Batterio chimera, quattro casi e tre morti accertati dopo interventi a Villa Salus

4/12/2018 – Sono saliti a quattro i casi  in Emilia-Romagna di infezione da Mycobacterium chimaera: sono stati accertati altri due casi emersi due settimane fa su pazienti operati a cuore aperto, come i due precedenti, al Salus Hospital di Reggio Emilia, la clinica integrata nel Servizio Sanitario che fa capo al gruppo Sansavini. Su questi casi la procura della Repubblica di Reggio emilia ha aperto un’inchiesta.

Tre pazienti operati a Reggio sono morti, mentre uno si è salvato ed è in buona salute, come ha spiegato il Corriere Bologna Maria Luisa Moro, direttrice dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale.

La cardiochirurgia del Salus Hospital

“Stiamo ancora lavorando per cercare di capire se ci sono stati altri casi di infezione – prosegue Moro – analizzando la coorte di operati per sostituzione delle valvole aortiche tra il 2010 e il 2017 che hanno avuto un decesso per infezione”. Si tratta di 134 casi che la Regione sta esaminando su richiesta del ministero della Salute dopo le morti in Veneto (sei, su 18 casi di infezione) e in Emilia-Romagna e le inchieste aperte dalle Procure di Vicenza e Reggio Emilia, mentre la Regione ha convocato per accertamente diecimila pazienti operati al cuore negli ultimi anni nelle strutture di tutta la Regione.

Il batterio killer, secondo l’ipotesi accreditata (ma le indagini sono ancora in corso) si sarebbe annidato in un lotto di macchine cuore polmone utilizzate per la circolazione sanguigna extracorporea. I centri cardiochirurgici che utilizzano queste macchine sono sei in Romagna.  Prodotte in Germania, le attrezzature incriminate ‘incriminate’ sono già state sostituite da Salus Hospital.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    04/12/2018 alle 21:21

    Ma se non le sterelizzano…….la fabbrica puo’ poco.

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