Carabinieri, un anno di lotta al crimine
Reati in calo, ma esplodono violenze sessuali e l’e-commerce della droga

28/12/2018 – Reati in calo, con rare eccezioni (su tutte le violenze sessuali, salite in un anno da 18 a 30), e alcune ‘novità’ interessanti, come “la spedizione di droga per posta o l’acquisto di droghe sintetiche sul ‘deep web’, quella parte di internet nascosta ai grandi motori di ricerca e in cui si trova di tutto”. Questi alcuni dei dati salienti del bilancio delle attivita’ del 2018 dei Carabinieri di Reggio Emilia, che nell’ultimo anno hanno svolto “16.992 servizi di perlustrazione, con l’impiego di 33.984 militari, 3.309 pattuglie a piedi, con l’impiego di 6.618 Carabinieri, e 627 servizi di ordine pubblico in cui sono stati impegnati 2.723 militari”.

Oltre a questo, sono state “identificate 127.754 persone e controllati 98.000 veicoli”, con un bilancio complessivo di “292 arresti per vari delitti, 2.872 persone denunciate e 2.482 reati scoperti con l’identificazione dei responsabili, tra cui 39 rapine, 284 furti, 279 truffe e frodi informatiche, 149 reati di spaccio di stupefacenti, 24 estorsioni e 21 violenze sessuali”. Per quanto riguarda i singoli reati, i furti sono calati del 22% in un anno (da 11.511 a 8.944): tra questi, quelli in abitazione sono scesi 2.260 a 1.783 (-21%). Scendono da 95 a 80 anche le rapine: il calo piu’ evidente riguarda quelle nei negozi, passate da 16 a 10, mentre aumentano leggermente quelle in banca (da tre a cinque) e in abitazione (da otto a 10). Gli altri reati scendono invece da 19.174 a 16.327, anche se aumentano le truffe e frodi informatiche (da 957 a 1.007) e le violenze sessuali, passate da 18 a 30.

Il colonnello Cristiano Desideri, comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia

Per quanto riguarda l’attivita’ antidroga, nel 2018 “sono stati consumati 151 reati, di cui 147 scoperti, con 64 arrestati (tutti maggiorenni), 106 denunciati (di cui 12 minori) e 353 assuntori segnalati (di cui 52 minori)”. I dati sui sequestri parlano invece di 24 chili di marijuana sequestrati, otto di hashish, 800 grammi di cocaina, 200 di eroina e 150 piante di marijuana. Dall’inizio dell’anno sono poi arrivate al 112 “oltre 210.000 richieste telefoniche, circa 600 al giorno”. Di queste, oltre 1.800 (circa cinque al giorno) sono interventi per “dissidi privati, l’80% dei quali ha riguardato liti in famiglia”.

Proprio quello della litigiosita’ e’ segnalato dai Carabinieri come “un fenomeno in crescita”, che nel 2018 ha portato a 21 arresti e altrettante denunce per atti persecutori, 254 denunce per lesioni personali, 65 denunce per percosse e 269 denunce per minacce”. Numerosi anche “gli inseguimenti nei confronti di malviventi sorpresi a rubare, con recuperi di refurtiva per un valore di oltre 1.000.000 di euro”. Parte del merito, sottolineano i militari, e’ dei “‘nuovi strumenti’ voluti dall’Arma in virtu’ del principio della sicurezza partecipata, come il protocollo di vicinato e le telecamere intelligenti dei presidi comunali”. Sul fronte del contrasto al commercio abusivo e alla contraffazione si contano “decine di denunce, che hanno portato anche al sequestro di migliaia di prodotti contraffatti”. Particolare attenzione, inoltre, ad “eventi e reati indicatori privilegiati di infiltrazione della criminalita’ organizzata”. A Reggio Emilia resiste “un forte radicamento delle consorterie della provincia di Crotone”, per cui “resta alta l’attenzione anche su appalti minori e privati”. Intanto “continuano le inchieste avviate di recente, con l’auspicio che già l’anno prossimo si possano vedere risultati concreti”.

infine, i Carabinieri ricordano di essere stati impegnati, oltre che nell’attivita’ preventiva e repressiva, in “numerose attivita’ di soccorso”, con 264 interventi e l’impiego di oltre 478 militari. A questo si aggiunge il lavoro svolto per “garantire la sicurezza nella circolazione stradale, con l’intervento in oltre 334 incidenti”. In quest’ultimo ambito sono state “denunciate 189 persone, in prevalenza per guida in stato d’ebbrezza e sotto l’influenza di droga, rilevate 2.522 infrazioni al Codice della strada, ritirate 159 carte di circolazione per veicoli non sottoposti a revisione e 194 patenti, soprattutto per guida in stato di ebbrezza, e sequestrati o sottoposti a fermo amministrativo 185 veicoli.

LE PRINCIPALI OPERAZIONI DEL 2018 

  • Il 20 gennaio 2018 i carabinieri della stazione di Luzzara con l’accusa di lesioni aggravate in concorso, hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale peri minorenni di Bologna 11 minorenni aventi un’età compresa tra i 13 ed i 16 anni ritenuti responsabili della brutale aggressione ai danni di uno studente 14enne. La vittima, uscito da scuola, è stato raggiunto dagli 11 bulletti, tutti frequentanti lo stesso istituto scolastico, che l’hanno accerchiato per impedirgli di fuggire. Quindi dopo averlo deriso gli hanno preso lo zaino buttandolo a terra per poi colpirlo con calci e pugni. Secondo quanto accertato dai carabinieri il ragazzino era vittima di persecuzioni da alcuni mesi prima ma per paura di ritorsioni non aveva mai detto nulla a casa.

  • Il 16 febbraio 2018, nelle province di Napoli, Roma, Bari, Caserta, Catanzaro e Pavia, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Emilia, hanno dato corso all’operazione “Porta a Porta” dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della locale Procura della Repubblica, contenente 3 provvedimenti cautelari e 31 decreti di perquisizione con contestuale informazione di garanzia a carico di altrettanti indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di furto in abitazione, rapina, estorsione, sostituzione di persona, violenza privata e circonvenzione di persone incapaci, con l’aggravante della continuazione (artt. 81 cpv., 494,610, 624 bis, 628,629 C.P.). L’attività investigativa, avviata nel dicembre 2016 dal Nucleo Investigativo di Reggio Emilia e supportata da molteplici servizi di o.c.p. e da numerose intercettazioni telefoniche/ambientali, ha permesso di:

  1. individuare un’articolata organizzazione criminale, con base operativa nell’hinterland napoletano, dedita stabilmente alle truffe agli anziani mediante il ricorso ai cd. falsi avvocato e maresciallo;

  2. delineare compiutamente il ruolo svolto dai singoli associati ed il metodo utilizzato dal sodalizio, consistente nell’individuare le anziane vittime, mediante il sito www.paginebianche.it, alle quali i “telefonisti” – utilizzando esclusivamente apparati Nokia di vecchia generazione e spacciandosi per “carabinieri” ed “avvocati” o “agenti assicurativi” – estorcevano fraudolentemente somme di danaro od oggetti preziosi – da consegnare ad un loro incaricato già in zona – per “riscattare” una falsa situazione di difficoltà o la detenzione di un prossimo congiunto (prevalentemente, il figlio o un nipote), spesso originata da un asserito e gravissimo sinistro stradale;

  3. di cogliere in flagranza di reato 12 degli odierni indagati (4 arresti e 8 denunce in s.l.) in occasione di 6 episodi avvenuti nelle province di Genova, Roma, Latina, Salerno, Reggio Calabria e Potenza;

  4. imputare, in ragione degli esiti delle attività tecniche e di osservazione, oltre 100 truffe, tentate o consumate in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Sardegna, Campania, Calabria, Basilicata e Puglia.

  • Il 22 febbraio 2018, i carabinieri della stazione di San Polo d’Enza hanno dato corso all’operazione Copper Field sgominando una banda di matrice rumena che dalla base operativa dislocata a Reggio Emilia spaziava in lungo e largo tra l’Emilia Romagna e la Lombardia per compiere furti in serie con particolare riguardo al settore in cui erano dei veri e propri specialisti: cavi di rame che asportavano dalle aziende spesso sventrando interi impianti elettrici. Nel corso delle indagini, grazie alle attività tecniche condotte dai carabinieri sampolesi sono state colte in flagranza di reato 2 ladri e recuperata refurtiva per oltre 100.000euro. Complessivamente l’operazione ha portato all’arresto di 6 cittadini rumeni

  • Il 29 marzo 2018, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Emilia, hanno dato corso all’operazione “Pietas” dando esecuzione a un’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia su richiesta della locale Procura della Repubblica, relativa alla sospensione della professione di operatore sociosanitario (per un periodo che varia dai 6 ai 12 mesi per le posizioni più gravi) per 6 delle 13 operatrici socio sanitarie chiamate a rispondere del reato di continuazione di maltrattamenti aggravati dall’averli commessi nei confronti di persone incapaci di potersi difendere nonché dall’essere stati commessi da persone incaricate di un pubblico servizio. Le indagini dei carabinieri reggiani, supportate anche da intercettazioni ambientali audio-visive, hanno infatti rivelato che in una struttura comunale per anziani del reggiano, convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale ed accreditata ad una cooperativa di Reggio Emilia, molti ospiti anziani e incapaci di provvedere a se stessi venivano maltrattati, con continue vessazioni fisiche e psicologiche da parte di operatrici sociosanitarie che ivi lavoravano. Indagata anche la coordinatrice della struttura accusata del reto di omissioni di atti d’ufficio per aver omesso, essendo a conoscenza dei fatti, di denunciarli all’autorità giudiziaria.

  • Il 22 maggio 2018, i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Reggio Emilia, con l’ausilio delle Stazioni Carabinieri Forestale della provincia e dei reparti territoriali del Comando Provinciale di Reggio Emilia, hanno dato corso all’operazione “Hephaestusconcernente una mirata attività sul traffico illecito di rifiuti procedendo, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, a una serie di perquisizioni presso un centro di recupero di rifiuti, un sito di stoccaggio, sempre del reggiano, nonché presso le residenze dei 4 indagati e dei rispettivi studi di consulenti e commercialisti. L’attività ha portato al sequestro di 15 mila euro di denaro contante, circa 26.000 kg di rame, 12.000 kg di materiale ferroso, circa 200 kg di componenti elettronici, un big bag contenente guaina dei cavi elettrici priva di filamento metallico interno, attrezzatura per la lavorazione dei materiali presenti nel sito non autorizzato, 16 ceste contenenti altro materiale di tipo ferroso, sei cassoni contenenti centinaia di batteria a piombo per autovetture, 126 contenitori di diversi motori elettrici, alternatori, bombole di condizionatori e altri materiali ferrosi per un toltale di circa 250 quintali, cinque mezzi dediti al trasporto illecito, una stampante illegale, in quanto non collegata da alcuna pesa e non autorizzata dall’ufficio metrico della Camera di commercio, utilizzata per riprodurre scontrini di pesa falsi, varia documentazione contabile ed attrezzatura informatica suffragante l’illecita attività portata alla luce dai carabinieri.

  • Il 16 giugno 2018, i militari del nucleo investigativo del Comando Provinciale Carabinieri Forestale di Reggio Emilia, all’esito di una serie di perquisizioni eseguite nei confronti di soggetti calabresi residenti nel reggiano con l’accusa di illecita detenzione di armi, anche clandestine e da guerra, e del relativo munizionamento, hanno arrestato tre crotonesi ai quali i militari hanno sequestrato numerose pistole e revolver, fucili a pompa e semiautomatici, carabine modificate e potenziate, diversi silenziatori, polvere da sparo, inneschi e ordigni esplosivi già confezionati. Tutte armi o congegni esplosivi di straordinaria offensività e pericolosità, soprattutto con riferimento, tra gli altri, ad un ordigno artigianale contenente sfere d’acciaio attivabile con un meccanismo a strappo ed ai diversi componenti rinvenuti per fabbricarne altri ancora. In sequestro anche diversi fucili rubati tra le Province di Verona e di Reggio Emilia, un micidiale fucile a canne mozze e pistole con matricola abrasa. Oltre ai tre arrestati, nei guai è finito anche altro calabrese abitante a Reggio Emilia, trovato in possesso di circa mezzo etto di marjuana. Si è trattato del più importante e consistente sequestro di armi illegali operato nella provincia di Reggio.

  • Il 5 novembre 2018, i militari del nucleo investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Emilia hanno arrestato per sequestro di persona un pregiudicato calabrese che asserragliatosi all’interno di un ufficio postale di Reggio Emilia ha tenuto in ostaggio per otto ore 5 dipendenti. Al 55enne, originario di Rosarno, è stata anche notificata l’esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dopo la condanna a 19 anni e un mese per associazione mafiosa nel processo Aemilia, a cui si era sottratto rendendosi irreperibile dopo la condanna.

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