Gratteri al festival legalità: “Il processo Aemilia? Un buonissimo inizio”

30/11/2018 – Il processo Aemilia contro la ‘ndrangheta, celebrato in primo grado a ReggioEmilia e concluso il 31 ottobre con 118 condanne su 148 imputati “non e’ la la soluzione di un problema, ma un buonissimo punto di partenza.
Bisogna avere il tempo e la possibilita’, la tenacia e gli uomini per fare tante operazioni Aemilia”.

Ne è convinto il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, ieri mattina a Reggio Emilia per l’ultimo appuntamento con le scuole del Festival della Legalità, promosso dalla Provincia .

Nicola Gratteri

“E’ stato un processo importante perche’ ha messo un punto fermo sul radicamento della ‘ndrangheta in questa provincia e non solo- ribadisce Gratteri- però sicuramente gli addetti ai lavori nel circondario di Reggio Emilia e nel distretto dell’Emilia Romagna, sanno bene che il processo Aemilia è solo un episodio”.
Commentando poi le nuove misure di sicurezza disposte sia per il palazzo di giustizia di Reggio, sia per i tre giudici della Corte (Francesco Maria Caruso, Cristina Beretti e Andrea Rat, tutti posti sotto scorta) che hanno comminato in totale oltre 1.200 anni di carcere, Gratteri non si sbilancia perchè  “queste sono valutazioni che fa il comitato per l’ordine della sicurezza”. Piu’ netto invece il giudizio sul gesto eclatante di Francesco Amato, imputato condannato a 19 anni di carcere che il 5 novembre- dopo una breve latitanza- ha sequestrato gli impiegati di un ufficio postale per 8 ore, per contestare la sentenza.

Il procuratore di Catanzaro ha bollato l’episodio di Amato come “un’anomalia nel sistema. La ‘ndrangheta non fa queste cose”. A chi domanda un giudizio sul fatto che nel processo siano stati coinvolti in modo solo marginale esponenti del mondo politico, Gratteri risponde: “La Procura può operare solo su quello che è sul tavolo. Noi sappiamo tante cose, ma per tradurle in processi e sentenze ci vogliono delle prove”. Fondamentale poi fare rete tra le Procure: “Se in un mio processo emerge un’intercettazione che riguarda un altro territorio, chiamo il magistrato e in 48 ore gliela faccio avere. Se viceversa dall’altra parte non succede, questo deve succedere”.

Secondo Gratteri, infine, “sensibilizzare l’opinione pubblica e’ fondamentale, ma la gente collabora, non è omertosa.
Nella mia esperienza a Catanzaro vedo che quando la gente capisce che si puo’ fidare, che siamo costanti e ogni giorno sul pezzo, nel cuore della ‘ndrangheta ci sono decine e decine di persone che chiedono ogni giorno di parlare con me”.

(fonte AGENZIA DIRE)

 

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