Discarica di Poiatica, Iren capitola
Sarà coperta solo con “terreni naturali”

15/12/2018 – La discarica di Poiatica sara bonificata con una copertura di soli terreni e inerti  naturali.E’ quanto comunica il presidente della Regione Bonaccini in una lettera pervenuta oggi all’Unione dei comuni appennino Reggiano, ai sindaci di Carpineti, di Baiso e di Toano, al presidente della provincia di Reggio Emilia e per conoscenza al comitato “Fermare la discarica.Il testato è stato diffuso dall’Unione dei comuni.

Vi si legge: “Il 6 dicembre Iren ha trasmesso ad Arpae l’annunciata modifica del progetto di copertura definitiva della discarica. Come concordato, il progetto prevede migliorie alla copertura, e in particolare verranno utilizzati solo terreni e inerti naturali, nonché il ricorso a tecniche e materiali più avanzati. La copertura definitiva verrà inoltre estesa anche al lato nord della discarica, cosa non prevista nel progetto autorizzato nel 2013, quando la società riferiva di eventuali ampliamenti. Ampliamenti che ora, in via definitiva, non sono e non saranno più possibili. I tecnici Arpae hanno ultimato in queste ore l’esame dei dettagli tecnici del progetto, e come comunicatomi dal Direttore, il procedimento si è pertanto concluso con esito positivo. Posso pertanto confermare che i lavori, come da autorizzazione e relative prescrizioni, inizieranno entro il primo semestre 2019 e avranno una durata di circa 18 mesi”. Firmato Bonaccini. ciò significa, se le parole hanno un senso, che Poiatica è definitivamente chiusa e che i crateri non saranno riempiti ,comechiedeva Iren, con altre centinaia di migliaia di inerti-rifiuti speciali o addirittura , come adombrato in uno studio del direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Università di Bologna, con lastre di amianto vetrificato. 

La discarica di Poiatica quando era attiva

Per noi, per tutto l’Appennino, è una notizia estremamente positiva – afferma il Presidente dell’Unione Comuni Appennino Reggiano, Enrico Bini –. La richiesta di un superamento definitivo dell’attività di Poiatica era emersa non solo dai comitati popolari ma anche da parte degli amministratori del territorio, convinti che un impianto di questo tipo non fosse più compatibile con un’area che sta spingendo per fare delle proprie eccellenze agroalimentari e ambientali un forte veicolo di promozione e marketing territoriale, oltre con il fondamentale aspetto di tutela della salute di chi vive nelle prossimità di Poiatica”.

E’ un risultato al quale,si voglia o no, si è arrivati principalmente grazie alla tenacia della mobilitazione popolare e dei pochi politici che l’hanno sostenuta.

Naturalmente, non si possono escludere sorprese: per questo va verificato bene nel progetto licenziato e che sarà autorizzato, se grattando la copertura in materiali naturali, sotto non si vadano a trovare ancora quei rifiuti speciali che oggi appaiono definitivamente usciti dall’orizzonte della bonifica. Naturalmente, la copertura vuol dire anche pietra tombale su quello che è finito davvero nei decenni nel gigantesco ventre di Poiatica.

Discarica di Poiatica, rilevamenti compiuti nel 2014 con contatore Geiger tra i 4 e il 5 lotto: 310-nano Sievert/ora

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