“I miei fondi di caffè dicono che sarà ballottaggio”
Oroscopo (con previsioni serie) delle prossime comunali

DI DARIO CASELLI

8/12/2018 – Gli antichi aruspici osservavano il volo degli uccelli, gli stregoni pellerossa leggevano le ossa, gli italiani l’oroscopo, i politici i sondaggi.
Il mitico Gianni Brera si affidava alla dea Eupalla e il grande Gianni Mura, eccellente buongustaio, alla palla di lardo. Io guardo il fondo della mia tazzina di caffè, quando al bar mi chiedono come andranno le elezioni a Reggio.
Fare oroscopi è arte antica e per sua natura inesatta, come ogni mattina è diverso il fondo della mia tazzina. Fare previsioni sulle amministrative, che saranno a maggio, è veramente un tirare a indovinare, visto che la politica, che dovrebbe avere l’orizzonte degli anni, ha invece quello delle ore. Il tempo di un tweet o di un post su Facebook.
Detto questo, se i grandi maestri come Brera azzardavano pronostici sulle partite di calcio, potremo azzardarne pure noi uno sulle amministrative. Anche se la politica è ancor più rotonda della palla e se la tazzina ci dice l’oroscopo di un domani, che a maggio, quando si voterà, potrebbe essere molto cambiato, visto che i partiti e i problemi si muovono più velocemente e in modo più disordinato degli astri.


La prima domanda del mio barista è se ci sarà il ballottaggio: la risposta è sì.
Ben difficilmente il Pd potrà passare dal 38% circa delle politiche, al 51%, anche considerando la corte dei miracoli delle liste satelliti, che secondo i boatos potrebbero far lievitare i candidati della coalizione fino a 180, suddivisi su sei liste.
Ora si tratta di indovinare chi andrà al ballottaggio e pure qui la tazzina è chiara: il centro destra a trazione leghista.
Vero che alle politiche centrodestra e 5 Stelle si equivalevano, un 29% circa. Ma la Lega è arrembante e i grillini in fase calante, in particolare al nord, e Reggio è città nordista.
Questo è lo scenario che prefigurano e preferiscono in casa Pd. Un secondo turno giocato al grido di «bisogna fermare il fascismo» permetterebbe di sventolare le bandiere dell’Anpi, rispolverare i vecchi slogan, adattati. Certo non li vedremo urlare davanti alla Questura, come negli anni del 68, «Ps-SS» oppure «Msi fuorilegge, a morte la Dc che lo protegge» oggi declinabile in «Salvini fuorilegge, a morte la Meloni che lo protegge».
Assieme a quelle dell’Anpi, tornata di gran moda con la fine di Renzi, garriranno le bandiere della pace sventolate da una sinistra che si è infilata in tutte le guerre, dove veniva invitata.
Non possiamo dire se funzionerà, ma certo Reggio è città conservatrice e restia ad un cambio così radicale.
Sta invece tramontando la grande paura che al ballottaggio vadano i grillini, che renderebbero più morbida la rivoluzione, oltre a raccogliere la totalità del voto di centrodestra, meno ideologico e più desideroso di rivincita. Il barista fanatico di Travaglio ci crede ancora, ma a destra e sinistra, complici anche i risultati del Trentino e i sondaggi, sono tranquilli, sarà una finale tra di loro.
Ora prevedere cosa accadrà al ballottaggio è quasi impossibile, ma possiamo immaginare alcuni scenari e fare alcune riflessioni.
I votanti calano molto tra primo e secondo turno e questo potrebbe favorire il voto a chi controlla il potere, cioè il Pd e che pare essere sostenuto dal potere economico e persino curiale.
I grillini dovrebbero votare il candidato del centrodestra, essendo al governo con la Lega, ma la loro è una relazione così travagliata che potrebbero decidere di restare a casa. Tutto questo ci porta a dire che il Pd, a questo punto, potrebbe farcela.
Però il signore che legge avidamente al mattino il giornale locale interviene nella nostra discussione per dire che contano, in realtà, i candidati. Ha ragione, ma mentre sappiamo che il Pd si affiderà all’usato insicuro, cioè Vecchi, del cavallo della Lega non sappiamo ancora nulla. E poiché non tutti gli elettori di centrodestra amano certi toni, cambia se si tratterà di un radicale o di un moderato. Non a caso i governatori leghisti ora al governo sono dei moderati.
In questo quadro è difficile che le liste civiche, in particolare quella di Cinzia Rubertelli, possano arrivare al ballottaggio, ma potrebbero essere protagoniste del secondo turno. Quando i grillini si saranno ritirati nelle loro trincee, lo scontro sarà al calor bianco e la paura dei contendenti a mille.
E’ facile prevedere che Pd e Lega pensino ora di non fare apparentamenti tra primo e secondo turno, perché hanno un costo politico e di potere, ma a spingere per l’apparentamento potrebbero essere i candidati che ci mettono la faccia e che, quindi, si giocano tutto: chi perde un ballottaggio è fuori per sempre. Questo ci dicono, per ora, i fondi di caffè.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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