Presidenza Bonifica, crisi nella Cia
Antenore Cervi (che voleva Franceschini) finisce in minoranza

25/11/2018 – Lo scontro sul futuro presidente della Bonifica Emilia Centrale, col tentativo in atto di Coldiretti Reggio Emilia che vuole a tutti i costi far saltare l’accordo unitario (ma per qualcuno era e resta un pateracchio) sul nome di Matteo Catellani, per eleggere invece  il veterinario allevatore Ugo Franceschini di Correggio,  ha già provocato una vittima illustre: è il presidente provinciale della Cia Antenore Cervi, che venerdì è stato messo in netta minoranza dall’esecutivo dell’associazione dei coltivatori di sinistra. Uno smacco che potrebbe portare Cervi alle dimissioni (e qualcuno le chiede già a gran voce).

po Antenore Cervi

E’ noto che nelle elezioni di settembre, dove una platea ristrettissima di contribuenti – suddivisi in classi di censo come nel Medioevo – ha dato la vittoria al listone unitario di Bonifica e Ambiente (voluto a tutti i costi dall’assessore regionale Simona Caselli), Coldiretti Reggio ha fallito l’obiettivo di controllare la maggioranza dei consiglieri di amministrazione. L’accordo unitario prevedeva la nomina a Presidente di Mauro Catellani (Coldiretti) affiancato dai vicepresidente Marcello Bonvicini di Confagricoltura e Arianna Alberici della Cia.

Matteo Catellani

Tuttavia, per ragioni conosciute nelle segrete stanze, i vertici Coldiretti hanno defenestrato Catellani – addossando la responsabilità a un inesistente veto di Confagricoltura –  per rilanciare verso la presidenza Ugo Franceschini, che aveva vinto quelle elezioni del 2015 annullate causa una rilevante quantità di brogli. Franceschini inoltre, nel suo ruolo di presidente dell’Istituto Parma Qualità,  istituto che certifica alcune Dop prestigiose, prime fra tutte il Prosciutto di Parma – ma che è sotto gestione commissariale –  è coinvolto nella mega inchiesta Prosciuttopoli delle Procure di Torino e Pordenone.

Un gioco, questo, che non è piaciuto per niente a tutte le altre associazioni del patto elettorale (Agrinsieme e Confindustria) che in settimana hanno indirizzato una lettera a Catellani confermandogli che è lui, e non Franceschini, il loro candidato alla presidenza della Bonifica. Lettera firmata tra gli altri anche da Antenore Cervi, presidente della Cia.

Ugo Franceschini

Però, non si sa per quale ragione, Cervi a sorpresa si è poi schierato con Franceschini, affermando che “è lui il nostro candidato” nella riunione del comitato esecutivo Cia di venerdì. Un flop disastroso, sostengono i bene informati: l’intero esecutivo ha bocciato la proposta, confermando invece l’opzione Catellani. Antenore Cervi è rimasto isolato.

Di questo retroscena, che apre un grosso interrogativo su un presunto canale privilegiato tra il presidente Cia e Coldiretti Reggio (commissariata da quattro anni e governata dal potente direttore Assuero Zampini)  Antenore Cervi non ha fatto menzione nella dichiarazione riportata dalla Gazzetta di Reggio di oggi, in cui con una nuova sterzata conferma la validità della candidatura Catellani in quanto quella di Franceschini sarebbe “troppo divisiva”,  lasciando però in modo significativo la porta aperta a una “nuova candidatura” proposta da Coldiretti. Dichiarazione che ha finito pe gettare benzina sul fuoco, anche perchè Cervi avrebbe parlato per conto di Agrinsieme senza averne titolo, visto che la coordinatrice è Erika Sartori (Confagricoltura).
E’ evidente a questo punto che il patto preelettorale è andato a gambe all’aria, che Coldiretti vuole imporre un’altra candidatura e che la Bonifica è diventato un terreno di scorribande tra componenti professionali e politiche.

Le associazioni di Agrinsieme sono sul piede di guerra, e si riuniranno domani in vista della convocazione del cda neo eletto, fissata per venerdì 30 novembre. Coldiretti intanto ha chiesto un incontro ad Agrinsieme per mercoledì 28.

Nicola Bertinelli

Nella partita è finito dentro obtorto collo anche il Consorzio Parmigiano Reggiano, il cui presidente Bertinelli (grande amico dell’assessore Caselli) è diventato di recente anche presidente regionale di Coldiretti, e quindi sulla vicenda potrebbe avere l’ultima parola. Se il patto unitario dovesse saltare definitivamente, le ripercussioni sarebbero pesanti anche sui vertici del Consorzio.

(Pierluigi Ghiggini)

 

Be Sociable, Share!

3 risposte a Presidenza Bonifica, crisi nella Cia
Antenore Cervi (che voleva Franceschini) finisce in minoranza

  1. Mario Guidetti - tavolo Hemingway Rispondi

    25/11/2018 alle 21:41

    su quello che sta diventando il “pasticciaccio brutto” del Consorzio di Bonifica, umilmente suggerirei ai conducador delle caste, di far convergere, unitariamente, le proprie preferenze votando Duilio Cangiari. Ma so che, come in un politica senza statisti, il suggerimento cadrà nel vuoto.
    Ad maiora

  2. Luca Rispondi

    26/11/2018 alle 15:43

    Ma non aveva fatto il doppio gioco anche con elezione Consorzio Parmigiano Reggiano?

  3. Incivile Rispondi

    26/11/2018 alle 23:33

    Eppoi si lamentano che i politici si fanno solo i loro interessi,
    Questa sarebbe la famosa società civile??
    Partiamo da un presupposto: la democrazia rappresentativa è terminata..
    Quale regime vogliamo instaurare ora??

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *