Caso lisozima, ecco il ricorso del Parmigiano Reggiano contro il Padano
“Annullate la circolare del ministero”

di Pierluigi Ghiggini 

29/12/2018 – Nonostante il fair play di facciata  (i due presidenti Bertinelli e Baldrighi militano nella stessa casa di Coldiretti) il Consorzio del Parmigiano Reggiano è entrato in guerra col Consorzio del Grana Padano. Guerra senza precedenti tra i due formaggi più famosi del mondo (e dai quali dipendono migliaia di produttori)  a suon di carte bollate per il caso scottante del cosiddetto declassamento “mirato” del lisozima, un antibatterico  essenziale per la corretta maturazione delle forme di Grana Padano, da “conservante” ad “adiuvante tecnologico” . E’ noto che a seguito il una circolare del ministero della Salute emanata nel maggio scorso (governo Gentiloni-Delrio)  basata su un parere del Consiglio superiore della Sanità , il Grana Padano ha potuto eliminare la dizione “conservante” dalle etichette del formaggio.

La questione, sollevata da settimane da Reggio Report , dalla Voce di Reggio e da blog specializzati,  e infine dalla Gazzetta di Parma,  è al centro di interrogazioni in Parlamento e in Regione. I sindaci reggiani hanno chiesto al ministero della Salute di revocare la circolare di maggio, e in questi giorni sono partiti tre esposti-denuncia  all’ Ispettorato centrale repressione frodi, al Garante della Concorrenza e del mercato, al Nas dei carabinieri di Parma (esposti firmati dall’agricoltore Lorenzo Fanticini).

La confezione di Grana Padano senza la dizione “conservante”, da cui hanno preso le mosse gli esposti-denuncia dell’imprenditore agricolo Lorenzo Fanticini

Da parte sua il presidente Nicola Bertinelli, a nome del Consorzio di via Kennedy, pur senza clamori, ha depositato un ricorso al Tar del Lazio, e prima ancora, nel mese di settembre, aveva presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica – avvocati Giovanni Galimberti e Jacopo Nardelli – dopo che il ministero della Salute, nel mese di luglio, aveva rigettato una richiesta di accesso agli atti inerente la “circolare lisozima”.

Reggio Report è in grado di pubblicare i contenuti di questo documento, sino ad oggi mantenuto riservato.

Non si tratta un ricorso “leggero” o, come è stato detto, per salvare la faccia:  con esso il Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano ha chiesto l’annullamento della circolare dell’8 maggio 2018  “con la quale, in contrasto col regolamento europeo 1333 del 2008, il Ministero ha inteso modificare la classificazione dell’enzima denominato “lisozima” da “additivo conservante”a”adiuvante tecnologico”. Ma il ministero non aveva il potere di farlo, perchè la materia è di competenza delle istituzioni europee.

Ha chiesto inoltre l’annullamento del parere del Consiglio superiore di Sanità “di contenuto ed estremi sconosciuti”, “favorevole alla richiesta di modifica della classificazione del lisozima… nel formaggio Grana Padano Dop con un periodo di stagionatura maggiore o eguale a nove mesi”.

La Nazionale del Parmigiano Reggiano

Richiesta di annullamento, infine anche per la nota della Direzione generale sanità  del 20 luglio 208 , con cui il Ministero ha respinto la richiesta di accesso per conoscere gli atti del procedimento che ha condotto all’elaborazione della circolare di maggio.

Se non è guerra questa (rafforzata dal più recente  ricorso al Tar de Lazio per l’annullamento della circolare lisozima) poco ci manca.

Per quale ragione i buoni cugini lombardi (che lanciavano messaggi per la fusione dei due consorzi, e intanto lavoravano alacremente sul lisozima) sono all’improvviso diventati parenti serpenti? Perchè, al netto di ogni altra considerazione, il Parmigiano Reggiano – formaggio per sua natura e per disciplinare privo di additivi e conservanti – viene danneggiato dalla riclassificazione ad hoc del lisozima. Oggi negli scaffali dei supermercati le porzioni di Reggiano e di Grana Padano, appaiono, agli occhi dei consumatori, entrambi privi di conservanti. E dato che il Padano costa qualcosa in meno, il Reggiano finisce per soccombere, o quanto meno per trainare, con la sua sola presenza, le vendite a favore del Padano, che grazie alla circolare del Ministero ora si presenta del tutto simile.

Ma torniamo al ricorso straordinario al Capo dello Stato che – si legge nel documento – “si inserisce a valle del procedimento, promosso dal Consorzio controinteressato, che ha condotto il Ministero della Salute ad accogliere inspiegabilmente la richiesta di riclassificazione come “coadiuvante tecnologico” del principale additivo conservante utilizzato nel processo di produzione del formaggio Grana Padano, e a impartire agli assessorati regionali e provinciali indicazione di attenersi a tale nuova classificazione nell’ambito della propria attività di controllo”.

Produzione del Grana Padano

Il Consorzio ricorda che per statuto è chiamato a esercitare “tutte le azioni – anche giudiziarie – finalizzate alla rigorosa difesa della denominazione,dei segni distintivi, dei marchi, nonchè alla repressione di atti illeciti o comunque lesivi degli interessi della Dop… con espressa facoltà di richiedere il risarcimento degli eventuali danni subiti“.

La circolare del ministero della Salute – si legge ancora nel ricorso – ha confermato, sulla base di un parere favorevole del Consiglio superiore della Sanità, “di ritenere conforme alla normativa applicabile l’apposizione sul formaggio Grana Padano di etichette che non esplicitino la natura di additivo del lisozima e l’appartenenza di esso alla categoria funzionale dei “conservanti” (art. 3, cooma 2, lettera c), e allegato 1 del regolamento europeo n. 1333 del 2008). Con la conseguenza, anzi, che per effetto dell’erronea decisione assunta con il provvedimento impugnato, diversamente dal passato, il Grana Padano può essere commercializzato con la dicitura “senza conservanti” riportata nell’etichetta”.

Per questa ragione il Consorzio presieduto da Bertinelli ha presentato istanza di accesso agli atti il 18 giugno scorso, al fine di ottenere la documentazione del procedimento amministrativo che ha condotto alla formulazione della circolare (impugnata) . Con una nota del 20 luglio la direzione ministeriale ha rigettato l’istanza “con la premessa di una non condivisibile interpretazione della norma europea applicabile alla fattispecie”.

Una confezione di Lisozima, conservante battericida essenziale per la maturazione del Grana Padano

Ma la nota – sostiene il ricorso – “è del tutto illegittima”e il Consorzio si ritene “gravemente leso nei propri diritti e interessi legittimi”.

In definitiva, via Kennedy contesta la violazione del regolamento CE 1333 del2008 e l’incompetenza del ministero Salute e del Consiglio superiore Sanità nell’adozione dei provvedimenti impugnati, i quali “sono illegittimi perchè adottati da soggetti privi dei poteri necessari per poterli validamente emanare. Ciò in quanto la competenza a intervenire nella materia dell’autorizzazione all’utilizzo di sostanze additive negli alimenti e della loro classificazione spetta, in linea con quanto stabilito dei trattati europei, esclusivamente alle istituzioni dell’Unione”.

Inoltre il ricorso rinnova l’istanza perchè il ministero esibisca la documentazione già richiesta e negata, vale a dire il “non meglio identificabile parere favorevole del Consiglio superiore Sanità” e “l’ulteriore documentazione presente nel fascicolo ministeriale”. Da qui la richiesta conclusiva di annullamento di tutti gli atti impugnati.

La guerra del lisozima è appena cominciata.

 

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