – Esiste una possibilità che l’incendio di via Turri 33, dove  due coniugi marocchini sono morti asfissiati mentre cercavano di mettersi in salvo , una bimba di 3 anni è in prognosi riservata a Milano e 38 persone sono rimaste intossicate, sia di origine dolosa. Allo stato attuale delle indagini questa ipotesi non può essere esclusa: lo ha affermato il vicesindaco di Reggio Emilia Matteo Sassi di frongte al consiglio comunale che ha approvato tre ordini del giorno presentati  da Roberta Rigon di Fratelli dl’Italia, da Gianni Bertucci per il gruppo M5S e Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani di Alleanza Civica.

Sassi ha confermato che l’incendio si è propagato con certezza dalle cantine, ma che si è sviluppato su un fronte molto vasto, come se avesse avuto origine da più punti. Da qui il dubbio che possa essere stato non un fatto accidentale, ma doloso.

Il palazzo di via Turri dopo l’incendio

Questa ipotesi, che se fosse confermata  aprirebbe uno scenario ancor più drammatico su una tragedia – come hanno sottolineato all’unisono le opposizioni, – comunque ampiamente annunciata – ha avuto l’effetto di un tono dimesso del dibattito in sala del Tricolore, dove tutti hanno avuto molta cura di “evitare strumentalizzazioni”, di fronte ai morti, agli orfani e al dolore,  e alla fine i tre ordini del giorno sono stati approvati , ma con i gruppi Pd e Mdp che si sono divisi.

 

Grandi assenti in consiglio il sindaco Luca Vecchi (che ha preferito l’assemblea degli auguri di Unindustria) e l’assessora alla sicurezza Natalia Maramotti. Nessuno tuttavia ha avuto da ridire, come se la loro presenza o assenza fosse indifferente.

I soccorsi nello stabile di via Turri 33

“Al momento non si può escludere ogni evenienza – ha insistito il vicesindaco Sassi, che dalla scorsa notte segue la vicenda minuto per minuto – Ma dai controlli avvenuti il 28 ottobre, con un’azione congiunta tra Municipale e polizia di stato, nelle cantine di via Turri 33 non sono risultate occupazioni abusive. Inoltre il palazzo non era sovraffollato, quindi rifiutiamo scorciatoie e semplificazioni. Abbiamo la coscienza a posto”.

Parole stigmatizzate da Cinzia Rubertelli e dal capogruppo di Forza Italia claudio Bassi (che in precedenza aveva chiesto un “repulisti” nella zona, con controlli casa per casa) alla luce delle innumerevoli denunce dei cittadini su cantine e garage occupati come alloggi di fortuna e addirittura subaffittati.

D’altra parte, anche se nessuno è morto nelle cantine, il ritrovamento di resti bruciati di materassi e sacchi a pelo è la prova che qualcuno lì ci viveva. Senza contare che, secondo voci al momento non confermate, la porta tagliafuoco degli scantinati era aperta o divelta.

La polizia scientifica in via Turri

In serata l’ordine del giorno di Roberta Rigon ( che chiede alla Giunta di riferire immediatamente in commissione sulle iniziative repressive messe in campo per contrastare e risolvere l’annoso problema delle occupazioni abusive di cantine e scantinati) è stato approvato  con 20 voti favorevoli (Pd, Pavarini di Art.1 – Mdp, FI, Lista civica Magenta – Alleanza civica, Grande Reggio – Alleanza civica, Gruppo Misto, Lega Nord, M5S) e 7 astenuti (Campioli, Montanari, Vergalli, Cigarini e Morelli del Pd, De Franco e Scarpino Art.1- Mdp).

L’ordine del giorno di Gianni Bertucci di M5S (controlli straordinari sulle residenze in zona stazione, azioine congiunta con le forze dell’ordine per smascherare e punire chi lucra sulla disperazione di chi non ha un ricovero dove ripararsi)  approvato – con 26 voti favorevoli (Pd, M5S, Art.1 – Mdp, Grande Reggio – Alleanza civica, FI, Lista civica Magenta – Alleanza civica, Gruppo Misto)  e 1 astenuto (l’onorevole Vinci della Lega Nord.
L’ ordine del giorno di Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani di Alleanza Civica (rendiconto di sindaco e Giunta sui controlli svolti anche a seguito delle segnalazioni ricevute nelle commissioni, nei consiglieri, negli incontri pubblici e dalla cittadinanza) è stato approvato con 19 voti favorevoli (Lega Nord, Pd, FI, Art.1 – Mdp, Gruppo Misto, M5S, Lista civica Magenta – Alleanza civica, Grande Reggio – Alleanza civica), 1 voto contrario (Morelli del Pd) e 5 astenuti (Davoli, Montanari, Vergalli, Manghi del Pd e De Franco di Art.1 – Mdp).

 

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Una risposta a 1

  1. paola Rispondi

    11/12/2018 alle 14:59

    Benissimo controlli di residenti in zona stazione, ma allargherei un po’ il cerchio…rosta nuova, pappagnocca e altri quartieri

    non si capisce come persone con permesso di soggiorno abbiano potuto comprare un appartamento (e non ad 1 euro)

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