“Razza di Stato”: un libro per non dimenticare l’infamia delle leggi razziali e gli ebrei reggiani morti nei lager

23/11/2018 – Ottant’anni fa venivano promulgate in Italia le leggi razziali del fascismo, con la firma del re Vittorio Emanuele III, definite ‘Provvedimenti per la difesa della razza italiana’. Era il 17 novembre 1938 quando quelle leggi furono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale: fu l’inizio formale della vergogna e con essa della grande persecuzione in Italia, con quell’insieme di norme e provvedimenti che misero al bando migliaia di ebrei italiani, escludendoli dalla vita sociale, dalle scuole, dagli impieghi pubblici e dal sistema dei diritti: il primo passo violento, che aprì la strada alla deportazione e allo strerminio nei campi nazisti.

Reggio Emilia non dimentica, con  la pubblicazione del libro ‘Razza di Stato’, a cura di Comune e Istoreco (con la collaborazione dell’Archivio di Stato), rivolto in particolare ai giovani.


Due pietre d’inciampo dedicate a ebrei reggiani morti in campo di sterminio

Il volume sarà donato ai neo diciottenni assieme alla Costituzione della Repubblica italiana, offerta ai ragazzi già da diversi anni: ‘Razza di Stato’ ripercorre i passaggi che negli anni Trenta portarono alla promulgazione delle leggi razziali, con documenti, riferimenti normativi, testimonianze dirette di sopravvissuti, biografie, fatti e immagini, analisi e ricostruzioni sulle conseguenze – in tutti gli ambiti di vita: dalla scuola al lavoro, con espulsioni e licenziamenti – che il provvedimento ebbe anche a Reggio Emilia e in diversi e importanti altri comuni della provincia. La pubblicazione ospita anche una testimonianza di Piero Terracina, ebreo romano sopravvissuto a Birkenau, spesso protagonista di incontri con gli studenti reggiani.

Sabato 24 novembre in Sinagoga la presentazione del libro e il 28 novembre in Sala del Tricolore, la sua consegna alle scuole.

Sabato 24 novembre, dalle ore 17.30 in Sinagoga (via dell’Aquila), nel cuore di quello che un tempo era il ghetto ebraico cittadino è in programma una conferenza di Alberto Cavaglion, docente di Storia dell’ebraismo all’Università di Firenze, dal titolo ‘Le leggi razziste dello Stato italiano e la loro applicazione a Reggio Emilia e provincia contro reggiani ebrei’. Aprirà l’incontro il sindaco Luca Vecchi.

Mercoledì 28 novembre, dalle ore 9.30, in Sala del Tricolore,  ‘Razza di Stato’ sarà consegnato insieme alla Costituzione alle rappresentanze delle scuole reggiane.  l

Al momento del primo censimento dopo le leggi razziali, nel Reggiano vivevano 165 cittadini ebrei; 95 a Reggio Emilia, gli altri divisi fra Guastalla, Scandiano, Novellara e Correggio. Molti di loro lasciarono l’Italia entro il 1940. Sono 16 i cittadini ebrei reggiani morti nelle persecuzioni.

Dieci di loro furono catturati dalla polizia e deportati ad Auschwitz/Birkenau nel febbraio 1944. Partirono da Fossoli sullo stesso treno di Primo Levi e per questo abbiamo tanti dettagli, presi dai suoi libri.

Gli altri sei ebrei reggiani sono deceduti in città o in provincia, costretti a nascondersi, o perché gravemente ammalati o per le conseguenze delle persecuzioni (un professore fu trovato morto in casa, e la causa del decesso non fu accertata con chiarezza). A queste 16 persone sono state dedicate Pietre d’inciampo posate in questi anni da Istoreco e Comune, davanti a quelle che furono le loro case o i luoghi da loro frequentati.

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