In viale Umberto taglieranno 134 alberi per la passeggiata estense
“Almeno spiegatelo alla città”
Non una pianta va abbattuta per motivi estetici

di UGO PELLINI

25/11/2018 – L’intervento di riqualificazione di viale Umberto I, nell’ambito del progetto di recupero e valorizzazione dell’ intera Passeggiata Settecentesca, prevede un “massiccio” intervento sugli alberi del più importante viale della città. Le piante del viale sono ora in totale 510, distribuite in quattro doppi filari: “in generale- ha spiegato il progettista- si provvederà a manutenere i filari lungo la strada e a ripristinare il disegno verde andato perduto in molti tratti dei filari posti ai bordi.

In particolare, la valutazione della salute e stabilità degli alberi e della loro coerenza paesaggistico- ambientale ha portato alla decisione di eliminarne 134, sostituendoli con 181 nuovi esemplari con un incremento di 47 che determinerà un aumento dell’assorbimento di anidride carbonica, di produzione di ossigeno e di volume vegetale”.

 

In effetti la condizione fitosanitaria degli alberi dell’antico Stradone, che nei secoli ha avuto diverse traversie, non è delle migliori. Ora il viale è formato in prevalenza da tigli (295),ma l’inserimento nel recente passato di tante specie lo hanno reso, per che riguarda le alberature, “non omogeneo”.

Nel Settecento gli estensi lo avevano dotato di pioppi cipressini, tagliati e cambiati dai giacobini con platani, eliminati a loro volta nel 1920 e sostituiti con tigli. Questialberi sono stati mantenuti per anni in forma obbligata, e i rami delle potature venduti. In questi ultimi decenni,questa legna non era più ambita e non si è più intervenuti sulle piante con la stessa periodicità di un tempo, con il risultato che ora hanno assunto un aspetto e un portamento anomalo.

Evidenziano diversi problemi sanitari,soprattutto i numerosi (57) ippocastani presenti, classificati di classe C (che presentano cioè difetti di forma e strutturali che li pongono a rischio con possibili aggravamenti in breve periodo) oltre naturalmente quelli di classe D (ad alto rischio di caduta e schiantamento). Verranno sostituiti con esemplari di Tiglio “classico” e di Tiglio roelvo, una specie ad accrescimento ridotto.

Eliminare in un sol colpo più cento alberi deve, a mio avviso, essere “spiegato e chiarito” per tempo alla città, prima che entrino in funzione le motoseghe.

Nell’ itinerario-incontro della settimana scorsa con i cittadini residenti nella zona assieme ai progettisti ed esperti invitati dall’Amministrazione comunale, ho espresso la mia preoccupazione per un intervento di tale portata. Ho richiesto che siano segnalati preventivamente gli alberi le cui condizioni non permettono una loro sopravvivenza, in modo che tutti i cittadini possano prendere visione di cosa succederà prossimamente in viale Umberto I.

Nessun esemplare dovrà essere abbattuto solo per motivi estetico o, come è successo altre volte, perché considerato “incongruo con il progetto” visto che non si tratta di “nuovo progetto”, ma di recupero. E’ doverosa quindi una corretta e ampia informazione se si vogliono evitare fraintendimenti e polemiche.

*naturalista, membro della Consulta verde di Reggio Emilia 

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