“Concorso opaco a Unimore”, lo vince il braccio destro di Melloni
Segnalazione al rettore, al ministro e all’Anac

3/12/2018 – “Concorso opaco a Unimore”: l’Osservatorio indipendente dei Concorsi universitari chiama pesantemente in causa il professor Alberto Melloni, docente di storia della chiesa all’università di Modena e Reggio, e soprattutto maitre à penser mondo dossettiano, che oggi ha il suo principale esponente politico nell’ex ministro Graziano Delrio.

Studioso di fama, membro dell’accademia dei Lincei, già editorialista del Corriere della Sera e oggi di Repubblica, il professor Alberto Melloni è talvolta al centro di polemiche per le sue sortite radicali, come quando il 7 gennaio scorso, nella lectio tenuta in occasione dell’anniversario del Primo Tricolore a Reggio Emilia, di fronte all’allora premier Gentiloni, ha proclamato che “L’Europa è a un bivio: o fascismo, o antifascismo”, sino a lanciare la proposta di spaccare il ritratto di Mussolini esposto a palazzo Chigi.

Il professor Alberto Melloni

Oggi Melloni viene tirato in ballo per questioni ben più prosaiche, e in particolare per un concorso da ricercatore a tempo indeterminato all’università di Modena e Reggio Emilia. Il 26 novembre in una lettera  indirizzata al rettore Andrisano, l’Osservatorio parla di procedura dai “connotati opachi” e di deficit di trasparenza nella gestione del concorso, tale da prefigurare un conflitto di interessi, e per questo chiede l’annullamento del concorso in autotutela, similmente a quanto è avvenuto in una situazione analoga all’Alma Mater di Bologna.

La lettera è stata inviata per conoscenza anche al Ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Giovanni Cantone, oltre che al prorettore del polo reggiano di Unimore, Riccardo Ferretti e al direttore di dipartimento Giorgio Zanetti.

Sotto accusa la nomina della commissione valutatrice che, stando a quanto descritto nella segnalazione non sembrerebbe avere i necessari requisiti di imparzialità. E avrebbe avvantaggiato un allievo del professor Alberto Melloni, il quale è docente nello stesso dipartimento di ateneo,  oltre ad essere segretario plenipotenziario della Fondazione per le Scienze Religiose di Bologna, luogo di provenienza anche del vincitore del concorso.

Il caso è sollevato dal giornale cattolico on line La Nuova Bussola Quotidiana, che gli dedica un titolo al vetriolo: “Concorso opaco” ombre sul “clan” Melloni in università. 

Sotto accusa la nomina della commissione valutatrice che – scrive il web journal –  “stando a quanto descritto nella segnalazione non sembrerebbe avere i necessari requisiti di imparzialità. E avrebbe avvantaggiato un allievo del professor Alberto Melloni, che dello stesso dipartimento di ateneo è docente oltre ad essere segretario plenipotenziario della Fondazione per le Scienze Religiose di Bologna, luogo di provenienza anche del vincitore del concorso”.

Tema della segnalazione su cui ha indagato l’Osservatorio composto da un gruppo di docenti indipendenti,  è “la nomina di una commissione valutatrice di una procedura di pubblica valutazione per un posto di ricercatore universitario a tempo determinato per le Scienze Religiose presso il dipartimento di Educazione e Scienze Umane”.

La procedura, secondo l’Osservatorio,  “non ha tenuto conto delle norme Anac e ministeriali contenute nell’aggiornamento 2017 al Piano Nazionale Anticorruzione e nell’Atto di indirizzo dell’allora ministra Fedeli”.

Ma cosa è accaduto? “La commissione risulta composta dai Professori Francesca Cocchini, Claudio Gianotto, Emanuela Prinzivalli. Due terzi della commissione, ossia i Proff. Cocchini e Gianotto, risultavano già membri, con il Prof. Alberto Melloni (docente di Storia del Cristianesimo presso il Dipartimento di Educazione e Scienze umane UniMoRe), della commissione giudicatrice della Procedura per un posto RTDa” che nel 2015 aveva decretato  vincitore “il dott. Federico Ruozzi, allievo del prof. Melloni”.

E così  “gli stessi si sono trovati ora, nel 2018, a giudicare una procedura di valutazione comparativa RTDb nel medesimo SC, nel medesimo SSD, nel medesimo dipartimento e nella medesima università, dalla quale è risultato nuovamente vincitore il dott. Federico Ruozzi”.

In definitiva l’Osservatorio ha segnalato al rettore che Ruozzi, definito come allievo di Melloni, ma anche suo principale collaboratore nella Fondazione di Scienze religiose Giovanni XIII “potrebbe essere stato giudicato da docenti non imparziali”. La Fondazione (“tempio del progressismo cattolico”, scrive la Nuova Bussola) ha sede a Bologna: presieduta da Valerio Onida, il segretario-direttore scientifico è Alberto Melloni.

Così si legge nella segnalazione:  “Non occorre dire che l’intera procedura assume connotati opachi, in quanto la composizione di detta commissione sembra non essere casuale, e potrebbe non aver garantito l’equanimità di giudizio. Tale iter procedurale non tiene inoltre minimamente conto delle raccomandazioni ANAC recepite dall’Atto di indirizzo Fedeli, come abbiamo già ricordato”.

Le osservazioni tuttavia toccano anche aspetti pratici del concorso perlomeno imbarazzanti,  cominciare dall’avviso di convocazione dei candidati alla prova orale del 6 novembre scorso che “non riporta i nomi dei candidati ammessi. Inoltre, nel decreto di approvazione degli atti sono citati i verbali della commissione, ma non sono visibili né consultabili il verbale contenente il giudizio dei commissari su tutti i candidati che motiva la scelta di quelli ammessi a colloquio, né il verbale finale, contenente la valutazione analitica dei titoli e delle pubblicazioni dei partecipanti al colloquio secondo i criteri di valutazione adottati, né il punteggio conseguito dal candidato vincitore e dai presenti all’orale”.

Insomma, “un deficit di trasparenza che va contro quanto previsto dal Decreto legislativo 33/2013 perché i candidati non hanno potuto conoscere i criteri di valutazione della commissione né conoscere il giudizio dato alla propria valutazione dei titoli” i quali ora potrebbero chiedere l’annullamento della commissione per conflitto di interessi.

Da qui la richiesta dell’Osservatorio ad Andrisano di annullare in autotutela il concorso e di nominare una nuova commissione a sorteggio presso tutti i professori ordinari. Senza escludere comunque una segnalazione formale all’Anac . Una procedura simile è avvenuta –rileva la Bussola Quotidiana – “nell’ottobre scorso all’Università di Bologna dove un concorso per il corso di laurea di storia della filosofia antica è stato annullato dato che la vincitrice è sembrata troppo vicina al docente”.

Per il momento, a Unimore scrollano le spalle“Il direttore generale è impegnato con i bilanci.  Appena sarà possibile verrà informato”: questa la stupefacente risposta dell’Ateneo alla richiesta di chiarimenti da parte del giornalista.

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Una risposta a 1

  1. carlo baldi Rispondi

    04/12/2018 alle 09:53

    Mi auguro che ci sia quanto prima un chiarimento preciso per non squalificare il crescente polo universitario reggiano di Unimore

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