Figli di coppie gay: “I sindaci rischiano l’abuso d’ufficio”
Lega, 5 Stelle, Forza Italia, FdI contro Vecchi

16/11/2018 – Sollevazione politica contro il sostegno dei sindaci di Reggio, Scandiano e Castellarano al riconoscimento dei figli naturali nelle coppie omosessuali. La legge vieta espressamente questi atti (e infatti le anagrafi si limitano ad accettare le dichiarazioni dei partner dello stesso sesso, senza alcuna trascrizione e quindi senza valore legale), nondimeno i sindaci in una conferenza stampa tenuta da Vecchi, Mammi e Zanni (che è anche neo presidente della provincia) hanno spacciato la vicenda del riconoscimento come un fatto compiuto,e fortemente innovativo. Si tratta del caso di una donna che ha depositato la dichiarazione di riconoscimento del figlio avuto dalla compagna attraverso l’inseminazione artificiale (si presume da un  padre naturale sconosciuto, o comunque compiacente).
Le reazioni, dicevamo, non si sono fatte attendere. E non solo nel centro destra.

Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera

La vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, deputata reggiana dei Cinque Stelle, in una dichiarazione alla Gazzetta di Reggio parla di “questione etica delicatissima: perché tutto questo dovrebbe essere preso in carico da un sindaco?. Sono assolutamente contraria a quello che chiamano utero in affitto, che in realtà è compravendita di bambini e mercificazione del corpo delle donne”. Poi l’affondo sul sindaco di Reggio: “La sgtrategia di Vecchi è nebulosa e non solo ai mieri occhi. Penso che il sindaco di Reggio debba preoccuparsi di tre cose fondamentali: le infiltrazioni della ‘ndrangheta, l’aria schifosa che respiriamo e la sicurezza. Meno atti simbolici e pià fatti concreti”.
Da parte sua il deputato Gianluca Vinci della Lega Nord, che è anche consigliere in Sala del Tricolore, annuncia un’interrogazione al ministro Fontana “per informarlo e chiedergli quali sono le volontà del ministero”.

Gianluca Vinci

La presa di posizione di Vinci è durissima: “Siamo ai limiti della legalità. Oltre a essere un atto immorale e ingiusto, nonchè frutto di una forzatura, si potrebbe profilare anche un abuso d’ufficio. Non è che un sindaco – aggiunge – possa avere direttive diverse rispetto agli altri Comuni solo per avere una maggiore visibilità in vista delle amministrative”
DIACCI (FORZA ITALIA): PURO MENEFREGHISMO SUL FUTURO DI UN BAMBINO 
“alcuni primi cittadini firmano questo atto per il riconoscimento di figli in coppie omosessuali.
Tra i firmatari oltre il Sindaco Vecchi di Reggio Emilia é promotore il Sindaco di Scandiano Alessio Mammi  lo stesso che ha fortemente voluto il registro delle unioni civili.
Premesso che in casa propria e nella vita privata ognuno è libero di amare chi vuole, mi pare un modo altresì oramai agli sgoccioli dell’apertura della campagna elettorale di volersi accaparrare i voti delle coppie omosessuali, vi sono certezze che vanno al di là delle posizioni etiche e politiche.

Elena Diacci

 Fra queste vi è quella che secondo cui generare i bambini siano solo uomo e donna. La trascrizione di questo atto è il puro menefreghismo di come un bambino potrà elaborare uno status che non corrisponde né alla natura delle cose, né a quello di tutti i bambini con i quali si rapportera’.
Lotterò con forza per difendere il diritto del bambino ad avere una mamma e un papà”. Elena Diacci Coordinatore provinciale Forza Italia Giovani, capogruppo Forza Italia Scandiano
ROBERTA RIGON (FDI): SINDACI COMPLICI DI UN’ATROCE VIOLENZA 

“I Sindaci di Reggio Emilia, Scandiano e Castellarano “hanno accettato di riconoscere come figli naturali i nati da coppie del medesimo sesso, anche se non esiste una norma che regolamenta la maternità“.

Innanzi tutto diciamo la verità e non diffondiamo fake-news: un figlio non può nascere da coppie del medesimo sesso! Non è un’opinione, è la legge naturale che lo dice, la scienza lo conferma! Una norma, infatti, esiste: la vita nasce dalla fecondazione di un ovocita, presente solo nel corpo della donna, da uno spermatozoo, presente solo nel corpo dell’uomo.

Quindi, cosa viene dichiarato in questo atto pubblico dalla compagna della madre? Che questo bambino è suo figlio naturale? Non è forse questa una falsità?

Roberta Rigon

Un Sindaco, poi, non può accettare di riconoscere nessuno! Ci mancherebbe solo una discrezionalità del Sindaco!

In quanto ufficiale di Governo, il Sindaco iscrive all’anagrafe i nuovi nati, con tanto di padre, madre, residenza e tutto ciò che prevede la legge.

Quello che è avvenuto all’anagrafe è l’iscrizione di un bambino, figlio di madre sola…il padre è il famoso NN. Qui sta la verità: il padre di questo bambino è uno sconosciuto! Che la madre sappia o meno chi sia quest’uomo poco importa, ha scelto, insieme alla sua compagna, di far nascere un figlio orfano di padre. Punto!

Se la vita e gli eventi ti portano a questo, sopravvivi, lo superi, avrai anche successo, ma sempre nel dolore, sempre nella mancanza di tuo padre e, prima o poi, farai i conti con questo dolore, questa lacerazione. Prima o poi cercherai le tue radici, è inevitabile!

Si sopravvive, certo, come si sopravvive all’amputazione di una gamba. Ci sono le protesi, con le quali si possono anche vincere le olimpiadi, ma a nessuno verrebbe in mente di amputarsi volontariamente le gambe…tanto ci sono le protesi!!!

L’operazione mediatica di Vecchi segna l’inizio della sua campagna elettorale e la inaugura con una grossa bufala…sta anche cercando un giornalista per propagandare al meglio ciò che ha fatto!!!

Non è un gesto di umanità, non è un atto d’amore e non è nemmeno un’azione di disobbedienza a tutela di bambini di serie B! Non esistono bambini di serie B! Un figlio di madre sola ha gli stessi diritti di qualsiasi altro bambino, ma nella verità, diritto che, con questo atto inefficace e puramente ideologico, viene negato a questi bambini orfani di padre.

Al contrario, sono bambini ai quali viene negato volontariamente il diritto ad avere, conoscere e amare il proprio padre. Voi, Sindaci, siete complici di una atroce violenza nei confronti di questi bambini”. Roberta Rigon, Fratelli d’Italia, consigliera comunale a Reggio Emilia

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